Il collage è una di quelle tecniche artistiche che per la sua concezione e l’uso è relativamente giovane e moderna. Infatti gli storici dell’arte ci insegnano che la tecnica del collage è stata usata per la prima volta dai pittori cubisti all’inizio del Ventesimo secolo. Questi artisti tra cui Picasso o Braqu per citare i più celebri erano alla ricerca di un qualche procedimento del tutto nuovo e originale, che però doveva rendere all’opera una certa espressività e doveva essere considerato una alternativa alla “tradizionale” pittura, cioè quella fatta con colori e pennelli. In seguito il collage con la sua originalità ebbe un discreto successo e fu utilizzato anche da altri artisti con delle modalità sempre più originali e innovative che aprirono così la strada a ulteriori sperimentazioni tecniche ed espressive.

La tecnica del collage è qualcosa di molto semplice e rapido da apprendere. Essa consiste nel modo che chiameremo di base, nell’usare dei semplici frammenti di carta colorata che poi vengono composti a secondo della propria fantasia e bravura e incollate su di una superficie. Il tutto dovrebbe renderci particolari stimoli visivi e delle opere originali e simpatiche.

Ho scritto base perché invece dei pezzi di carta si possono usare anche altri tipi di materiali anche i più disparati che troviamo ovunque. Per questo motivo il collage può essere considerato una sorta di arte del riciclaggio di materiali, in quanto vi sono opere realizzate con la tecnica del collage composte da tubetti vuoti di colore per esempio su di una superficie di plexiglas (vediamo l’opera dell’artista Arman ititolata Cocktail-party 1966, di una collezione privata a Parigi) oppure si possono usare diversi materiali in un unica opera come per esempio, legno, piume, chiodi, sughero, bottoni, ecc. Insomma avete capito che con questa originale tecnica vi potete sbizzarrire come volete voi lasciando libero sfogo e limitazioni alla fantasia e risparmiando pure qualcosa.

Un consiglio per quanto riguarda i frammenti di carta è quello che li potete ritagliare da giornali già colorati, oppure un altro metodo consiste nel colorare dei fogli bianchi con colori a tempera o acrilici e poi ritagliare le forme desiderate per la vostra composizione. Una immagine a collage può essere progettata definendo con precisione la forma e le varie parti oppure può essere composta direttamente sulla superficie e quindi dando libera scelta al vostro istinto artistico, lasciandosi guidare dai colori e dalle forme casuali dei pezzi di carta.

Quindi da ciò che abbiamo detto possiamo concludere che il collage è una tecnica molto semplice da usare in quanto i colori li possiamo trovare già pronti, ritagliando forme di carta colorata, le superfici possono essere diverse come tavole di legno, fogli di cartoncino o carta, tele etc. Possiamo anche dire che i famosi fotomontaggi forse derivano proprio da questa tecnica in quanto possiamo anche incollare pezzi di riviste e immagini di articoli, magari cambiando le teste o lo sfondo a piacimento e trasformando la scena in altro. Vediamo sotto l’opera a collage del famoso artista Henri Matisse chiamato Nudo blu del 1952 Museo Henri Matisse Nizza. L’artista Matisse qui prende alcuni pezzi di carta ritagliati con forme particolari e poi li ricompone formando una stilizzata e bella figura umana nuda di colore blu.

Collage Nudo blu di Henry Matisse.jpg

 

 

Nel salutarvi come sempre mi piacerebbe sapere come la pensate su questa specifica tecnica, magari mandandomi del vostro materiale che io pubblicherò con piacere a vostro nome.

Nella storia della pittura artistica possiamo far risalire la nascita della corrente artistica definita “Cubismo” ai primi anni del secolo Novecento e più precisamente all’anno 1906.

Il Cubismo ebbe inizio quando due uomini, due bravi artisti diventati in seguito grandi amici, cioè l’artista spagnolo Pablo Picasso (1881-1973) e il pittore e scultore francese Georges Braque (1882-1963) iniziano a fare delle esperienze e degli studi in comune, mettendo poi insieme tutti i vari risultati e il frutto ottenuto dalle ricerche e dai loro lavori artistici.

Questi due artisti vanno alla ricerca soprattutto di qualcosa di nuovo, di uno stile diverso e innovativo che gli dia delle soddisfazioni artistiche per il loro talento. In questo particolare periodo si lasceranno influenzare anche da quelle arti che vengono definite dai critici come delle arti “esotiche” e a volte di poco valore, e questo in base ai resoconti dei critici di turno. Dal mio modesto punto di vista non deve esistere arte di serie A e arte di serie B, ma diversi stili e forme di arte che possono o non possono piacere, come per esempio l’ Arte Africana che soprattutto nel campo della scultura riesce a fornire delle opere molto importanti e belle da vedere anche a livello artistico mondiale.

Oltre a studiare ed analizzare i vari concetti dell’arte e della scultura Africana, Picasso e Braque studiano anche l’opera di un altro grande Artista che nel periodo in cui stava nascendo il Cubismo (1906) veniva purtroppo a mancare. Questo grande e celebrato Maestro dell’arte vissuto tra l’Ottocento e i primi anni del Novecento era Paul Cézanne (1839-1906).

Cézanne dopo un incontro con alcuni artisti Impressionisti capisce di non condividere molto le filosofie di quella corrente artistica citata come “rivoluzionaria” che era l’Impressionismo e quindi cerca di elaborare un suo personalissimo linguaggio artistico e pittorico che si basa principalmente sull’uso delle macchie di colore. L’artista attraverso le sue opere che riproducono spesso dei paesaggi o delle nature morte, cerca di cogliere l’essenza eterna e duratura delle cose, anziché rendere solo le apparenze fugaci e transitorie delle stesse.

Studiando anche questo sia Picasso che Braque con i loro lavori rivoluzionano il modo di intendere lo spazio e le forme dell’immagine artistica.

Con il Cubismo si vuole raffigurare l’essenza della realtà, andare oltre alla semplice forma esteriore e avviare così un processo di trasformazione e astrazione della realtà rappresentata non come appare ma come la nostra mente sa che è.

Qui sotto possiamo vedere la celebre opera intitolata Les demoiselles d’Avignon del 1907 realizzata da Pablo Picasso che presto diventerà l’opera più importante del Ventesimo Secolo. Questa opera costituisce il punto d’inizio della ricerca cubista perché le figure appaiono scomposte in forme geometriche. Lo spazio non è costruito secondo le regole della prospettiva tradizionale e anche la piatta stesura del colore, non dà l’illusione della profondità. L’espressività dei volti, soprattutto le due donne a destra, sembrano ispirarsi alle maschere dell’arte primitiva Africana.

Les Damoseil D' Avignon di Pablo Picasso 2.jpg

 

 

Continua…

I tre periodi del Cubismo

 

Nel primo periodo del Cubismo che è stato dal 1907 al 1909, oggetti e figure vengono semplificate e ridotte a forme geometriche. Si cerca di riprodurre sulla tela una visione multipla, simultanea e tridimensionale della realtà. La frantumazione della forma nello spazio è determinata dalla moltiplicazione dei punti di vista (ecco perché Picasso disegna due occhi anche in un volto ripreso solo di profilo).

 

Nel secondo periodo che và dal 1909 al 1911 la pittura cubista è diventata più matura, analitica, perché spazio e oggetti sono ridotti quasi a solidi geometrici, scomposti, smembrati e collocati sulla tela senza alcun rilievo. Questa fase è anche caratterizzata da una evidente severità cromatica, basata sui colori grigi e sugli ocra. L’attenzione dell’artista è interamente rivolta alle forme e non al colore. I soggetti preferiti in questa fase, sono soprattutto i paesaggi e le nature morte.

 

Cubismo - particolare di Bicchiere e rivista del 1913 di Georges Braque.JPGDal 1911 ha inizio la fase del Cubismo sintetico, dove l’oggetto dopo essere stato analizzato e frantumato, viene ricomposto sinteticamente per ricercarne l’essenza. In questo periodo i pittori Cubisti, prediligono dipingere nature morte con frutti, violini, bottiglie, bicchieri e giornali appiattiti sulla superficie del quadro.

Recuperano inoltre la ricchezza cromatica che era stata assente nel periodo analitico.

Nelle composizioni di questi anni, vengono spesso inseriti elementi derivanti dalla realtà concreta, come lettere, numeri, pezzi di carta o ritagli di giornali (vediamo a lato un particolare dell’opera di esempio Bicchiere e rivista del 1913 di George Braque).

 

I Cubisti come Juan Gris (1887-1927) utilizzano spesso tecniche come il collage e il papier collé (carte ed altri materiali incollati alla tela), rifiutando gli strumenti pittorici tradizionali e discostandosi dalla pittura intesa come imitazione della realtà (vediamo sotto un particolare dell’opera di Juan Gris intitolata Chitarra sopra una sedia del 1913, olio e collage su tela).

Cubismo - Juan Gris Chitarra sopra sedia 1913.JPG

 

 

Proprio per tutto questo, l’esperienza cubista risulta fondamentale per tutti i movimenti artistici del Novecento.

 

Un saluto e spero che questo breve articolo possa aiutarvi con le vostre ricerche o togliervi qualche piccola curiosità a tutti Voi che siete dei lettori appassionati. Spero anche che lo condividerete con i vostri amici sui vostri blog o su Facebook, oltre che attendere le vostre interessanti opinioni sull’arte e il Cubismo nei commenti sotto, in modo che tutti i lettori possano trarne beneficio, Grazie.