pablo picasso,mostre di arte,cubismo,palazzo reale di milano,news d'artePer tutti gli amici del web che sono appassionati di arte ma anche per i semplici curiosi vi informo che presso il Palazzo Reale della città di Milano dal 20 Settembre 2012 e sino al 6 Gennaio del 2013 si terrà una importante Mostra dove si potranno ammirare circa 200 opere tra dipinti, disegni e sculture provenienti dal Museo Nazionale Picasso, di cui alcune mai uscite prima d’ora e realizzate appunto dal celebre artista e pittore spagnolo Pablo Picasso (1881-1973) che riuscì a rivoluzionare il mondo dell’arte.

Per tutte le varie informazioni e prenotazioni visitate il sito:

http://www.mostrapicasso.it/

 

 

Le origine e l’arte del giovane Pablo Picasso.

Attorno alla figura del grande artista spagnolo Pablo Picasso aleggiano anche dei grandi misteri e delle leggende legate a questo straordinario maestro che è entrato nei cuori di tutti. Possiamo dire tranquillamente senza essere smentiti dagli storici e dagli esperti d’arte che Picasso è riconosciuto come colui che ha cambiato le sorti dell’arte in generale e alcune idee importanti sulla pittura sia del suo tempo che soprattutto di quello a venire. Per leggere tutto l’articolo su Picasso cliccate sopra sul nome per andare sul sito dove sto trasferendo tutto il mio materiale dell’arte. Grazie

Guernica, l’opera pittorica dell’artista Pablo Picasso.

Una delle opere d’arte più importanti che il grande artista spagnolo Pablo Picasso realizzò è sicuramente quella conosciuta col nome di Guernica, diventata un simbolo e una testimonianza drammatica per tutta l’umanità. Sotto vediamo una immagine che non rende molto merito al capolavoro originale del maestro spagnolo.

Per leggere l’articolo completo cliccate sul link qui sotto

Arte semplice e poi Pablo Picasso e l’opera Guernica

Grazie a tutti i lettori

 

pablo picasso, arte, pittura, autoritratti, arte del novecento, cubismo, Molto spesso quando leggiamo i vari cataloghi relativi alle varie produzioni di celebri artisti come per esempio i tanti del passato, notiamo che tra i loro meravigliosi lavori vi sono numerosi ritratti che si riferiscono a grandi personaggi storici, religiosi o culturali. Questo del ritratto era ed è tuttora uno dei temi più utilizzati e apprezzati dagli artisti per farsi una sorta di “pubblicità” al loro talento visto che venivano ammirati da numerose persone tra cui anche dei possibili nuovi committenti che magari amano farsi celebrare con grandi opere pittoriche. Un po’ meno è invece il discorso degli autoritratti a opera degli stessi artisti. Infatti si preferiva ritrarre gli altri anziché se stessi. Tra i grandi artisti che invece realizzarono anche numerosi autoritratti si può citare sicuramente Pablo Picasso. Il grande e celebre artista spagnolo riconosciuto dagli storici e dagli esperti d’arte come colui che attraverso i propri studi e le sperimentazioni artistiche che lo portarono sino al Cubismo, rivoluzionò il modo di concepire, di vedere e di fare arte. Egli realizzò durante la sua lunga carriera e in periodi artistici differenti anche numerosi disegni, bozzetti o opere complete con lui come unico soggetto. Qui sotto troverete due degli autoritratti di Picasso realizzati nei primi anni del Ventesimo Secolo.

Il primo autoritratto di cui parliamo (vedere sopra) è quello realizzato dall’artista nell’inverno del 1901.

questa celebre opera che si può ammirare presso il Musée National Picasso di Parigi è stata realizzata con la tecnica della pittura ad olio su una tela che ha come dimensioni 80 per 60 centimetri. Nell’opera possiamo vedere raffigurato un giovanissimo (appena ventenne) Pablo Picasso mentre indossa un pesante cappotto scuro, abbottonato fino a coprirgli il collo, probabilmente per il grande freddo dell’inverno parigino dove Picasso si trovava in soggiorno. La prima cosa che visivamente ci colpisce guardando l’opera è sicuramente l’uso dei colori o per meglio dire la monocromia (cioè un solo colore) del colore blu che diventa una vera fonte di ispirazione per l’artista, sia per la grande forza espressiva ma anche per la valenza psicologica che riesce a dare questo colore nelle sue opere, andando oltre la semplice descrizione naturalistica. L’uso di questo colore che diete vita alla fase artistica conosciuta come “periodo blu” nelle opere di Picasso si impone con grande decisione proprio a partire dalla fine del 1901 e durerà per circa tre anni sino al 1904. In questo autoritratto il viso un poco scavato e con una folta barba e soprattutto gli occhi, sembrano trasmetterci una grande malinconia e una grande tristezza. Non si vedono oggetti o simboli che possono facilitarci il riconoscimento della professione di Picasso, come usavano alcuni artisti nei loro autoritratti. L’artista usa se stesso per mandarci il suo drammatico messaggio e parlarci della tristezza, la solitudine e il male di vivere di cui soffrono gli uomini, i quali vengono logorati piano piano fisicamente e psicologicamente. Questo triste modo di vedere la realtà che lo circonda, sarà la caratteristica principale del periodo blu di Picasso.

 

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L’altro autoritratto (vedere sopra) è stato realizzato da Picasso nel 1907 e può essere ammirato da tutti gli appassionati d’arte presso la Narodmi Galerie v Praze che si trova nella città di Praga. Esso è un olio su tela di dimensioni 50 per 46 centimetri circa. Dobbiamo ricordare che l’anno 1907 è per Picasso e la sua carriera artistica un anno molto importante e decisivo con grandi cambiamenti che lo porteranno anche dopo un lunga gestazione preparatoria a realizzare quello che viene definito dagli storici d’arte come il dipinto più importante del Ventesimo Secolo, cioè Les Demioselles d’Avignon. In questo anno Picasso si avvicinerà e studierà l’arte africana, farà amicizia con Braque (i due insieme daranno vita al Cubismo). In questo autoritratto dai lineamenti duri e spigolosi e poco naturalistici si intravede già il cambiamento artistico. Il grande naso e i grandi occhi furono definiti da un doganiere di frontiera (Rousseau) come quelli di una maschera tribale usata da antichi popolazioni. Questa opera fu realizzata dopo che Picasso vide e comprò una piccola scultura che rappresentava una statuetta nera in un negozietto di Bougival. Si era innamorato dell’arte e della scultura africana, con le sue maschere spigolose e spesso faceva visita al Museo Etnografico di Parigi.

 

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Le impressioni sull’arte di Pablo Picasso da parte dei critici dell’epoca.

Qui di seguito potrete leggere alcuni brevi spezzoni tratti da articoli o recensioni sull’arte molto interessanti realizzati da alcuni importanti critici ed esperti vissuti in passato che parlano di un artista a loro contemporaneo, il grande Pablo Picasso. Questi brevi spunti tratte da questi articoli sono realizzati nei primi anni del Novecento e quindi nel momento in cui Picasso, ormai famoso stava per entrare nella leggenda oltre che nella storia dell’Arte, grazie soprattutto allo studio di nuove forme di arte che sfociarono poi a quella che è l’arte del Cubismo. Ricordiamoci infatti che uno dei quadri di questo grande maestro, cioè Les Demoiselles d’Avignon realizzato nel 1907 è considerato dalla stragrande maggioranza degli esperti d’arte come il più importante dipinto di tutto il XX Secolo. Vi invito quindi a dargli una occhiata perché oltre a capire un po’ meglio come veniva visto e descritto Picasso in quei precisi anni, potete trovare qualche interessante curiosità e spunto in più per farvi una Vostra idea personale dell’artista.

Sono descritti solo gli spunti più interessanti (quando vado a capo significa che vi erano altre frasi prima che non ho preso in considerazione).

Continuate a leggere…

Scriveva Miguel Utrillo (“Pincell”) nel Giugno del 1901 in una recensione della Mostra alla Sala Parés in “Pèl i Ploma” presso Barcellona.

L’arte di Picasso è estremamente giovane. Dotato di uno spirito d’osservazione che alle debolezze della gente non perdona, egli riesce a cavare bellezze perfino dall’orribile, e le annota con la sobrietà di colui che disegna perché vede, e non perché sa fare nasi di maniera.

A Parigi gli hanno applicato un nomignolo. Il suo aspetto, il cappello a larghe falde passato attraverso le intemperie di Montparnasse, gli occhi vivi di meridionale capace di controllarsi, il collo avvolto in leggendarie cravatte ultraimpressioniste, hanno ispirato agli amici francesi il soprannome cameratesco di “Piccolo Goya”. Noi crediamo che il fisico non avrà mentito; e il cuore ci dice che abbiamo ragione.

Scriveva Félicien Fagus nel Luglio del 1901 su “La Revue Blanche” di Parigi, col titolo di L’invasion espagnole – Picasso.

Picasso è pittore, assolutamente, decisamente pittore, basterebbe a dimostrarlo il suo senso della “materia”. Come tutti i veri pittori, egli adora il colore per se stesso, e ogni materia ha il suo colore. Ogni soggetto lo attrae, perciò; e tutto diventa soggetto, per lui. Lo scrosciare furibondo dei fiori oltre il vaso, verso la luce, e l’atmosfera luminosa che vi ridda intorno; il brulicare variopinto della folla, il prato di un ippodromo, la sabbia infocata di una arena da corride; il rivelarsi dei corpi femminili, di qualsiasi corpo femminile, o anche il loro seppellirsi e poi riaffiorare, impastati, attraverso la congerie elastica delle stoffe screziate.

Allo stesso modo che in un soggetto tutto per lui è soggetto, ogni cosa gli fa gioco per renderlo. Anche il gergo o il gongorismo (gergo esso pure), anche il vocabolario del vicino. E non è difficile discernere le molte influenze probabili. Delacroix, Manet (il più legittimo, perché derivante un po’ anch’egli dagli spagnoli), Monet, Van Gogh, Pissarro, Toulouse-Lautrec, Degas, Forain, forse anche Rops.

Ma tutti di passaggio, dileguati appena appena captati. È chiaro che l’impetuosità non gli ha concesso ancora di farsi un suo stile particolare. La sua personalità è propria in questa foga, in questa spontaneità giovanilmente furiosa (si dice che non ha nemmeno vent’anni, e che ricopre tre tele al giorno). Ma anche il suo pericolo è qui, in questo stesso empito che potrebbe dirottarlo a facili virtuosismi e a più facili successi: “prolifico” e “fecondo” sono due aggettivi, cosi come lo sono “energico” e “violento”. Sarebbe un peccato, con tanta vivace virilità.

 

Scriveva Francois Charles nel Settembre del 1901, in una recensione della Mostra alle Gallerie Vollard su “L’Ermitage” di Parigi.

Quanto al signor Picasso, che mi dicono giovanissimo, esordisce con tanto spicco da farmi temere per il suo avvenire. Si potrebbe elencare di dove proviene ciascuno dei suoi quadri; la loro varietà è troppo rilevante. Ciò non toglie che sia dotato; ma gli consiglierei, per il suo bene, di non dipingere più di una tela al giorno.

 

 

L’opera d’arte conosciuta come La bevitrice d’assenzio è un famoso dipinto del grande pittore spagnolo Pablo PICASSO.

Picasso la bevitrice di assenzio.jpg

 

Questo dipinto è stato realizzato nell’autunno del 1901 con la tecnica dei colori a olio su un supporto di tela che misura circa 73 per 54 centimetri. Lo possiamo ammirare presso il Museo russo The State Hermitage Museum di San Pietroburgo. Picasso realizzò questo dipinto durante il suo secondo soggiorno presso la città di Parigi. In questa città piena di arte, artisti nuovi e tante novità l’artista Picasso andava in giro alla ricerca di una scintilla “particolare” che sentiva aver dentro di se.

Il tema della bevitrice d’assenzio come si può quasi percepire è sicuramente la solitudine e la tristezza. Picasso molto spesso amava girare per i locali parigini, quasi volesse imitare altri suoi grandi colleghi, come per esempio Degas o Toulouse-Lautrec che spesso avevano usato per le loro opere dei soggetti e dei temi visti nei Caffè alla moda o in altri Locali che andavano aprendo, visto il grande successo che avevano in quel periodo. In alcune opere di Degas o Toulouse-Lautrec possiamo ammirare infatti balli e ballerine scatenati o tanti personaggi contenti di quella “meravigliosa” vita dei Locali notturni, nei loro abiti colorati e alla moda. I locali, sembrano tutti in festa, anche se si può notare qualche volta, una figura isolata e triste, che magari stona con il resto. Picasso invece, ha un altro modo di vedere questa tipo di realtà. Lui ancora così giovane e sensibile, vede appunto la tristezza e la solitudine che c’è nelle persone, pieni di problemi, che si aggirano in questi locali tipici alla moda.

Il personaggio della bevitrice d’assenzio, è per il giovane pittore spagnolo, una persona più o meno anonima, che si trova in uno di questi caffè francesi. La donna, è immersa nei suoi pensieri, che sono pensieri drammatici, di quelli che forse la miseria e la solitudine portano. Si può quasi percepire tutto questo guardando il dipinto. Il locale dove è seduta la figura femminile dell’opera, non ha nessun aspetto confortevole e accogliente. Non si nota la bellezza e la voglia di divertimento in questo locale cupo, fumoso e triste, che sembra essere contagiato dal personaggio femminile. La scena, sembra quasi comprimere la figura femminile, alla quale Picasso sembra lasciare metà della tela. La figura femminile è ferma, immobile. La mano nervosa si contorce lungo il braccio. Una forte tensione isola la donna che sembra non accorgersi neanche del bicchiere e del sifone del Seltz, che ha sul tavolo davanti a se.

Potete trovare in questo blog tra le colonne a lato altri interessanti articoli riguardanti Pablo Picasso.