picasso.jpgPablo Picasso è considerato come l’artista che rivoluzionò il mondo dell’arte all’inizio del Novecento e di conseguenza anche di tutta quella che venne in seguito.

L’artista attraversò diversi e vari momenti durante la lunga vita e la sua carriera artistica, con idee e tecniche diverse, influenzato da tanti maestri del passato e anche del presente come per esempio Touloise Lautrec, Delacroix, Van Gogh e dagli impressionisti francesi, che il giovane Picasso divorò in modo simbolico attraverso i suoi occhi quando andava nei famosi Musei spagnoli e in quelli francesi, allo scopo di trovare e far uscire il proprio genio che sapeva avere dentro di se. Picasso inoltre viaggiò molto tra la sua Spagna che era il proprio Paese natio e l’amata Francia, un Paese considerato da tutti gli artisti del periodo come il più importante centro per ispirazioni artistiche e per l’arte in generale. Andò nei posti e negli edifici in cui l’arte trasudava anche dai muri e durante questo suo lungo cammino di ricerca, passo per vari periodi artistici più o meno lunghi, che vanno dai colori accesi della brutale violenza o quelli della gioia della vita notturna dei celebri locali francesi e spagnoli, influenzato dall’artista Toulouse–Lautrec, sino al “periodo blu” al “periodo rosa” o sino ad arrivare al dipinto che cambierà per sempre il suo modo di fare arte e la sua stessa vita, cioè Les Demoiselles d’ Avignon (cliccate per leggere l’articolo sul blog).

Tra la fine del 1903 e la Primavera del 1904 Pablo Picasso trascorse un periodo presso la città spagnola di Barcellona. In questo breve e particolare periodo l’artista riuscirà a realizzare quella che viene definita dagli esperti dell’arte come la più prolifica e straordinaria produzione di capolavori. Questi sono tutti quei lavori artistici che vengono catalogati e definiti come le opere realizzate durante il “periodo blu” da Picasso. Potete trovare e leggere di alcune di queste opere nella colonna a lato in questo sito.

Capolavori molto intensi e con una grande forza espressiva come Vecchio cieco e ragazzo, Le due sorelle o Il vecchio chitarrista vengono realizzati proprio in questo periodo trascorso in Spagna e vengono considerati come la massima espressione di questo particolare momento di vita, in cui Picasso rappresenta e ci trasmette la sofferenza, la miseria, la solitudine e il dolore che vede nelle persone che lo circondano, che sono il riflesso di un mondo cupo e triste, senza un futuro. Per rappresentare queste tristi ma reali condizioni umane, Picasso userà il simbolico colore blu (da qui il nome dato al periodo) e anche se sarà fortemente criticato da amici e da colleghi, percorrerà questa sua strada artistica, conscio dell’importanza che essa può avere.

 

 

picasso.jpgOrmai in tutto il Mondo o quasi si sa che il grande Artista spagnolo Pablo PICASSO, nato a Malaga (Spagna) il 25 Ottobre del 1881 dai Genitori José Ruiz Blasco e da Maria Picasso y Lopez è stato colui che ha rivoluzionato tutta l’Arte dal Novecento in poi, sconvolgendo idee, regole e concetti sino ad allora espressi. Durante il suo lungo cammino, umano e artistico fatto di studi, viaggi, quadri e altre opere, Picasso arrivò a passare dal cosiddetto periodo Rosa a quello Blu, sino ad arrivare poi al Cubismo che ci regalò autentici capolavori d’Arte (vedi articoli inerenti su questo stesso blog).

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Picasso Les Demoiselles d' avignon.JPGTra le molte citazioni o le frasi celebri che Picasso disse durante la sua vita ne ho voluto inserire alcune che ho trovato in giro sulla rete e che mi sembrano interessanti per poter capire qualcosina in più sul suo modo di riflettere e di parlare di Arte.

Tra le tante curiosità di Picasso che forse non tutti sanno, una è quella legata alle sue origini ed al suo nome (o i suoi nomi). Come era tradizione allora in Spagna, ma penso che si faccia anche ai nostri giorni, alla nascita di un bambino, si usava mettere una infinita serie di nomi, a volte legati alla devozione religiosa. Questa singolare usanza, non fu evitata per il piccolo Pablo, al quale furono aggiunti anche i nomi di: Diego, José, Francisco de Paula, Juan, Nepomuceno, Crispin, Maria de Los Remedios e Crispiniano de La Santissima Trinidad. Per quanto riguarda il celebre Cognome artistico conosciuto da tutti, il giovane artista Pablo lo scelse in seguito per una forte ammirazione verso la madre Maria Picasso, che per Lui era un punto di riferimento, e da Lei, ereditò anche una certa inquietudine ed una grande fierezza, parti importanti del suo carattere di uomo e di artista, facendo con questa scelta, decadere il nome del Padre.

Per quanto riguarda la Madre di Pablo, si è anche appurato attraverso ricerche che le sue origini sono italiane. Il Bisnonno di Lei, nacque infatti a Recco, nei pressi di Genova. Tali ricerche portarono anche a scoprire che, il bisnonno fosse parente del pittore Matteo Picasso, nato anche Lui a Recco.

Alcune Citazioni di Pablo Picasso.

La pittura è una professione da cieco. Uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto.

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma c’è ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.

Datemi un Museo e ve lo riempirò.

Dipingere non è una operazione estetica. È una forma di magia intesa a compiere un opera di mediazione tra questo mondo estraneo e ostile e Noi.

Credo di sapere cosa si prova ad essere Dio.

I colori come i lineamenti di un viso, seguono i cambiamenti delle emozioni.

Ogni bambino è un artista. Il problema è poi come rimanere un artista quando si cresce.

Ci si mette molto tempo per diventare giovane.

Pablo PICASSO muore l’ 8 Aprile del 1973 dopo una lunga vita (92 anni) vissuta intensamente insieme alla sua passione per l’Arte.

Trovate altri articoli sul sito che parlano di questo grande artista (vedere a lato).

 

Pablo Picasso.jpgHo scritto già qualcosa sulle origini (trovate gli articoli relativi tra le colonne a lato) del grande artista spagnolo PABLO PICASSO dicendo come sin da piccolo grazie anche alla passione e alla forte influenza del padre veniva avvicinato al mondo straordinario e complesso dell’arte iniziando a curiosare e a fare suo attraverso i suoi occhi tutto ciò che lo circondava.

Anche la madre (Maria Picasso Lopez) però con la sua sensibilità femminile, con il suo amore e la sua tenerezza influenzò il giovane Pablo. Da lei imparò anche la differenza tra le persone povere e umili che non potranno mai entrare in quel “gioco” perverso del potere che è solo dei ricchi. Tutti gli insegnamenti e l’amore della madre portarono Pablo a ripagarla nel giorno in cui capì che l’arte era la sua vita e la sua strada, prendendo come nome d’arte il cognome della madre (appunto Picasso) e diventando in questo modo immortale al mondo, col nome che tutti noi conosciamo bene e cioè Pablo Picasso.

L’artista durante i primi anni di noviziato non trova subito fama e ricchezza, anzi periodi di stenti, di battaglie e di polemiche oltre che anni di ricerca interiore e artistica gli faranno da cornice. Neanche gli amici e gli artisti che conosce a volte lo capiscono, perché Pablo fin dai precoci inizi della sua carriera artistica di pittore si pone di fronte ai problemi d’arte con un animo tutto nuovo, con una mentalità e una prospettiva che appartiene al futuro.

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Picasso non cerca di dipingere come fanno la maggior parte dei pittori dei quadri “belli”, non cerca di fotografare diciamo così la realtà come fanno gli Impressionisti. Egli si ribella a ciò e le sue ricerche si spingono su un terreno nuovo e sconosciuto, dove non bastano solo gli occhi per cogliere la mutevole realtà delle cose. Se Pablo viene emozionato da un oggetto o una figura umana, egli cerca innanzi tutto di mettere su tela quella emozione, e non importa se alla fine, l’ opera sembra totalmente diversa da come si immaginava all’ inizio, o l’ oggetto sembra non riconoscersi nella tela.

Pablo Picasso Vecchio ceco e giovane periodo blu.jpgMolti esperti hanno definito idealmente Pablo Picasso come un bambino che gioca con colori e forme allo scopo di raccontare pezzi di storia e realtà così come li sente nella sua anima. Questo lo porterà per esempio ad avere vari e differenti periodi durante la sua carriera artistica e i suoi studi. Vi sarà il periodo in cui sarà incuriosito e cercherà di darsi delle risposte sulle condizioni dei più umili, di tutte quelle persone sole che vengono emarginati dalla società. I discorsi della madre sono serviti a renderlo più sensibile, più “umile”. Pablo, comincia a dipingere questi poveri disgraziati, usando quasi totalmente il colore blu, colore che per l’artista simboleggia e serve a raffigurare la tragedia, la solitudine e la povertà di questa povera gente, che è quasi come un fantasma per la società “normale”, ma con cui deve fare i conti ogni giorno. Le straordinarie opere di questo periodo di Picasso, saranno ricordate come le opere del “periodo blu”. (a lato vedi Vecchio ceco e giovane).

Ma l’artista è sempre alla ricerca di far uscire il suo genio innato allo scoperto, pronto a nuove emozioni. Arriva così il momento della gioia e della felicità, e i suoi colori si trasformano dal “triste” blu al rosa, un colore tenue, che sembra sprizzare serenità, speranza, come se fosse la Primavera dove tutto sboccia. Questo periodo verrà conosciuto come il “periodo rosa”, perché Picasso userà quasi completamente questo unico colore, con le sue tonalità, per simboleggiare la gioia di vivere e la felicità dei suoi personaggi raffigurati. (vedi sotto Maternità).

Pablo-Picasso-Maternity-162959.jpg

 

Durante tutte e due i periodi, l’ artista non dipinge la realtà come la vedono i suoi occhi, ma come la percepisce la sua anima, aperta agli incanti, alle seduzioni o ai drammi della vita di ognuno. Picasso, riesce anche con il suo genio, ad infondere in ogni opera, anche lo “stupore” che è proprio del periodo dell’ infanzia, quella meraviglia e quella gioia, che ognuno di noi abbiamo quando siamo piccoli, ed ancora “innocenti”, puri e privi di malizia. Il tutto però, contenuto nei termini di un “discorso” che ha il freddo rigore di un intelletto maturo. Questo fa parte del genio Picasso. Un “vecchio – bambino”, come diceva qualcuno, che non cerca di realizzare attraverso la sua pittura, una tecnica nuova, da accademia, insomma non vuole insegnare o cambiare i canoni e le norme artistiche. La sua è una bellissima “avventura”, che racchiude in se, sempre, le sorprese più impensabili e clamorose.

<<Io non cerco, io trovo>>, disse una volta di se stesso.

Se Picasso per esempio, dipinge una donna, e questa ha tutta l’ apparenza di un mostro sulla tela, è soltanto perché in quel preciso momento i “mostri”, si sono saldamente annidati nella sua anima, ed egli avverte il bisogno prepotente di liberarsene, fissandoli, a mo di incubi, sulla tela. Lui non vuole stupire la gente, quando “violenta” le forme, come qualcuno affermava in quel periodo, vedendo i suoi quadri “mostruosi”. Quella è la sua verità, quella è la sua anima, le sue emozioni e basta.

(leggi se ti fa piacere gli altri articoli su Picasso su questo blog, ed altri ne arriveranno. Vedi nella barra a destra).

 

Arrivederci

 

 

Il quadro del Vecchio cieco e ragazzo

 

Pablo Picasso Vecchio cieco e ragazzo.jpg

questa opera è stata dipinta nel 1903 da Pablo Picasso, ed è un olio su tela di dimensioni di circa 125 per 92 centimetri, collocato presso il Museo Puskin di Mosca.

In questa opera realizzata in pieno periodo blu, possiamo notare che l’artista raggiunge una monocromia pressoché totale. Infatti è realizzata attraverso l’uso di toni del solo colore blu. Il quadro esprime la grande tristezza unita ad un senso di solitudine che i due personaggi stanno soffrendo, e questo, non solo attraverso l’ uso del colore blu, ma anche usando una sorta di deformazione dei personaggi, allungandoli, e sottolineandoli con una netta linea di contorno, che le racchiude in una forma sintetica, quasi monumentale ma allo stesso tempo anche malinconica.

Picasso rivolge in questo periodo, la sua attenzione in particolare a persone che non hanno speranza, come gli emarginati dalla società, i mendicanti e i ciechi, e tutti sono una continua fonte di ispirazione, anche per poter sperimentare nelle su opere. Soprattutto il personaggio del cieco, sembra accompagnarlo spesso nella sua vita.

Nel quadro vediamo un vecchio anziano cieco, con il corpo ormai consumato dalle fatiche, dalla malattia e dagli anni, con un viso e uno sguardo privo di espressione, perso in chissà quali antichi ricordi, e che ci riflette una grande solitudine interiore, anche se accanto vi è un giovane dagli occhi penetranti e che sembra pensare a come poter continuare a badare a se stesso e al vecchio cieco, a cui sicuramente provvede con cibo e compagnia, come se fosse l’unica consolazione per la vita ormai senza speranza del ceco. Il luogo è anonimo, senza punti di riferimento, una sorta di limbo, come se Picasso volesse mettere questi personaggi fuori dal mondo e dal tempo, cercando di isolare i mali e le miserie.

Un quadro molto commovente, e dal parere mio, molto attuale, in quanto riflette alla perfezione una delle tristi realtà che vivono molta gente ai giorni nostri.

 

Arrivederci


 

Il Vecchio chitarrista, del 1903 è un opera realizzata da Pablo Picasso con la tecnica dei colori ad olio su una tavola delle dimensioni di circa 121 per 92 centimetri, collocata presso il Museo The Art Institute di Chicago, negli Stati Uniti.

Quest’ opera così come tante altre, fa parte del periodo conosciuto come il periodo blu, per il fatto che Picasso usasse quasi unicamente questo colore e le sue tonalità.

Se volete leggere l’articolo completo vi invito a cliccare sul link sotto per venire sul mio nuovo blog Arte semplice e poi.

Opera il vecchio chitarrista cieco di Pablo Picasso