L’opera futurista intitolata Volo di rondini è un dipinto a tempera fatto su una superficie di carta che ha come dimensioni circa 51 per 76 centimetri realizzata dall’artista italiano Giacomo Balla nel 1913 che oggi possiamo trovare presso il Museo di Arte moderna della città americana di New York.

 

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Giacomo Balla nasce a Torino nel 1871 e dopo aver vissuto una lunga e meravigliosa carriera artistica che lo porta anche a essere tra i più importanti esponenti della corrente Futurista muore nella città di Roma nell’anno 1958, alla bella età di 87 anni. Nella sua opera Volo di rondini (la vediamo qui in alto), così come in tante sue altre Balla ci rappresenta con una tecnica del tutto nuova una delle sue grandi passioni, quella sugli animali e la natura che amava tanto, oltre che le innovative idee artistiche e i concetti sviluppati nel Movimento del Futurismo. Gli artisti nelle loro opere esaltano e sviluppano sopratutto ciò che è progresso e quindi futuro. Grandi invenzioni o concetti astratti come possono essere il movimento di un corpo, il dinamismo o la velocità di una macchina diventano il pane quotidiano per tutti gli artisti futuristi.

L’artista durante il suo soggiorno presso la città di Dusseldorf avvenuto tra il 1912 e il 1913 dipinge altre opere sempre con le rondini come protagoniste, dove fa vedere la tecnica e le idee concepite dal Futurismo italiano. Vediamo rappresentata nel Volo di rondini la scena di uno stormo di questi uccelli in volo fuori da una finestra. Gli uccelli, il loro movimento e la loro velocità vengono raffigurati attraverso una sequenza di immagini scomposte che ci danno il preciso senso del loro movimento e dinamismo. Un po’ come se noi prendessimo una macchina fotografica e la puntassimo su un animale che cammina, scattando di continuo a distanza di attimi numerose foto che poi componiamo in sequenza una accanto all’altra. Il risultato come nelle opere di Balla è proprio quello che vediamo qui con la composizione di spostamenti che nell’insieme danno il movimento finale al volo degli animali.

 

Questa che vediamo sotto che ha come titolo Scimmie è una tra le tante bellissime opere d’arte realizzate dall’artista Henri Rousseau.

 

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Il pittore francese Henri Julien Félix Rousseau nasce in una cittadina della Francia chiamata Laval nel 1844 dal padre Julien e dalla madre Eléonore Guyard. L’artista vive purtroppo una vita non proprio felice, spesso tra momenti di vera miseria per i debiti contratti che non riesce a pagare e qualche piccolo reato che gli fanno conoscere persino il carcere. Ma il “doganiere” come spesso viene chiamato per via del suo modesto lavoro alla dogana continuerà ugualmente per la sua strada oltre che con la sua più grande passione, che è quella della pittura e della sua particolare visione che ha del mondo che lo circonda e che rappresenta con uno stile Naif nelle sue opere. Tutto questo lo farà sino alla sua morte che arriva nell’anno 1910, quando agli inizi del nuovo secolo aveva 66 anni. Quando era in vita purtroppo le opere e i lavori artistici di Rousseau non vennero apprezzati dai vari critici o dagli esperti di arte contemporanei e non gli porteranno nessun vantaggio economico per poter vivere in modo più soddisfacente come era anche giusto. Soltanto negli ultimi anni di vita, forse grazie ad un maggiore affinamento artistico che gli fanno sviluppare quello stile personale divenuto oggi subito riconoscibile e tipico nei suoi lavori per il ricco uso e la resa del colore o per le sue belle raffigurazioni con scene che sembrano uscire da mondi meravigliosi fatti di fiaba o di sogno, si incomincerà a valutare l’artista Rousseau e la sua arte come un esperienza davvero innovativa e d’avanguardia. Le visioni quasi fiabesche che vengono rappresentate nelle sue opere entusiasmeranno esperti e soprattutto grandi artisti affermati del calibro di Picasso, Gauguin o Kandinsky tanto per citare solo qualche nome celebre, rendendo il giusto merito a questo bravo artista.

L’opera Scimmie di Henri Rousseau del 1906.

l’opera conosciuta col titolo Scimmie è un dipinto realizzato intorno all’anno 1906 dall’artista francese Henri Rousseau. È stato realizzato grazie alla tecnica dei colori ad olio su una superficie di tela avente come dimensioni 145,5 per 113 centimetri circa. La possiamo trovare esposta presso il Philadelphia Museum of Art. La scena raffigurata nell’opera Scimmie è una di quelle più amate e tipiche per Rousseau e rappresenta alcuni animali esotici in una giungla lussureggiante. L’artista infatti anche se non viaggiò quasi mai amava molto passare intere giornate presso i giardini botanici di Parigi, stando a contatto con il bellissimo verde delle piante e dei fiori. In questo luogo sicuramente iniziò a farsi una sua idea artistica, apprezzando la bellezza della natura con le sue perfette forme ben definite, le luci o i suoi colori.

Guardando l’opera la prima cosa che notano i nostri occhi è la predominanza del colore verde usato nei vari toni per descrivere con grande abilità e realismo la ricca vegetazione di una giungla, composta da numerose piante e foglie. Nascoste in questa vegetazione vediamo alcune scimiette di cui due abbracciate tra loro al centro che fanno quasi timidamente capolino tra il fogliame. Vediamo anche un uccello che sta sopra di esse appollaiato su di un ramo che sembra sottile mentre il nostro occhio naturalmente viene attratto dal bianco di un fiore che spicca a sinistra della scena, mentre una porzione di cielo si intravede in alto. I dettagli delle foglie e degli animali sono dipinti con dei contorni netti e precisi che sono tipici dello stile Naif. Il tutto ci fa sembrare quasi ad una scena antica, dipinta per descrivere la fiaba di un bambino. Davvero belle e piene di fascino l’arte e le straordinarie visioni di Rousseau.

 

Come tanti di noi ormai sapranno molte delle meravigliose opere del grande artista conosciuto col nomignolo di Caravaggio, uno dei più grandi pittori di sempre, sono legate da alcune precise e ricorrenti caratteristiche sia tecniche che dello stile spesso molto innovative…

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Caravaggio La deposizione del Cristo opera pittorica

Grazie a tutti gli appassionati di arte

un saluto

L’artista conosciuto col nomignolo di Balthus è stato un importante pittore che riuscì con la sua arte e il suo stile artistico a essere partecipe di quasi un intero secolo, ricevendo oggi dalla critica e dagli esperti d’arte il giusto riconoscimento e apprezzamento per il lavoro eseguito inserendolo tra i più importanti pittori del XX secolo. Un periodo questo del Novecento che come sappiamo bene è stato ricco di grandi cambiamenti sociali, culturali e politici, oltre che di rivoluzionari e atroci sconvolgimenti (vediamo per esempio le due tremende guerre mondiali o i grandi progressi fatti attraverso le nuove industrie o le importanti scoperte) che cambieranno per sempre il modo di vivere e di pensare di gran parte dell’umanità.

 

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La ragazza e gatto un opera di Balthus del 1937 circa.

Balthus il cui vero nome è Balthasar Klossowski Del Rola nasce nella città di Parigi il 29 Febbraio del 1908 (notate che è un anno bisestile) e dopo una lunghissima e intensa carriera artistica muore nel cantone svizzero di Rossinière nell’anno 2001 quando aveva la bellissima età di 93 anni. Come si può capire dal nome l’artista è di chiare origini polacche e possiamo aggiungere anche figlio “D’arte” in quanto il padre Eric Klossowski era un pittore e un discreto critico d’arte mentre la madre Baladine amava realizzare degli acquerelli.

balthus,ragazza con gatto,arte,pittura,pittura del novecento,opere d'arteNelle sue numerose e belle opere di pittura troviamo spesso che l’artista usa fondere diverse idee e tecniche. Per esempio basi puramente accademiche e classiche con alcune influenze del passato prese da opere di grandi maestri, come per esempio quelle di Piero Della Francesca o Masaccio. A questo Balthus aggiunge uno suo nuovo stile avente anche un qualcosa di Surrealista ed ecco nascere la sua meravigliosa pittura e il suo stile. In alcuni suoi celebri dipinti, Balthus fa emergere tanta sensualità e soprattutto una grande carica erotica attraverso belle figure di giovani adolescenti o di giovani donne, spesso accompagnate da piccoli animali domestici come gatti o cani, che si atteggiano e si mettono in particolari pose provocanti, quasi a voler sfidare o giocare con le emozioni o gli imbarazzi di chi li osserva. Vediamo qui a lato l’opera Nudo con gatto.

Il dipinto conosciuto col nome di Ragazza con gatto che vediamo in alto al centro è un bellissima opera realizzata da Balthus all’incirca nel 1937 con la tecnica dei colori a olio su una tavola avente come dimensioni circa 88 per 78 centimetri e fa parte di una collezione privata. Come notiamo subito, la scena dipinta ritrae in un ambiente piuttosto buio e povero di oggetti in primo piano una giovanissima adolescente che sta seduta su una sorta di sedia allungata appoggiata ad un cuscino, che sembra con lo sguardo assente quasi perdersi nei propri dolci pensieri che la trasportano chissà dove. Ai piedi di essa vediamo un gatto domestico accovacciato che mostra serenità e fierezza mentre guarda l’osservatore. Se iniziamo a guardare meglio l’opera però facendo più attenzione ci sembra di intravedere anche un qualcosa di strano e di ambiguo. L’immagine della ragazzina innocente sembra svanire o meglio trasformarsi in quella di una donna giovane e molto sensuale, che avvolta nei propri pensieri sembra non far caso a quella sua posa piena di malizia e di grande erotismo data da quelle gambe aperte, di cui una alzata che fa intravedere gran parte della biancheria intima, facendo partire possibili e numerose fantasie a chi guarda. Immagini sconsiderate che in quel tempo venivano ancora considerate dei tabù da molte persone, ma che grazie al cinema o all’arte stessa stavano cadendo giù velocemente. Il pittore Balthus in questa sua bellissima opera vuole trasmetterci sicuramente anche un momento preciso e molto importante nella vita di ogni giovane ragazza. Questo momento è quello in cui si prende coscienza del cambiamento dalla fase infantile in cui si gioca e si è spensierati, che può essere rappresentato dal gatto seduto ai piedi con cui gioca spesso, alla fase più smaliziata, più sensuale di questo “nuovo” corpo da giovane donna che la introduce nel mondo degli adulti e la fa sognare su un futuro diverso. Questo attimo nell’opera viene sottolineato con forza anche dalla luce che nella scena entra e punta proprio al centro delle gambe della giovane.

 

opere d'arte,arte,pittura,dipinti,capolavori pittorici,artisti nel tempoQuello che trovate qui sotto è l’indirizzo Url per una LISTA che nel tempo quando verrà ultimata comprenderà numerose OPERE PITTORICHE che spaziano dai celebri e straordinari capolavori della pittura ad opere magari un pò meno conosciute al grande pubblico ma sempre eccellenti, realizzate ognuna da un ARTISTA diverso in periodi storici che possono andare dal Trecento sino a tempi molto più vicini al nostro come per esempio il Ventesimo Secolo. Con questo nostro lavoro, vogliamo darvi un aiuto in più che permetta a chiunque di voi di togliervi qualche curiosità o trovare una risposta per i vostri studi su una particolare opera. Un po’ come stiamo cercando di fare anche con la lista degli Artisti. Come ormai sapete dovete soltanto trovare il vostro titolo preferito dell’opera e cliccarci sopra per andare a leggere la descrizione. Qui a lato vediamo una immagine della bellissima e romantica opera che il nostro pubblico ama intitolata Il bacio dell’artista Francesco Hayez inserita nella lista.

Cliccate Dipinti e quadri celebri per andare nella pagina con la lista.

Un saluto e una buona lettura a tutti.

 

Tra la fine del Settecento e la prima parte del secolo successivo visse un pittore molto apprezzato soprattutto per i temi usati nelle sue opere pittoriche. Questo bravissimo artista si chiamava Jacques Laurent Agasse nato nella città svizzera di Ginevra il 1767 (morì nella città di Londra nel 1849) e il tema preferito era quello degli animali. Passò i suoi primi anni nella sua città natale, poi all’età di circa vent’anni andò a studiare la facoltà di veterinaria a Parigi dove sicuramente tra i tanti studi sugli animali in genere, imparò pure le vari anatomie e le loro forme con tutti i vari dettagli, appassionandosi al punto tale che iniziò anche a raffigurarle in molte sue opere di pittura, diventando presto conosciuto e molto apprezzato come il pittore degli animali. I suoi preferiti erano i cavalli, i cani e alcuni animali esotici e pericolosi. Sembra comunque che nonostante le numerose e bellissime opere che realizzò con grande abilità e perfezione nei dettagli, Agasse morì in piena miseria. Oggi molti dei suoi lavori sono collocate in importanti Musei e Gallerie (La Tate Gallery of London) o presso Fondazioni e collezioni importanti come la Oskar Reinhart di Winterthur.

 

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La giraffa nubiana opera.

Qui sopra vediamo una immagine dell’opera intitolata La giraffa nubiana che Agasse realizzò verso il 1827 attraverso la tecnica della pittura ad olio su tela. Le dimensioni sono di circa 127 per 101,5 centimetri ed è collocata presso il Castello di Windsor. Nella scena rappresentata vediamo una giraffa in tutta la sua maestosità e con i suoi particolari colori naturali che piega il lungo collo per poter arrivare a bere nella bacinella che sorreggono i due guardiani del luogo che dal cancello sembra essere un recinto, mentre una terza persona ben vestita con abiti dell’epoca ne osserva la scena. Costui dovrebbe essere Edward Crom, un ricco mercante e importatore di animali esotici per conto della corte reale. La ricca e verde vegetazione fa da sfondo al dipinto, mentre si notano anche la presenza di due mucche egiziane. All’inizio dell’Ottocento con i viaggi di ricchi turisti o quelli commerciali che andavano ad intensificarsi di molto, si iniziò la moda di arrivare sempre più lontano, portando poi da questi posti doni e regali che spesso erano animali esotici come leoni, giraffe o scimmie o altri magari mai visti prima. Ricchi mercanti o potenti nobili amavano parlare o farsi notare con questi “stravaganti” animali al punto da celebrarli in costosi dipinti che venivano commissionati ai più bravi artisti. Agasse era uno di questi e l’opera della giraffa nubiana le è stata commissionata dal re Giorgio IV, il quale pagò ben 200 sterline dell’epoca.