L’arte oggi è al terzo posto per giro di affari della mafia.

Da sempre sappiamo che la nostra bella Italia è ai primi posti quando si parla di cultura e di arte in tutte le sue forme. Per tutti i beni culturali, per tutte le straordinarie opere di pittura, di scultura o architettoniche che sono presenti sul territorio o esposti all’interno dei vari Musei italiani e che rappresentano pensate quasi il 60 per cento dell’intero patrimonio artistico mondiale, l’Italia viene considerata come un vero e proprio scrigno prezioso. Una unica e bellissima terra che fa la gioia di tutti gli appassionati e gli studiosi dell’arte. Tutto questo però come è facile intuire smuove al livello economico ogni anno importantissimi flussi di denaro, montagne di miliardi che se vengono usati e investiti bene possono davvero portare grandi vantaggi economici e sociali per l’Italia e tutti i suoi cittadini.

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Sappiamo anche che dove esistono tanti soldi entra molto spesso anche l’organizzazione criminale, la mafia che ci mette il suo zampino entrando per poter fare i loro sporchi affari e arricchirsi magari velocemente attraverso i nuovi settori come quello dell’arte. Oggi dopo studi e ricerche eseguite si parla addirittura che il mercato dell’arte sia diventato il terzo business della mafia per i guadagni fatti, dopo quelli molto lucrosi della droga e delle armi. Questo mercato e il giro dei soldi che si ha attraverso le opere false, i furti su commissione di straordinari capolavori e altre attività illecite aumenta sempre di più da un anno all’altro (il 39% in più nel 2012 rispetto al 2011). Davvero montagne di soldi che arrivano e vengono investiti dalla mafia nell’arte, soprattutto nella pittura o nella scultura attraverso l’acquisto o le vendite di dipinti o di sculture molto importanti. Come non ricordare per esempio il furto del 1969 ad opera della mafia nell’Oratorio di San Lorenzo nella città di Palermo del celebre dipinto intitolato La Natività realizzato dal grande artista Caravaggio. Purtroppo quest’opera non è stata più ritrovata e da allora si sono perse le tracce. Vediamo un immagine dell’opera sopra.

 

La fonte di questo articolo è il sito informarexresistere dove potrete leggere un intero articolo su questo argomento.

Lettera al Ministro dei Beni e le attività culturali e del Turismo Massimo Bray. 

arte,lettera aperta al ministro massimo bray,il ministero dei beni e le attività culturali e il turismo,governo italiano,la crisi italiana,la crisi e i beni culturali in italiaAnche noi che gestiamo il sito L’arte con Kigeiblog che siamo dei ragazzi molto semplici, spesso curiosi di questo variopinto mondo che ci circonda e con una particolare passione per il mondo dell’arte attraverso questo nostro piccolo spazio sul Web vogliamo condividere per dare ulteriore forza e ci associamo con gioia a questa bella iniziativa della “Lettera aperta” al Ministro italiano Massimo BRAY che importanti personalità e operatori legati al mondo dell’arte e dei Beni culturali per l’Italia hanno voluto scrivere tutti insieme (vedere sotto per il link alla lettera pubblicata il 21 Luglio 2013). Il destinatario di questa lettera come detto è Massimo Bray (lo vediamo in una immagine qui a lato), il Ministro dell’attuale nostro Governo per quanto riguarda I Beni, le attività culturali e il turismo della nostra straordinaria e meravigliosa terra, l’Italia.

In questa lettera si possono trovare degli importanti suggerimenti o dei consigli utili che potrebbero servire per un nuovo rilancio economico e sociale dell’Italia, visto il gravissimo momento di crisi degli ultimi anni che stiamo vivendo la gran maggioranza degli italiani, spesso vivendo delle storie davvero drammatiche che fanno male al cuore e alla dignità di uomini. Per favore cari amici lettori non dimentichiamoci mai Noi Italiani di essere un popolo fiero, un popolo responsabile e solidale che ha anche la grande fortuna di vivere in un naturale e bellissimo scrigno a cielo aperto che è la nostra amata Patria Italia. Un Paese che dalla cima delle Alpi fino ad arrivare alla punta più a Sud della Sicilia è colmo di straordinari capolavori dell’arte. Per favore amiamo, ammiriamo e rispettiamo le nostre opere d’arte, i nostri Beni artistici e culturali, perché da loro non potremmo ricevere soltanto che bene e gioia. Sotto vediamo una delle tante celebri opere dell’Italia, intitolata La primavera e realizzata intorno al 1482 dal grande artista italiano Sandro Botticelli e che possiamo vedere e ammirare andando alla Galleria degli Uffizi a Firenze. Se vi fa piacere cliccando sul nome dell’opera potrete leggere sempre su questo sito più informazioni e una descrizione per questo straordinario dipinto del maestro Botticelli che fa parte dei capolavori del Quattrocento italiano.

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Invitiamo quindi i tanti appassionati lettori a leggere e magari a condividere la lettera per il Ministro Bray. La trovate cliccando sul link che vi porterà direttamente al sito di Exibart.com. In questa prima parte della lettera rispondono Maria Vittoria Marini Clarelli, Carlo Fuortes, Ester Coen e Alessandro Laterza.

Il Doodle che Google dedica alla nascita dell’artista olandese Rembrandt.

Oggi 15 Luglio del 2013 ricorre un importante Anniversario che riguarda soprattutto i tantissimi appassionati del meraviglioso mondo dell’arte e della pittura. Infatti ben 407 anni fa, esattamente il 15 di Luglio dell’anno 1606 presso la cittadina di Leida che fa parte dei Paesi Bassi nasceva uno dei più grandi maestri dell’arte che la storia abbia mai avuto. Questi è il pittore e incisore Rembrandt van Rijn conosciuto e celebrato ovunque nel mondo artistico per le sue straordinarie opere pittoriche e i ritratti pieni di luce e di fascino col semplice nome di Rembrandt. Cliccate sul nome dell’artista per andare a leggere dei brani sulla vita o le opere mentre qui sotto vediamo uno dei suoi celebri autoritratti.

 

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Questa notizia sulla rete, questa bella curiosità per i numerosissimi naviganti, gli appassionati di arte o per chi magari è amante di certe date storiche o di anniversari, riguardante la nascita di Rembrandt ci viene soprattutto ricordata con grande puntualità anche dai ragazzi di Google.

Infatti il celebre sito di Google oggi ha inserito una sorta di omaggio per questo anniversario sull’artista olandese attraverso l’utilizzo di un “Doodle” che spesso possiamo vedere quando andiamo a fare le nostre ricerche sul motore di ricerca di Google. Qui sotto vediamo una immagine del doodle che Google dedica oggi 15 Luglio 2013 per la nascita di Rembrandt.

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Il doodle di Google non è altro che una sorta di trasformazione o di metamorfosi grafica del celebre logo che appunto troviamo al centro della pagina principale del motore di ricerca. Spesso questi sono dei piccoli capolavori di creatività e di ottime idee grafiche, con tanto di classifiche per i risultati migliori come per esempio possiamo vedere sul sito online del Ilsole24ore. La caratteristica principale per realizzare un ottimo doodle è che le lettere del logo originale, cioè “Google” rimangano sempre in vista ma possono essere trasformate come caratteri o graficamente sino a “modellarle” con bravura e gusto per renderle poi dei graziosi omaggi, delle bellissime dediche a particolari e importanti eventi, ricorrenze o nascite di grandi personaggi della storia o della cultura, come in questo caso dell’anniversario della nascita del pittore Rembrandt, dove davanti alle lettere del logo possiamo vedere un ritratto dell’artista.

robert capa,fotografia,arte,mostre di arte,palazzo reale di torinoDal 15 marzo al 14 luglio 2013, Palazzo Reale di Torino celebra con un’importante retrospettiva uno dei maestri della fotografia del XX secolo: Robert Capa, in occasione del centenario dalla nascita. La mostra, patrocinata dal Comune di Torino è organizzata dalla casa editrice d’arte Silvana Editoriale in collaborazione con Magnum Photos, celebre agenzia fotografica di cui Robert Capa fu uno dei soci fondatori nel 1947.

Alla conferenza stampa sarà presente John Morris, primo direttore di Magnum Photos che parlerà della grande
 amicizia che lo ha legato a Robert Capa. Morris conobbe Capa durante la seconda guerra mondiale quando era responsabile della redazione londinese della rivista Life e assicurò la copertura dello sbarco in Normandia con la pubblicazione delle storiche foto di Capa, che documentarono i momenti cruciali dell’azione. Da allora i due instaurarono un sodalizio umano e lavorativo che si interruppe solo nel 1954, quando John Morris ricevette il telegramma che annunciava la tragica morte del collega e amico.
 In alto una delle più celebri fotografie scattate da Capa. 

per maggiori informazioni sulla mostra vedere qui

 

Oggi che siamo arrivati già al 6 del mese di Gennaio del 2013 (come corre il tempo) arriva quel bellissimo evento che tutti conosciamo come la festa dell’Epifania o come molti bambini e anche i meno giovani che magari hanno trepidato tutta la notte tra il 5 e il 6 del primo mese dell’anno la chiamano affettuosamente, ecco che arriva la BEFANA con la scopa e le scarpe rotte (l’immagine che vedete sotto è stata presa sul web).

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Che bella la Festa della Befana, anche se quando Lei arriva porta via tutte le gioiose feste Natalizie con i pranzi e i bagordi, con i botti di Capodanno, le nottate a giocare a carte e le belle tavolate ricche di parenti e amici per la classica tombolata. Si ritorna al solito andazzo tra pensieri per l’arte e i guai vari. Questa simpatica e giusta vecchietta a cavallo di una scopa e vestita sempre di stracci e pezze in una sola notte vola contenta e porta in tutto il mondo tanti regali che fanno la felicità e la gioia di tutti i bambini che la aspettano con ansia. Qualche pezzo di carbone (poco per la verità) lo porta anche ai bambini più monelli, anche se lei sa benissimo che nessun bambino è davvero un biricchino e il carbone la Befana vorrebbe darlo soltanto a quelli più grandicelli o a qualche politico magari.

Questo periodo dell’anno con le feste natalizie che termina con l’Epifania è anche un periodo pieno di amore e bene. Ci sentiamo davvero migliori e con il cuore pieno di gioia e amore verso gli altri. Quindi che ben vengano questi momenti di gioia anche se trascorsi in piena crisi sociale ed economica per molte famiglie italiane. La mia speranza che questo della Befana non sia un giorno finale per un momento di gioia e festa, ma che sia un giorno iniziale per un futuro davvero migliore per tutti, soprattutto per i più giovani, i nostri figli o i nostri nipoti, ma anche per chi sta davvero male o vive in solitudine. Io e tanti italiani sappiamo che quelle persone che avranno il delicato compito di governarci possono fare molto ma molto di più per tutti e per la nostra bella e artistica Italia e quindi spero con tutto il mio cuore che la dolce e cara vecchietta della Befana riesca ad aprire e ad riempire le loro menti e il loro cuore di buone intenzioni.

Auguri di buona Befana a tutti, soprattutto Auguri ai bambini…

 

Sin dall’antichità e fino ad arrivare a tempi molto più recenti tra i vari temi dell’arte preferiti e molto utilizzati dagli artisti vi è sicuramente quello dei personaggi leggendari legati alla mitologia classica come le divinità che abitavano sul Monte Olimpo della civiltà Greca o quelli venerati durante l’Impero romano.

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Molti committenti e Mecenati sin dall’antichità (arte greca, arte romana o durante il periodo del Rinascimento per fare qualche esempio) richiedevano spesso agli artisti per il progetto di un opera un tema che avesse un soggetto mitologico. Un tempo questi fantastici personaggi che oggi definiamo quasi da “favola”, come gli antichi dei e le loro leggendarie ed eroiche imprese che abbiamo studiato anche a scuola erano davvero molto amati. Essi venivano utilizzati spesso come modello di grande forza e di grande carattere per delle opere spesso auto-celebrative o come anche nelle straordinarie Allegorie realizzate per trasmettere un concetto importante molto sentito o una idea specifica in base alle caratteristiche dei personaggi e non c’era grande maestro o mediocre artista che non cercava di confrontarsi almeno una volta con questo tema nei suoi lavori artistici. Oggi la richiesta di questo particolare tema per un opera è sicuramente calata o addirittura scomparsa per diversi motivi legati anche a nuove idee e una concezione diversa dell’arte. Ma quali sono i principali personaggi della mitologia classica che venivano rappresentati nell’arte e che ritroviamo in grandi capolavori? Qui sotto ne trovate qualcuno dei più nominati e famosi.

Il dio Apollo era uno dei principali protagonisti della mitologia e della religione Greca, figlio illegittimo del capo degli dei greci, cioè Zeus e di Leto e fratello gemello di Artemide (Diana per i romani). Apollo è il dio del sole e quindi anche quello della luce del giorno. È anche il dio delle arti e della poesia in quanto capo delle famose Muse, oltre che della musica. Apollo in seguito fu venerato e celebrato anche nell’Impero romano. Nell’arte lo troviamo spesso raffigurato nei panni di un giovane uomo con una personaggi mitologici,arte - linguaggi e temi,pittura,arte greca,arte,allegorie in artecorona in testa realizzata dalla pianta dell’alloro che simboleggia la vittoria e a bordo di uno sfolgorante e luccicante carro trainato da quattro meravigliosi cavalli mentre si accinge a far sorgere il sole. Tra le mani di solito tiene un strumento musicale (una cetra) e l’arco che sapeva maneggiare con grande destrezza. Il dio Bacco era un divinità dell’antica religione romana (Dionisio per i Greci) legata al culto del vino, della vendemmia e all’ebbrezza degli uomini. Dal suo nome deriva anche il termine “baccanale”, una sorta di rito festaiolo in suo onore con orge e balli sfrenati per tante ore dove i presenti bevono e si ubriacano sino ad arrivare quasi alla possessione estatica. Nell’arte Bacco viene raffigurato come un uomo spesso in carne a simboleggiare l’opulenza con in testa delle foglie e dei grappoli di uva mentre regge in una mano una coppa di vino. A lato vediamo la celebre opera del Caravaggio del 1596-97 raffigurante un giovane Bacco. Il dio Cupido nella mitologia romana (Eros in quella greca) era considerato il dio dell’amore e dell’erotismo. Spesso rappresentato come un dolce bambino con delle piccole alucce mentre vola e lancia con il suo mitico arco le sue celebri frecce che fanno innamorare chi ne viene colpito. Per questo motivo viene preso anche come simbolo soprattutto nel giorno degli innamorati nel mese di Febbraio, a San Valentino. Qui sotto lo vediamo insieme alla dea Diana in una bellissima opera realizzata dall’artista Pompeo Girolamo Batoni nel 1761.

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Diana la dea venerata dai romani (Artemide era invece il nome per i greci) era considerata soprattutto la dea della caccia e delle foreste. Era una dea molto irascibile e vendicativa, sapeva usare con abilità il personaggi mitologici,arte - linguaggi e temi,pittura,arte greca,arte,allegorie in artesuo arco con cui veniva raffigurata nell’arte ed era anche la protettrice degli animali. Spesso è in compagnia di un cervo in una selva. In seguito fu assimilata e associata col carattere della dea greca Artemide e quindi anche alla luna. La dea Giunone per i romani (per i greci il nome era associato a Era) rappresentava la moglie della massima divinità romana, ossia Giove. In quanto moglie e madre era considerata la dea della maternità, del parto e dell’allattamento dei figli. Veniva raffigurata nell’arte con dei pavoni che tirano il suo carro. A lato la vediamo in un particolare della celebre opera mentre viene sedotta dal marito il dio Giove dell’artista italiano Annibale Caracci. Il dio Giove (associato a Zeus per i greci) era come già detto sopra la massima divinità tra gli dei che abitavano sul mitico Monte Olimpo e rappresentava il padrone indiscusso del cielo e del tuono. Nell’arte questo re degli dei viene rappresentato quasi sempre come un uomo forte e maturo con una lunga e folta barba. I suoi attributi maggiori sono l’aquila e il fulmine che scagliava contro i vari nemici. Viene rappresentato in arte anche mentre seduce altri personaggi mitologici femminili tra le ire della moglie (Leda, Callisto, Antiope etc.).

Il dio Marte (Ares per i greci) era per i romani e l’Impero un dio molto celebrato e venerato perché era il dio della guerra e dei duelli. Le famose legioni romane celebravano vari riti per esso prima di ogni battaglia affinché ritornassero vincitori. Viene raffigurato spesso come un uomo forte e armato con una splendida armatura. A volte si trova raffigurato in compagnia della bella dea Venere, la mitica dea della bellezza e dell’amore e dalla loro unione di attributi contrastanti (guerra e amore) ne scaturisce una perfetta e equilibrata armonia. Vediamo sopra in alto l’opera realizzata come un Allegoria intitolata Il Parnaso di Andrea Mantegna del 1497, dove si vede il concetto astratto di armonia tra Marte e Venere e le Muse che ballano in cerchio. Il dio Mercurio (Hermes per i greci) era celebrato dai romani come il dio dei viaggiatori e del commercio. È famoso anche come il messaggero degli dei, in quanto portava velocemente le notizie da un posto all’altro grazie ai suoi sandali provvisti di ali. Viene rappresentato con un cappello e un caduceo con due serpenti. Secondo la mitologia ha protetto l’amore di Marte e Venere. La dea Minerva (Pallade Athena per i greci) era invece la dea della saggezza e protettrice delle arti e degli artigiani. Raffigurata nelle opere con una armatura e accompagnata spesso da una civetta che era un animale sacro. Il dio Nettuno (Poseidone per i greci) era il dio del mare e dei suoi abitanti, capace di scatenare grandi tempeste e maremoti. Quasi sempre viene rappresentato come un uomo anziano con una folta barba che tiene in una mano il suo mitico tridente. Il dio Saturno (Cronos per i greci) era celebrato dai romani soprattutto come il dio dell’agricoltura e del tempo che usava per i raccolti. Il suo simbolo è una falce. Vulcano (Efesto per i greci) è il dio del fuoco e viene rappresentato come un uomo bruto e zoppo che di mestiere fa il fabbro nella sua fucina piena di attrezzi adatti a questo lavoro. È anche considerato il marito della bella Venere. Il dio Orfeo è un ottimo musicista e un poeta. È considerato dai romani come colui che riusciva a incantare e ammaliare chiunque con le sue armonie meravigliose che escono dalla sua lira. Le nove muse invece sono delle divinità che proteggevano sia le arti che la scienza. Vengono raffigurate mentre danzano in cerchio (opera in alto). Ad esse si riferiscono le montagne che crollano, per eruzioni vulcaniche determinate dal loro canto. Il monte sacro alle Muse era chiamato il Parnaso.