La pittura Metafisica è una nuova corrente pittorica che nasce ufficialmente nel 1917 quando il grande maestro Giorgio De Chirico (1888 – 1978) incontra a Ferrara un altro grande artista che è Carlo Carrà (1881 – 1966). In seguito a questi due grandi artisti si uniranno anche Filippo de Pisis, Giorgio Morandi e Alberto Savinio (quest’ultimo non è altro che il fratello di Giorgio de Chirico, il quale ebbe fin dall’inizio della sua attività artistica un ruolo fondamentale e importante nella creazione teorica e poetica della corrente Metafisica).

L’obiettivo comune degli artisti metafisici è quello di andare oltre l’apparenza dei fenomeni per cogliere l’essenza della realtà, il senso profondo delle cose. Il termine metafisico significa infatti al di là del fisico, di ciò che è concreto e tangibile e appartiene al mondo naturale. Possiamo anche dire che con questo termine si raffigura l’inconscio e il sogno, il surreale. In molte opere metafisiche troviamo per esempio dei paesaggi che appaiono realistici ma sono assemblati in modo confuso come si possono vedere in un sogno.

(sotto vediamo il quadro di Carlo Carrà La musa metafisica del 1917)

 

la musa metafisica di Carlo Carra.jpg

 

I caratteri fondamentali della pittura metafisica sono:

 

rappresentazione di immagini che conferiscono un senso di mistero, di allucinazione e di sogno.

La prospettiva in queste opere è costruita secondo molteplici punti di fuga incongruenti tra di loro e l’occhio è costretto a ricercare l’ordine di disposizione delle immagini.

Assenza di personaggi umani e quindi solitudine: vengono rappresentati manichini, statue, ombre e personaggi mitologici.

Le campiture di colore sono realizzate in modo piatto e uniforme.

Molto spesso le scene si svolgono al di fuori del tempo.

Le ombre vengono rappresentate troppo lunghe rispetto agli orari dei giorni rappresentati.

 

Nel quadro di Giorgio de Chirico del 1914 intitolato Mistero e malinconia di una strada (sotto) vediamo una strada lungo due porticati e c’è una bambina che gioca facendo correre un cerchio. A prima vista l’immagine sembra reale poi ci accorgiamo che ogni particolare è assurdo, perché non ha un vero riferimento con la realtà, ed è inserito in uno spazio prospettico impraticabile.

Tutti i particolari (il furgone vuoto e spalancato a destra o la bandiera rossa che sventola in fondo) sono descritti con esattezza ma spesso la loro presenza pare misteriosa perché nessun oggetto sembra avere un vero rapporto con gli altri.

Queste atmosfere misteriose e malinconiche, che vengono rappresentate spesso nelle opere metafisiche, provocano nell’ osservatore quasi un inquietante senso di angoscia e di attesa.

la pittura metafisica 2.jpg
 

 

Tra le tante cose curiose che possiamo scoprire nel favoloso mondo dell’ Arte, sicuramente una è quella del Dadaismo e dei suoi artisti con idee un pò “particolari”.

Il Dadaismo è un movimento artistico che viene costituito per la prima volta in Svizzera, ed esattamente a Zurigo, intorno al 1914 – 1916, proprio durante il terribile periodo della prima Guerra mondiale, e per poi come altri movimenti, svilupparsi e diffondersi in altri posti, come la Francia, gli Stati Uniti e la Germania, tra i più importanti.

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L’Arte Informale.

Al termine della seconda guerra mondiale in Europa e negli Stati Uniti nasce e si sviluppa quella che gli esperti definiscono Arte Informale. Gli artisti di questa corrente artistica tendono a svalutare tutti gli strumenti espressivi tradizionali usati sino in quel momento, come per esempio la forma, il colore e esaltano soprattutto l’improvvisazione e la rapidità esecutiva.

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arte informale con cenni artisti e opere

un saluto

 

arte informale 9.jpgA differenza della prima metà del Novecento, che come tutti noi sappiamo è stata caratterizzata soprattutto da tremendi sconvolgimenti dovuti alle due grandi guerre mondiali, che hanno portato distruzione e lutti in quasi tutto il mondo, la seconda metà del XX secolo si caratterizza per un grande progresso tecnologico. Infatti l’ uomo in questo periodo inizia a spostarsi, viaggiare, comunicare con altri uomini distanti anche molti migliaia di chilometri. Nei paesi più ricchi, si registra una vasta diffusione del benessere economico (il Boom degli anni 50/60), e si inizia ad uscire da quella che era considerata una vera piaga sociale, cioè l’ ignoranza, infatti le scuole cambiano e si riformano, e la gente per un ritrovato orgoglio personale, inizia a frequentarle in massa, comprese quelle serali, fino a portate l’ istruzione quasi a tutti (a lato i famosi tagli di Lucio Fontana).

 

Le idee

L’ esistenza dell’ uomo appare sempre più finalizzata quasi solo alla produzione e al consumo, aiutati molto da un utilizzo insistente della pubblicità, che diventa molto presto un elemento fondamentale nelle economie dei vari Paesi.

Per quanto riguarda l’ Arte della seconda metà del Novecento, possiamo dire che essa (l’ arte) recupera aspetti extrapittorici (collage, ready made) presenti nel primo Novecento, in particolare tra i Cubisti, Dadaisti e Surrealisti, (vedi articoli inerenti a destra).

Rispetto al passato, l’ arte di questo periodo, si è internazionalizzata. Grazie ai mass-media le esperienze artistiche non hanno più confini, e quindi possiamo dire che l’ arte diventa patrimonio di tutta l’ umanità, mettendosi a disposizione di chiunque nel mondo abbia questa passione, sia come artista che come semplice appassionato o studioso. Ma allo stesso tempo, il fatto che non vi sono più confini tra l’ arte e l’ intera umanità, crea il rischio di essere trasformata in prodotto soggetto alle regole del mercato, e quindi il valore di un opera non sarà più solo culturale, ma anche economico. Infatti qualche furbone inizia a far realizzare delle “opere d’ arte”, al solo scopo di avere un introito economico e quindi di arricchirsi velocemente, il tutto a discapito del vero valore culturale o storico, sempre se ve ne fosse in queste opere. Si ha la nascita delle cosiddette opere d’ arte in “serie”, per poter arricchire i loro proprietari, e tutto questo, porta solo del male a quella che è la vera Arte con la A maiuscola.

 

L’ Arte della seconda metà del Novecento – breve elenco dei Movimenti artistici

Mentre molti artisti continuano a sviluppare le ricerche avviate nella prima metà del Novecento, dai vari movimenti che sono nati (vedi articoli corrispondenti in questo blog), il secondo Novecento si caratterizza soprattutto dagli artisti che rifiutano le regole della pittura accademica. Questi artisti, non vogliono avere imposizioni su come realizzare un opera d’ arte, l’ ispirazione e le tecniche, devono essere libere, e soprattutto si inizierà ad usare dei materiali non tradizionali, per poter sperimentare liberamente.

Con queste premesse, si avrà nell’ immediato dopoguerra lo sviluppo dell’ Arte Informale, che esprime la sua critica al mondo contemporaneo abolendo le forme tradizionali e immediatamente riconoscibili. (vedi articolo su Arte Informale)

Sotto un particolare dell’ opera Astrazione di Willem de Kooning del 1949 olio su tela.

Arte sec novecento Willem Kooning Astrazione.jpg

 

 

Negli anni sessanta gli artisti riflettono sulle caratteristiche della società di massa e del consumismo, che ormai regna nei paesi più ricchi. La Pop Art si caratterizza per la grande attenzione riposta sugli oggetti e le immagini quotidiane, mentre la Op Art studia i fenomeni ottici e come i nostri occhi percepiscono i colori, lo spazio ed il movimento.

Sotto l’ opera di Roy Lichtenstein Ragazza che annega olio su tela (Pop Art).

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(vedi articolo su Pop Art)

(vedi articolo su Op Art)

  

Negli anni settanta gli artisti si oppongono alla mercificazione dell’ Arte, e incominciano a privilegiare l’ idea all’ oggetto artistico vero e proprio, nasce così l’ Arte Concettuale.

 

(vedi La Minimal Art e l’ Arte Concettuale).

 

Sotto l’ opera Three color sentence di Joseph Kosuth del 1965.

Arte II Nov Three color sentence Joseph Kosuth.jpg

 

 

Sperimentando nuovi strumenti di comunicazione, gli artisti intervengono sui loro e con i loro corpi (Body Art) o sull’ ambiente (Land Art), oppure trasformano l’ esperienza artistica in una specie di spettacolo teatrale (Performance e Happening).

 

Negli anni Ottanta e Novanta vi è un ritorno alla pittura figurativa tradizionale. Gli artisti utilizzano di frequente un linguaggio Neoespressionista (Transavanguardia).

Sotto l’ opera Incendiario di Sandro Chia del 1980 olio su tela.

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Arrivederci alla prossima

 

Penguins.jpgTra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento in quasi tutta Europa vengono compiuti molti esperimenti, studi e ricerche affinché si potesse giungere a qualcosa che potesse dare una sorta di produzione meccanica delle immagini riproducibili con un costo basso (a lato vediamo una foto documentaristica di pinguini).

Infatti in questo periodo sta nascendo un nuovo fenomeno e cioè il sempre più vasto consumo di immagini. Questo non solo per diffondere e fare vedere le opere d’arte in altri luoghi ma anche perché si inizia a capire che le immagini possono servire anche nel campo della propaganda politica, in quella religiosa e soprattutto per pubblicizzare un qualsiasi prodotto che si voglia vendere. Infatti la pubblicità commerciale stava muovendo già i primi passi.

Il primo importante tentativo per risolvere questi problemi fu compiuto da Aloys Senefelder con la sua invenzione della Litografia nel 1796. La litografia era un rivoluzionario metodo di stampa che utilizzava lastre di pietra come matrici.

La seconda fondamentale invenzione è quella della fotografia. Con questa parola che letteralmente significa “scrivere con la luce” si indica un particolare procedimento che porta alla formazione, sopra un supporto adatto di una immagine negativa. Cioè dove le luci appaiono scure e le ombre al contrario chiare. In base al negativo è poi possibile stampare quante copie si vogliono in positivo cioè riportando i colori giusti.

A questa seconda e fondamentale invenzione hanno collaborato molte persone chi prima e chi dopo, chi più e chi meno. Per esempio nel 1826, Joseph-Nicéphore Niepce riesce per la prima volta a riprodurre delle immagini su una lastra metallica ricoperta con una vernice bituminosa.

Nel 1837 un pittore francese, Louis Daguerre  (1787-1851) inventa un meccanismo capace di creare immagini permanenti (dette dagherrotipi in onore del pittore), fissandole su una superficie di rame argentata ed esposta alla luce solare. Questo sistema però consente di ottenere solo esemplari unici.

Un sostanziale passo avanti viene fatto dall’inglese William Talbot (1800-1877) che trova il modo di riprodurre più copie di uno stesso soggetto grazie a un negativo in vetro.

Infine nel 1839 l’astronomo, fisico e chimico inglese John F.W. Herschel inventa il procedimento con cui è possibile stampare su carta le immagini negative. Nei decenni a seguire la fotografia verrà sempre più migliorata e sviluppata, sino ad arrivare ai giorni nostri con l’uso ovunque della fotografia digitale.

San Gimignano Arte Romanica.JPGLa fotografia ha come caratteristiche principali il basso costo di una copia che permette una fruizione più ampia dell’opera d’arte, anche di persone non benestanti, la riproducibilità delle immagini permette di creare un numero illimitato ed identico di copie ma anche una apparente assoluta fedeltà dell’immagine a quanto osservato attorno a Noi e quindi dà un valore documentaristico mai avuto prima, (a lato vedi una foto del paese di San Gimigliano con le sue caratteristiche torri, vedi Arte Romanica).

Questo tuttavia portò a far pensare a molti Artisti che le opere cosi facilmente riprodotte in copie, venivano svalutate sia economicamente che artisticamente a causa proprio della produzione in serie di copie.

Nel mondo dell’Arte la nascita della fotografia genera subito vivaci reazioni in particolare da parte dei pittori. Infatti molti artisti si sentono spodestati del loro ruolo di creatori di immagini, altri invece comprendono la potenza innovativa del nuovo mezzo e cercano di utilizzarlo al meglio. Infatti le fotografie possono cogliere aspetti e particolari insoliti del mondo, diventando quindi una nuova fonte di ispirazione.

Pittori come Monet, Manet, Delacroix, Degas, Coubert solo per fare alcuni dei nomi più illustri utilizzano la fotografia in modo da poter trarre da essa qualcosa, che l’occhio umano magari non riesce a percepire, dando anche modo di vedere come viene impressa la prospettiva nelle immagini fotografiche e poterla riprodurre poi su di una tela.

Ma col tempo la fotografia oltre ad essere uno strumento utile per grandi Maestri pittori, diventa e verrà considerata come una nuova forma di arte autonoma.

Si inizierà a vedere fotografie artistiche, dove l’espressività, il talento e la fantasia degli autori incomincerà a farsi notare. Infatti chi userà i giochi di luce chi invece cercherà di catturare i colori o magari dei soggetti “particolari” e così nasceranno diversi stili fotografici che faranno della fotografia una nuova arte moderna.