colonna traiana,arte romana,scultura,architettura,arteLa meravigliosa Colonna Traiana è un bellissimo esempio di tecnica e di grande abilità artistica raggiunta durante l’Impero romano.

Una breve descrizione della colonna Traiana, questa straordinaria opera creata dall’uomo per l’ arte Romana che come in una sorta di film ci narra attraverso bellissime immagini una storia emozionante.

Questa importante opera dell’arte romana fu realizzata per essere un grande monumento onorario da collocare nel Foro di Traiano, una delle zone più frequentate dai romani della “città eterna” di Roma allo scopo di celebrare le due ultime importanti vittorie militari avvenute durante la campagna per la conquista della Dacia, un territorio che oggi possiamo far corrispondere all’attuale Romania e Moldavia. Questa campagna militare da pare dei romani avvenne sotto il comando del celebre imperatore Traiano che con le sue formidabili e addestrate legioni sconfissero il re dei Daci Decebalo intorno l’anno 106 d.C. Un popolo che poi fu lentamente assorbito dalla civiltà romana.

L’anno in cui la colonna Traiana fu terminata e quindi consegnata all’omonimo imperatore e alla città di Roma è all’incirca il 113 d.C. Purtroppo il nome dell’artista che la progettò e che realizzò anche il bellissimo fregio insieme a altri suoi collaboratori scultori è rimasto un mistero ed è passato alla storia dell’arte antica con la semplice definizione di Maestro delle imprese di Traiano.

Il monumento è una colonna con forma coclide (cioè a spirale) istoriata con all’interno una scala a chiocciola che porta sino alla sommità. Il materiale usato è il marmo e ha una altezza di quasi 30 metri o come misuravano i romani in quell’epoca di circa 100 piedi. È costituito principalmente da tre parti distinte (contrassegnate in giallo nell’immagine in alto) che sono nella parte inferiore, il basamento con forma cubica che ha al suo interno la piccola camera funeraria che ha accolto le spoglie mortali dell’imperatore Traiano e della moglie Plotina, la parte centrale della colonna composta da diversi blocchi cilindrici chiamati “rocchi” che venivano messi in opera prima di essere scolpiti e infine la sommità dove era stata posta una statua di Traiano.

 

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Ma la bellezza di questa straordinaria opera d’arte è sicuramente data dalle scene scolpite in bassorilievo che vanno letti dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra (ne vediamo un particolare nell’immagine qui sopra). Queste scene ritraggono immagini di battaglie, di costruzione e di forza dei vinti, di arringhe da parte dell’imperatore alla gente ma anche scene che descrivono l’onore e il rispetto dato ai vinti. Sono tutte scene ispirate dai racconti o dalle memorie scritte da Traiano durante la campagna in terra di Dacia. Se pensiamo che se potessimo srotolare idealmente tutta la spirale del fregio decorato dagli artisti romani come fosse della semplice carta, avremmo una superficie lunga circa 200 metri contenente le 155 scene che un tempo erano tutte colorate e dipinte con dei colori molto vivaci. Si deve girare intorno ad essa circa 23 volte per terminare di vedere tutte le scene che vi sono rappresentate. La colonna Traiana insomma anche per questo motivo può essere considerata come un antico libro di racconti o come il primo film che attraverso le sue “istantanee” o i suoi “fotogrammi” ci descrive con grande dettaglio e in modo minuzioso una parte della storia di Roma antica e di uno dei suoi più grandi imperatori.

 

I celebri e straordinari edifici conosciuti col nome di Ziqqurat erano delle importanti costruzioni che avevano una funzione religiosa realizzate da antichi popoli che abitarono in un grande territorio che si estendeva tra due importanti fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

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Sto trasferendo per problemi tutti gli articoli di questo sito (cliccate sul nome sopra) su un nuovo sito chiamato Arte semplice e poi dove nel tempo ne troverete anche tanti altri nuovi. Scusatemi e grazie della pazienza

 

 

Logo per arte violapiccolo 180per100.jpgCarissimi lettori che come noi siete degli appassionati di arte in genere oltre che i Fans dei grandissimi artisti che hanno fatto grande questo meraviglioso settore con le loro opere uniche, potrete trovare qui sotto un ELENCO che verrà spesso aggiornato con tutti gli articoli del sito che trattano in modo molto semplice le vite di grandi MAESTRI o di ARTISTI meno noti che comunque hanno fatto grande la storia dell’arte sia nella nostra Italia che all’estero. Nei loro articoli troverete cenni e curiosità di vita spesso sconosciuti oltre che nel sito anche i tanti capolavori da essi realizzati (Cercate nelle colonne ai lati). Uomini o donne che sono entrati con grande merito nel nostro cuore di appassionati di arte. Di alcuni importanti maestri potrete trovare i link degli articoli direttamente nelle colonne laterali del sito (Leonardo da vinci, Caravaggio, Picasso), mentre per gli altri leggete l’elenco sotto non rigorosamente in ordine alfabetico.

Non vi resta quindi che trovare e cliccare sul nome preferito dell’artista per andare a leggere il relativo articolo.

Una Buona lettura a tutti voi e grazie.

 

La Lista non è necessariamente in ordine alfabetico.

Amedeo Modigliani

Andrea del Castagno (pittore italiano del Quattrocento)

Antonello Da Messina (pittore del Quattrocento)

Arcimboldi Giuseppe

Anguissola Sofonisba (pittrice italiana)

Bellini Giovanni (pittore del Quattrocento)

Botticelli Sandro (pittore del Quattrocento)

Beato Angelico (pittore del Quattrocento)

Canova Antonio (scultore del Settecento)

Dalì Salvador (Artista spagnolo del Surrealismo)

Gentileschi Artemisia (pittrice italiana del Seicento figlia del pittore Orazio)

Giacomo Manzù

Giorgione – Giorgio da Castelfranco (opera La tempesta)

Giotto

Ghirlandaio Domenico pittore del Rinascimento italiano

Jackson Pollock

Filippo Lippi (pittore del Quattrocento)

Mantegna Andrea (pittore del Quattrocento)

Masaccio (pittore del Quattrocento – primo Rinascimento)

Michelangelo Buonarroti

Raffaello Sanzio

Rembrandt

Sirani Elisabetta (pittrice del Seicento)

Tintoretto

Marietta Robusti (detta la Tintoretta figlia del Tintoretto)

Tiziano Vecellio

Touloise Lautrec

Vincent Van Gogh

Veneziano Domenico (pittore del Quattrocento)

 

 

Dama con ermellino - Leonardo da Vinci.jpgOgni opera d’arte che sia un semplice disegno, un quadro, una scultura, un edificio architettonico o qualsiasi altro oggetto artistico oltre alla sua bellezza esterna ha anche un suo linguaggio, uno stile caratteristico e cerca di trasmettere sempre un qualcosa in più all’osservatore. Sta quindi a noi cercare di capire cosa voglia trasmetterci l’opera che guardiamo, cercando di analizzarlo, di guardarlo insomma di “leggerlo” nel suo intimo in modo più attento.

Ora anche se io non sono un addetto ai lavori, nel senso che non lavoro professionalmente nel campo artistico vorrei in modo molto semplice e modesto dare qualche piccolo consiglio utile su come ci si può avvicinare e ammirare una qualsiasi opera d’arte, magari stavolta con occhi diversi dal solito. Questo anche per tutte quelle persone che come me hanno la grande passione per l’arte in generale e magari amano viaggiare (virtualmente anche) alla ricerca sempre di nuovi Musei e belle curiosità artistiche.

Una delle primissime differenze che l’osservatore riesce a “captare” subito è quella che vi sono delle opere bidimensionali (cioè aventi due sole dimensioni, altezza e larghezza) quali possono essere i semplici disegni su un foglio di carta, i quadri o i meravigliosi affreschi di una sala. Poi abbiamo le altre che invece sono opere tridimensionali cioè che hanno le tre dimensioni dello spazio. Queste dimensioni sono altezza, larghezza e profondità e queste opere a differenza di quelle dell’altro tipo hanno un volume ben preciso, occupano dello spazio in un ambiente o in un paesaggio, come possono essere le varie sculture o gli edifici architettonici. Con un primo sguardo gettato velocemente nell’ammirare un opera d’arte ci può colpire qualcosa di preciso o molto evidente come per esempio una tinta di colore acceso e a questo primo livello potrebbe finire già l’osservazione di tante persone, che rapidamente passano oltre e vanno a vedere l’opera che è esposta accanto.

Ma noi che invece cerchiamo anche di saperne qualcosina di più non possiamo fermarci a questo livello e quindi continueremo ad osservarla e “studiarla” con più attenzione, arrivando a volte ad amare un opera e a scoprire su di essa delle notizie e delle curiosità che neanche immaginavamo e che ci faranno un grande piacere o magari saranno divertenti.

Di solito gli aspetti principali che dobbiamo mettere in giusta evidenza quando ammiriamo un opera d’arte dovrebbero essere:

I dati tecnici e quindi l’autore, il titolo, l’epoca in cui è stata creata l’opera, cioè tutti quei preziosi dati che riguardano l’aspetto esteriore e che ci permettono di far riferimento a un preciso contesto storico-culturale.

Il soggetto e cioè tutto quello che l’immagine rappresenta, gli oggetti e le figure che vi compaiono insieme agli eventi raffigurati o narrati.

Quindi continuando cerchiamo di analizzare tutti gli elementi del linguaggio artistico che sono quindi i vari colori, i vari segni e le linee, i volumi con le luci e le ombre, le regole compositive, i quali ci permettono di comprendere l’organizzazione formale dell’immagine che vediamo davanti ai nostri occhi.

Cercheremo anche di capire i valori espressivi che sono i significati più profondi e i valori che l’autore dell’opera cerca di comunicarci attraverso il proprio lavoro e la propria arte.

 

Facciamo un piccolo schema di esempio per poter leggere le opere d’arte.

 

Il David di Michelangelo.JPGPer poter leggere correttamente un opera bisogna quindi aver presenti molti elementi. Qui sotto propongo un semplice schema di lettura, suddiviso nei diversi aspetti di cui abbiamo parlato sopra. Questo schema però deve essere inteso solo come un piccolo e semplice aiuto, un consiglio e niente più per poter rendere la vostra analisi dell’opera più sistematica, anche perché alla fine ognuno può vedere e ammirare le opere d’arte come più gli piace e si sente di fare, come è giusto che sia.

Talvolta infatti si può comprendere un opera anche senza soffermarsi su ogni singola voce dello schema e altre volte invece per quanto il nostro studio sia attento, non raggiungiamo una completa comprensione. Questo accade perché le opere d’arte danno forma in modo unico e straordinario alla sensibilità e ai sentimenti di un Autore. Può così capitarci di guardare lo stesso capolavoro a distanza di tempo e scoprirvi ogni volta qualcosa che prima ci era sfuggita, come se un quadro, una scultura o una qualsiasi opera d’arte, si rivelassero a noi lentamente non solo perché la nostra sensibilità matura col tempo, ma anche perché con il passare degli anni noi arricchiamo sempre di più le nostre conoscenze verso un popolo antico e la loro cultura per esempio.

 

 

Un breve schema per la lettura in generale delle opere d’arte

Piazza San Pietro del Bernini.JPGLe prime cose da vedere o leggere con attenzione quando guardiamo un opera d’arte sono il titolo, la data e l’autore, in quanto da ciò si possono avere dei dati importanti che possono aiutarci molto, per esempio dal titolo già possiamo comprendere cosa l’artista raffiguri nella sua opera o magari che tipo di messaggio o concetto vuole comunicare e se ciò si può collegare con il contesto dell’epoca della sua realizzazione attraverso la data.

Il nostro studio dovrebbe poi continuare con la ricerca dei materiali usati insieme alla tecnica vera e propria. Questi dati forniscono indicazioni sia per la datazione dell’opera sia per la sua comprensione. Alcune tecniche per esempio sono oggi abbandonate. Certi pigmenti (polveri colorate tratte da minerali, vegetali e altro che venivano usate dagli artisti in epoche passate, oggi esistono quelli artificiali) usati nella pittura perdono col passare del tempo la loro brillantezza.

Le dimensioni sono un dato molto importante perché ci fanno comprendere il rapporto esistente tra l’opera e l’ ambiente circostante.

Un altro dato importante che riguarda il nostro studio è quello di sapere se è possibile chi è stato a commissionare una certa opera d’arte. All’incirca fino alla metà dell’Ottocento le opere furono quasi sempre eseguite su commissione da parte di nobili, di ecclesiastici o di ricchi borghesi. In seguito la situazione cambiò, infatti fu considerato un vero artista solo chi cercava di esprimere in modo autonomo la propria visione del mondo.

Dopo aver esaminato i dati sopra proposti, si passa allo studio dell’opera d’arte, guardando per esempio cosa raffiguri il soggetto, se narra qualcosa, se è astratta, se riguarda qualcosa di sacro o di profano, se è allegorica (cioè una rappresentazione, in cui le immagini e le figure, personificano idee o concetti astratti) o fa parte della mitologia. In questo blog trovate anche vari articoli che spiegano le differenze dei vari temi, basta cercarle nelle colonne a lato.

Possiamo vedere con che tipo di elementi figurativi è formata l’opera. Cioè indichiamo i personaggi, le figure, gli oggetti, i paesaggi, gli ambienti esterni o interni di cui l’opera è composta.

Molto importante è anche l’analisi del linguaggio visivo. Cerchiamo cioè di capire ed analizzare le caratteristiche dei segni (immediatezza, precisione etc.), dei punti qualora ve ne siano (l’autore li può usare per realizzare dei chiaroscuro o un retino, ma può anche avere un significato espressivo particolare).

Analizziamo le linee usate (linee dritte, curve, spezzate, miste, nervose, continue ecc.).

Analizziamo le varie texture e superfici usate. La superficie può differenziarsi per forma, qualità, materia, capacità di riflessione della luce ed altro ancora. Le texture, invece possono essere eventualmente presenti, in forma geometrica, artificiale. Per fare un esempio, nelle arti figurative, il segno tipico dell’artista e la tecnica da lui impiegata determinano il tipo di superficie.

Analizziamo anche i colori, cerchiamo di capire tra i colori quali prevalgono (primari, secondari, toni caldi, toni freddi ecc.), se vi è una armonia tra i colori o dei contrasti forti e analizziamo anche le varie simbologie dei colori.

Molto importante nello studio di un opera d’arte è anche l’analisi delle luci e delle ombre. Nel caso di un dipinto, studiare come sia le luci e le ombre vengono realizzate, insieme ai volumi generati da loro. Che significato simbolico possono avere le luci e le ombre nell’opera. Per esempio se guardiamo un opera tridimensionale, cerchiamo di descrivere i volumi (pieni e consistenti, liberi e aperti ecc.).

Analizziamo lo spazio come viene reso in un opera bidimensionale, attraverso quale tecnica viene realizzato e se ai nostri occhi, può sembrare verosimile o sproporzionato. Mentre in un opera tridimensionale guardiamo la sua struttura e il suo rapporto con il paesaggio circostante.

Infine con molta attenzione guardiamo la composizione nel suo insieme in modo da notare se vi è un equilibrio ed un armonia visibile tra i vari elementi. Cerchiamo di notare quali possono essere le linee di forza dell’opera.

Ma soprattutto e questo penso che sia la cosa più importante a cui stare attenti, cercare di ammirare l’opera d’arte da diverse angolazioni e distanze, per cercare di carpire con i nostri sentimenti il misterioso fluido che l’artista ha messo durante la realizzazione. E questo lo possiamo scoprire soltanto Noi, quando ammiriamo un capolavoro. Questo è qualcosa di soggettivo dove ognuno di noi vive l’opera d’arte dentro il proprio cuore, personalmente, seguendo le proprie emozioni e questa è la cosa più straordinaria che l’Arte riesce a darci!

 

Un saluto a tutti i Lettori.

 

 

Gli artisti nei vari periodi storici.

Salvator Dalì.jpgQuando parliamo o pensiamo ad un Artista in generale pensiamo subito che questi abbia un carattere piuttosto “particolare”. Infatti siamo tenuti ad associare avendo spesso torto gli artisti a dei caratteri ribelli, egocentrici, lunatici, molto ma molto “strambi”, insomma diversi dal normale carattere di una persona della media. Sicuramente gli artisti più bravi o i grandi maestri devono avere un qualcosa in più della norma, capace di far uscire tutto il genio e il talento nascosto. Tantissimi capolavori d’arte sono scaturiti attraverso una forza interiore straordinaria, unica.

Oggi un grande artista è tenuto in grande considerazione ed è una grande personalità nella società, come un vero V.I.P. Ma è stato sempre così il altri periodi?

Nell’antichità e per un tempo anche abbastanza lungo gli artisti come per esempio i pittori, gli scultori o gli architetti venivano considerati come dei semplici artigiani, e spesso addirittura trattati male come se fossero delle persone da evitare, quasi degli emarginati. Nell’antica Grecia cosi come anche durante l’Impero Romano l’artista era molto disprezzato e veniva trattato allo stesso modo di uno schiavo, proprio perché lavorava usando le proprie mani.

Nell’antica Grecia però si incominciano ad intravedere dei piccoli segnali di un grande cambiamento. Già nel corso del IV Secolo a.C. Alcuni degli artisti iniziano ad apporre le proprie firme su dei lavori che realizzano. In questo modo attraverso una “semplice” ma importante firma apposta su un opera gli artisti cercavano di dimostrare la volontà di considerarle uniche e irripetibili. Insomma si iniziava a prendere coscienza del proprio lavoro e del proprio talento, e con la firma rivendicavano un certo riconoscimento per tutto il proprio lavoro svolto a realizzare le varie opere. Non vogliono essere più visti come semplici operai o artigiani che usano le mani e basta.

Si dovrà però aspettare ancora diversi secoli prima che pittori, scultori o architetti riescono a conquistare una vera e propria considerazione sociale.

Anche l’artista nel Medioevo è ancora considerato una persona che esercita un “mestiere”, anche se è considerato rispetto ad altri lavoratori un “abile esecutore”. Egli quasi sempre è obbligato a iscriversi a una corporazione che ha delle regole ben precise e a volte rigide. Nel Medioevo ogni artista doveva sottostare al committente. Era quest’ultimo a decidere quasi anche nei dettagli cosa dipingere o scolpire. Al committente spettava anche la scelta dei vari materiali da usare per l’opera, oltre i colori. Dell’opera finita si apprezzava quasi sempre per primo i vari materiali o i tessuti, oltre che i colori e dopo ma non sempre anche la bravura e il talento dell’artista.

L’artista inizia a diventare importante per la Società.

Caravaggio Ottavio Leoni ritratto del Caravaggio.jpgNel corso del XV Secolo iniziano a cambiare diverse cose anche nel campo artistico. Gli artisti, prendono sempre più coscienza del loro talento e della loro bravura. Lo stesso Leonardo da Vinci, risponde molto spesso anche in tono provocatorio, alle varie concezioni tradizionali, che vedono la pittura, come una attività manuale e l’artista come un semplice artigiano. Il grande Maestro che ci ha lasciato alcuni celebri capolavori di pittura come per esempio, La Gioconda o La Vergine delle Rocce, tra gli altri, afferma rispondendo provocatoriamente che anche i poeti, scrivendo, usano le mani, e quindi compiono un gesto manuale da “artigiano”. Leonardo aggiunge anche che, sia la scrittura che la pittura, si serve si delle mani, ma per mostrare quello che la “fantasia” ha elaborato, ha ideato. Quindi non è un lavoro “solo” manuale. Propri al tempo di Leonardo, gli artisti, cominciano ad avere una maggiore autonomia. Discutono con i committenti sui progetti da elaborare e studiare, pensando anche ai personaggi che devono essere raffigurati più liberamente. In questo periodo, che è il bellissimo periodo del Rinascimento, che sta a indicare appunto, la rinascita di una nuova società, la rinascita delle Arti e della cultura in genere, gli artisti, assumono un ruolo di primo piano. Vengono ormai considerati come dei “creativi” e degli intellettuali. Anzi, utilizzano la propria abilità ed il proprio talento, per farsi richiedere dai committenti più importanti. Questi ultimi infatti, non vanno più alla ricerca di una “Madonna” in generale, ma si inizia a cercare un “Leonardo”, un “Raffaello” e così via. La firma ora è la cosa più importante in un opera. Finalmente il genio artistico è stato riconosciuto da tutti. Ci saranno molte storie anche simpatiche, sul “riscatto” sociale di alcuni artisti, che ormai consapevoli del loro grande valore, fanno attendere anche invano, molti grandi personaggi, come re, principi o addirittura Papi. Per esempio, si racconta che la Marchesa di Ferrara, Isabella D’Este, cerca in tutti i modi di ottenere un dipinto da Leonardo da Vinci. L’artista, che era stato lasciato libero di decidere dalla Marchesa, per quanto riguardava il soggetto da raffigurare, non lo realizzerà mai, pur avendo tutto il tempo ed il denaro possibile. Diciamo che Leonardo era unico anche in questo. Comunque, la storia continua, e dopo lunghe trattative, la Marchesa riesce a convincere un altro grandissimo artista, il veneziano Giovanni Bellini. Ebbene, la Marchesa Isabella, dovrà aspettare ben otto anni, prima di poter ricevere il quadro tanto sperato. Sarei curioso di sapere qualcosa di più sul motivo vero per queste “contrarietà” verso la Marchesa Isabella D’Este, da parte dei due grandi artisti.

Col trascorrere del tempo, cioè nel Seicento e nel Settecento il riconoscimento e il lavoro degli artisti migliorano sempre più. Ormai sono ben consolidati nella società e le abilità manuali vengono sempre più unite al lavoro di intelletto, per progettare e realizzare un opera. Quindi vengono ad adattarsi, le idee espresse prima da Leonardo. In questo periodo, i grandi sovrani europei, amano circondarsi di artisti di corte, che celebrano nelle loro opere soprattutto, il grande e ricco sfarzo ed il potere di questi sovrani.

dadaismo 1.jpgTra la fine dell’ Ottocento e la prima metà del Novecento, vedremo ancora dei cambiamenti tra gli artisti. Si considererà adesso molto più importante il concetto o l’idea che da vita ad un opera (arte Concettuale). Quindi l’abilità manuale, verrà di nuovo considerata come prerogativa degli artigiani, e passerà in secondo piano. Nel Novecento, con l’arrivo delle Avanguardie, saranno gli artisti a decidere e stabilire cosa sia arte e cosa no. Anche se per esempio, parliamo di oggetti di uso comune, come faceva l’artista francese Marcel Duchamp. Questo artista, per esempio prendeva oggetti comuni, come una ruota di bicicletta, che diventava una “scultura” se messa su uno sgabello che le fa da piedistallo (vedi immagine). 

Altre volte l’artista (Christo), decide di “impacchettare” un isola o un Palazzo, e questa diventa subito un opera d’arte.

 

 

pittori 480 per 311 per blog.jpgCari Amici che come me siete appassionati dell’Arte in generale, desidero metterVi a conoscenza degli ultimi risultati del sondaggio esistente su questo blog già da circa un anno.

Il sondaggio è aggiornato al 02 Febbraio 2011 (potete fare la vostra scelta o vederlo nella colonna di destra), ed è stato proposto da me, al solo scopo di semplice curiosità e studio personale. Prevede semplicemente il Vostro voto su quello che amate, preferite o che vi fa emozionare di più, quando ammirate un opera d’ Arte, nelle forme principali più importanti e conosciute ( es. scultura, pittura, archittettura etc.), o magari in generale.

Innanzitutto, voglio ringraziarvi tutti per i numerosi voti espressi e per la Vostra partecipazione a questo semplice sondaggio, GRAZIE davvero di cuore.

Il SONDAGGIO e i VOTI parziali.

Allora, le preferenze totali aggiornati al 02 Febbraio del 2011, sono state ben 469.

al primo posto con ben 263 voti (pari al 56,08 per cento) e quindi più della metà dei votanti, troviamo come quasi era scontato, “qualunque opera bella e dovuta alla creatività dell’ uomo”.

Al secondo posto, con 92 voti (pari al 19,62 per cento), troviamo “Le opere realizzate dai Maestri pittori”.

Al terzo posto, con 50 voti (pari al 10,66 per cento), troviamo “Le opere e gli Edifici architettonici”.

Al quarto posto, con 36 voti (pari al 7,68 per cento), troviamo “Le opere degli scultori”.

Al quinto ed ultimo posto, con 28 voti (pari al 5,97 per cento), troviamo “Le opere di fotografia”.

Come possiamo notare con questo semplice sondaggio, i risultati parziali raccolti sino adesso, non ci hanno restituito grandi sorprese, almeno per quanto riguarda i primi due posti. Forse io (ma questo è un mio parere personale), mi aspettavo magari al terzo posto, le opere di scultura anziché quelle di architettura, ma ripeto era solo un mio pensiero (forse per il semplice fatto che io, sono innamorato della pittura e delle opere dei grandi Maestri del passato).

Avevo pensato che un intero anno poteva bastare per un Sondaggio sulle preferenze degli Italiani per l’Arte.

Ma poi, i Vostri numerosi voti, che sono aumentati col tempo, insieme con la Vostra passione e partecipazione, mi hanno fatto cambiare idea, e quindi il Sondaggio rimane ancora, in modo che tutti quanti possono vedere i risultati.

Mi piacerebbe conoscere anche i Vostri punti di vista, per quanto riguarda i risultati del sondaggio, nel senso se siete d’ accordo o meno con i risultati avuti, o magari, per Voi sono state delle vere sorprese.

Un saluto e Grazie.