Come abbiamo già parlato in un altro articolo (vedi l’ Arte romana in genere) gli architetti romani svilupparono molte innovazioni tecniche e costruttive in questa bellissima e difficile Arte ma  la caratteristica principale di queste opere architettoniche doveva essere in principio la praticità e l’efficienza, anziché la bellezza artistica fine a se stessa e questo perché, specialmente nei primi periodi di esistenza di Roma tutti gli sforzi del popolo romano, dovevano essere dedicati alla organizzazione della potenza e dei governi e quindi anche le varie opere architettoniche, dovevano essere in grado in primis ad avere molta praticità ed a misura di uomo.

 

Le opere pubbliche

Per la costruzione di queste opere pubbliche gli architetti romani studiano e introducono importanti innovazioni e idee per i loro progetti, per esempio riprendono dagli Etruschi l’uso dell’arco a tutto sesto, sviluppando ed elaborando nuovi sistemi di copertura, come le cupole o le volte a “botte”. Sono sempre i romani che scoprono l’uso del cemento, che ancora oggi viene usato in edilizia ottenuto impastando calce con della sabbia, che loro chiamano “pozzolana”, perché viene portata dalla città di Pozzuoli, una località campana molto ricca di materiali da costruzioni in quell’epoca, ed del quale gli architetti romani se ne servivano spesso. Utilizzeranno anche il “laterizio” cioè un mattone fatto d’argilla, cotto nei vari forni fatti costruire apposta e non più essiccati al sole come si faceva prima.

E proprio grazie a tutte queste nuove e grandi idee che gli architetti romani riescono a progettare ed a costruire quelli che oggi sono considerati dei veri e propri capolavori architettonici (Basiliche, Templi, Teatri ecc.) spesso di grandezza monumentale che molti ci invidiano e ammirano oggi. Ma i romani nel campo pubblico riusciranno a dare alla città di Roma specialmente, ma anche in altri territori dell’immenso suo Impero, qualcosa che sino ad allora era considerato quasi impossibile o almeno molto difficile da realizzare e cioè il portare l’acqua da un posto sino ad un altro, attraverso degli stupendi Acquedotti in cui si può notare tutta la genialità e la maestria di questi grandi artisti e ingegneri che usano sapientemente l’arco e la volta, insieme ai laterizi. L’acquedotto infatti ha la funzione di portare quantità costanti di acqua da una località ad un altra, attraverso un canale artificiale che può correre sottoterra oppure in superficie attraverso lunghe file di arcate che vengono livellate per essere in leggera pendenza con una precisione davvero perfetta. Particolarmente grandiosi e veri capolavori sono gli acquedotti fatti costruire durante il ricco periodo Imperiale (vediamo sotto per esempio l’acquedotto di Tarragona in Spagna del I secolo d.C. con due piani di arcate e con una altezza massima di 26 m.).

Acquedotto Tarragona in Spagna.jpg

 

 

Ma le opere pubbliche dei romani di cui alcune testimonianze fortunatamente sono arrivate sino ai nostri giorni per essere ammirate, non furono solo gli acquedotti. La loro audacia ingegneristica e geniale è anche evidente in opere come le strada, le fognature o i ponti solo per citare le più importanti che innalzarono notevolmente lo splendore e la grandezza del grande Impero di Roma.

Le città romane infatti avevano quasi tutte un impianto urbanistico molto regolare e ordinato che deriva da quello dei famosi accampamenti militari (castrum). Le strade si dispongono a scacchiera parallele alle due vie principali, che collegavano le quattro porte di accesso alla città, solo per curiosità queste vie principali, venivano chiamate il cardo maximus da Nord a Sud e il decumanus maximus da Est ad Ovest.

 

Vari tipi di casa romana

In queste città romane oltre agli spazi riservati per opere pubbliche e religiose vi erano anche quelli per la cosiddetta edilizia privata. In questo campo possiamo vedere diversi tipi di abitazione come per esempio le celebri domus, che era la casa della ricca classe dirigente. Queste abitazioni venivano costruite in modo da articolarsi attorno ad un cortile (atrium), al centro del quale si trova una vasca (impluvium) che serviva alla raccolta dell’acqua piovana. Sulla corte si affacciano le stanze principali: il tablinum (luogo in cui si ricevono gli ospiti) e il triclinium (sala da pranzo). Attorno ad un secondo cortile (peristilium) si aprono le stanze più riservate. (vediamo sotto una illustrazione che raffigura la pianta di domus pompeiana, La casa del Fauno).

pianta di Domus pompeiana.JPG

 

 

Si costruivano in periferia anche le ville che erano le case  di campagna degli Imperatori o di ricchi patrizi romani. Esse avevano delle strutture molto complesse e articolate con bellissimi giardini, laghetti e molti edifici vari. Una tra le più spettacolari di queste ville è sicuramente quella che l’imperatore Adriano fece costruire a Tivoli.

Gli architetti romani costruirono anche le insulae (cioè isole) che erano dei palazzi popolari a più piani e divisi in piccoli appartamenti privi di servizi igienici, possiamo dire che erano una sorta delle nostre case popolari di oggi, questo per sottolineare fino a che punto erano arrivati i progetti e le idee degli architetti romani. Continua

Le opere celebrative dei romani

Man mano che Roma diventava attraverso varie guerre sempre più potente al punto da divenire un immenso Impero, cambiava anche il modo di riflettere e di pensare del popolo e dei suoi Imperatori. Essi avevano la piena coscienza di essere la più grande potenza che si conosceva in quel tempo e queste idee si riversarono anche nelle loro opere di architettura, che non dovevano essere più soltanto pratiche ed utili allo scopo di favorire lo sviluppo e la potenza di Roma che ormai era ai massimi splendori, sia economici che culturali ai tempi degli Imperatori, ma dovevano essere costruite in modo da dare una forte impressione a chi li ammirava e quindi dovevano trasmettere anche un messaggio (oggi diremmo una sorta di pubblicità), propagandando ai nemici ed al popolo di Roma, tutta la forza politica ed economica dell’Imperatore di turno. E per questi motivi che gli architetti romani perfezionarono tutte le varie tecniche conosciute ed usate sino ad allora, al punto tale da poter costruire edifici grandiosi e spettacolari come per esempio il Pantheon,eretto al tempo dell’Imperatore Augusto e riedificato nella sua forma attuale da un altro Imperatore e cioè Adriano. Il Pantheon è un Tempio dedicato a tutti gli Dei, consiste in una pianta circolare ed è coperto da una cupola emisferica di dimensioni straordinaria per quell’epoca (pensate che il diametro è di circa 43 metri). Esso è riccamente decorato da una sorta di “cassettoni” e al vertice della cupola c’è una apertura circolare chiamato oculo (ne vediamo un particolare nella foto sotto).

La cupola del Pantheon.JPG

 

 

Altre opere celebrative e molto celebrate oggi sono anche gli archi di trionfo, i Mausolei, le Colonne onorarie ed altre che ancora oggi ci affascinano con la loro testimonianza suggestiva e la loro imponenza e che ci fanno riflettere sulla effettiva potenza dell’Impero di Roma chiamata giustamente ancora oggi La città Eterna. Un esempio di queste grandiose opere celebrative li possiamo vedere a Roma guardando La Colonna Traiana o l’Arco di trionfo di Settimio Severo, decorati con bellissimi rilievi (puoi vedere particolari di queste opere nelle immagini dell’articolo all’inizio citato).

L’arco di Tito (fine del I secolo d.C.) per esempio celebra la vittoria dell’Imperatore sugli Ebrei. Esso ha una sola apertura chiamata “fornice” all’interno della quale si trovano due pannelli che raffigurano il trionfo dell’Imperatore. Invece nei secoli a venire saranno più frequenti gli archi a tre aperture ( vediamo arco di Settimio Severo 193-211 d.C. Roma).

Sotto vediamo una immagine dell’arco di Tito.

Arco di Tito Roma.JPG
 

 

Arte romana breve cronologia storica.

 

Come ci insegnano di solito a Scuola secondo la tradizione la città di Roma è stata fondata dal leggendario eroe chiamato Romolo intorno all’anno 753 a.C.

Non ci furono subito dei floridi sviluppi per questa nuova civiltà romana anzi nei primi due secoli di vita si alternarono al Governo di Roma molti Re, alcuni di origini Latina altri di origine Sabina ed altri ancora Etruschi. Alla fine del VI secolo a.C. Roma riesce a diventare una Repubblica e nei secoli successivi inizia una campagna di grandi conquiste verso i territori del centro e del Sud della penisola italiana, diventando la principale potenza politica, militare ed economica. Tra il periodo che va da 264 al 146 a.C. ci saranno le famose tre guerre Puniche. Roma riesce più volte a sconfiggere la rivale, ovvero la città di Cartagine e nel 146 a.C. dopo l’ultima sconfitta decisiva di questa città diventa la padrona indiscussa di tutto il territorio che si affaccia sul Mediterraneo, che allora come oggi era inteso come il centro strategico dell’economia e della politica mondiale.

Saranno dopo le molte guerre civili che insanguineranno la città nel I secolo a.C. che determineranno il passaggio dalla Repubblica all’Impero (27 a.C.), che avrà uno sviluppo economico e culturale davvero molto importante per la città di Roma e di cui testimonianze archeologiche, artistiche oltre che architettoniche che sono arrivate sino ai nostri giorni fortunatamente ci fanno riflettere sulla grande potenza che era riuscita ad raggiungere “la città Eterna”, come spesso oggi viene chiamata.

Tutto questo splendore durò circa fino al III secolo d.C. periodo in cui l’Impero di Roma entra in crisi perché travagliato da disordini politici interni, ma soprattutto per le sempre maggiori invasioni barbariche che costrinsero l’Impero ad essere diviso in due parti e cioè l’Impero d’Occidente che cadrà molto presto (476 d.C.) e l’Impero d’Oriente che poi si trasformerà in Impero Bizantino e arriverà fino al 1453 circa. (vedete anche articolo Arte Bizantina)

 

Le idee degli antichi Romani.

 

Per quanto riguarda il discorso sull’arte possiamo iniziare a parlare di vera arte Romana solo a partire dal II secolo a.C. in quanto nei primi secoli della Repubblica le forze dei romani sono tutte concentrate nella conquista dei vari territori confinanti e nell’organizzare lo Stato e quindi le poche commissioni artistiche venivano sbrigate da artisti Etruschi e Italici.

Tra il III ed il II secolo a.C. il contatto avvenuto con l’Arte Greca diventa sempre più stretto, soprattutto grazie alle guerre di conquista che fanno affluire nella città di Roma numerosi Artisti e bellissime opere greche. In questo modo i romani assimilano ed elaborano questi temi e questi stili artistici, sia dei greci che degli etruschi ma a differenza di loro i romani attribuiscono alle varie opere realizzate una chiara funzione politica e sociale.

 

L’arte Romana. 

Per i romani l’arte in generale ma soprattutto la scultura e l’ architettura erano usati come strumenti celebrativi e di propaganda prima ancora che come strumento culturale e artistico vero e proprio. Infatti i vari Imperatori che si sono succeduti amavano celebrare i propri grandi trionfi in guerra e le proprie imprese militari, facendo costruire opere spesso monumentali che sono arrivate in ottime condizioni fino ai nostri giorni.

Lo spirito innovativo dei romani è molto evidente in architettura, infatti gli interessi pratici favoriscono il progresso delle tecniche costruttive che permettono così la realizzazione di grandi opere pubbliche, all’interno di tutto l’Impero romano (vedi come esempio l’acquedotto di Segovia in Spagna realizzato alla fine del I secolo a.C. oppure lo straordinario e monumentale Arco di Settimio Severo 193-211 d.C. nella foto sotto), da queste opere si può notare per esempio che la forma base in architettura romana è l’arco (sistema archivoltato) e le linee che prevalgono sono le linee curve, a differenza dell’architettura greca ove prevalgono delle linee rette (sistema architravato).

Arco di Settimio Severo Roma.JPG

 

 

Nella scultura l’originalità degli artisti romani è molto evidente nei ritratti e nei rilievi che vengono scolpiti su archi di trionfo e colonne (vediamo un particolare della colonna Traiana II secolo d.C. sotto) e i modelli greci si fondono con il realismo di origine etrusca.

Particolare Colonna Traiana.JPG

 

 

La pittura romana invece viene usata spesso per decorare le pareti delle ricche ville e case patrizie ed ha la caratteristica di ricercare e studiare una sorta di effetti illusionistici dalla vivacità cromatica e descrittiva. (un esempio di questo si può vedere nell’affresco “Le tre Grazie”, del I secolo d.C. di Pompei che si trova a Napoli presso il Museo Nazionale foto sotto).

Le tre Grazie arte Roma.JPG