robert capa,fotografia,arte,mostre di arte,palazzo reale di torinoDal 15 marzo al 14 luglio 2013, Palazzo Reale di Torino celebra con un’importante retrospettiva uno dei maestri della fotografia del XX secolo: Robert Capa, in occasione del centenario dalla nascita. La mostra, patrocinata dal Comune di Torino è organizzata dalla casa editrice d’arte Silvana Editoriale in collaborazione con Magnum Photos, celebre agenzia fotografica di cui Robert Capa fu uno dei soci fondatori nel 1947.

Alla conferenza stampa sarà presente John Morris, primo direttore di Magnum Photos che parlerà della grande
 amicizia che lo ha legato a Robert Capa. Morris conobbe Capa durante la seconda guerra mondiale quando era responsabile della redazione londinese della rivista Life e assicurò la copertura dello sbarco in Normandia con la pubblicazione delle storiche foto di Capa, che documentarono i momenti cruciali dell’azione. Da allora i due instaurarono un sodalizio umano e lavorativo che si interruppe solo nel 1954, quando John Morris ricevette il telegramma che annunciava la tragica morte del collega e amico.
 In alto una delle più celebri fotografie scattate da Capa. 

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Vi è una immagine fotografica, che viene considerata da tutti i fotografi e gli esperti nel campo della fotografia e del fotoreportage, una delle più famose immagini di guerra di tutti i tempi (vedi sotto).

robert capa miliziano morto.jpg

 

Questa fotografia è del periodo del 1936, ed è stata scattata in Spagna durante la guerra civile che infuriava. Il fotografo che la scattò è Robert Capa, e ritrae un miliziano che viene colpito a morte da un nemico, che sta per cadere a terra ucciso, mentre lascia andare la propria arma. La fotografia così tragica, divenne subito celebre, come simbolo di un dramma immane come può essere sempre una guerra.

Il fotografo nacque a Budapest il 22 Ottobre del 1913, dai genitori Dezso e Julia Friedman di origine ebrea, che possedevano una sartoria nella città magiara, e misero il nome di Endre al piccolo. Il padre era un grande sognatore, e si divertiva molto a giocare a carte e a stare sulle “nuvole”. Il giovane Robert, prese dal padre la sua indole “artistica”, che lo porterà poi molto lontano. Da giovane sognava di viaggiare ed avere tante avventure e tanti ideali. Si recò a Berlino nel 1931, dove iniziò a vedere la vita dura di molti, specie per la politica che vi era, e qui conobbe anche un fotografo, Simon Guttmann, che gli affidò alcuni incarichi fotografici che servirono a non farlo morire di fame e a fargli apprendere alcune tecniche e trucchi del mestiere. Nel 1933, quando Hitler salì al potere, la situazione divenne per Robert Capa insostenibile, sia perché era un giovane di sinistra, ma anche perché era ebreo.

Allora inizia a viaggiare prima a Vienna e poi a Parigi, spaventato dalle propagande dei nazisti che stavano diventando sempre più forti. Nella capitale francese, che era una città molto importante per la cultura e l’ arte di tutta l’ Europa, Robert incontra il grandissimo fotografo André Kertesz, che subito lo prese in simpatia, diventando un grande amico. A Parigi, Robert fece tante altre amicizie, come con Henry Cartier Bresson, Chim Seymour, e con loro passò dei bellissimi momenti parlando delle loro passioni, e apprendendo molto sulla fotografia e sul lavoro di fotoreporter, di cui Robert era convinto di voler fare come passione e lavoro.

Conobbe anche una giovane profuga tedesca di nome Gerda Pohorylle. Nacque un grande amore tra i due, e fu Gerda a farle cambiare nome al fotografo, in quanto a Parigi c’ era già un fotografo di nome Friedman. Così passo da Endre Friedman, a Robert Capa, un nome che divenne celebre nel mondo della fotografia.

RobertCapaLife05161938.jpgLa coppia iniziò a viaggiare e nel 1936 si recò in Spagna, dove fu scattata anche la fotografia di cui abbiamo parlato in alto, che fu pubblicata su importanti riviste come Life e Vu, e che lo fecero conoscere in tutto il mondo. Ne 1937, ebbe la tragedia della morte di Gerda, e da quel momento no si riprese più completamente, anche se ebbe molti amori in seguito ed una vita come piaceva a lui, piena di avventure e piena di fotografie. Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, partì subito per l’ America, dove iniziò a collaborare con la rivista Life. I suoi reportage, in giro per l’ Europa, sono fantastici e sono di una immediatezza e di una potenza unici. Ebbe modo di fotografare anche il famoso sbarco in Normandia, e venne anche in Italia. Possiamo dire che grazie a questi lavori sui vari campi di guerra, Robert Capa, si “laureo” come il padre fondatore del fotogiornalismo, e le sue fotografie, sono considerate delle opere di arte da tutti gli esperti ed i critici.

Alla fine della guerra, rientrò a Parigi, facendone la sua residenza finale. Qui ebbe una grande storia di amore anche con l’ attrice Ingrid Bergman, e grazie a lei, conobbe molte celebrità, come per esempio il regista americano John Huston o lo scrittore Hemingway, ma anche Pablo Picasso, il grande pittore del Cubismo.

Nel 1947, insieme a Cartier Bresson, Rodger e Seymour, fonda a New York la celebre agenzia fotografica Magnum, una delle più importanti e mitiche del mondo, anche dei giorni nostri.

Nel 1954, Capa è in Indocina, dove deve fare un reportage della tremenda guerra che infuria. Il 25 Maggio, però il fotografo inciampa in una mina nascosta, e purtroppo perde la vita.

Finisce così tragicamente la vita di un grande uomo, ma soprattutto di un grande fotografo, che amava documentare l’ avventura, l’ azione e le guerre, anche in posti dove nessuno sarebbe mai andato in quel periodo.

Arrivederci