Come sicuramente i tanti appassionati di arte Gotica sapranno, il grande artista e pittore fiorentino conosciuto come Cimabue vissuto tra il Duecento e il Trecento (circa 1240 – 1302) realizzò nei suoi lavori artistici diverse opere di pittura che avevano come soggetto dei personaggi legati alla religione e che oggi fanno parte del prezioso patrimonio e della storia dell’arte mondiale.

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Breve descrizione dell’opera di Cimabue.

Tra queste bellissime opere di Cimabue vi sono alcune Madonne con Bambino, come la pala conosciuta col nome di Maestà, Madonna della Santa Trinità realizzata intorno al 1280-1290 che oggi possiamo ammirare presso La Galleria degli Uffizi di Firenze. Quest’opera che vediamo nell’immagine sopra è stata realizzata attraverso l’uso dei colori a tempera su una tavola di legno delle dimensioni di circa 385 per 223 centimetri. Rappresenta la Madonna sul trono col Bambino mentre degli angeli, quattro da un lato e quattro dall’altro gli fanno da cornice. Sotto la Madonna vediamo poi 4 figure a mezzo busto che rappresentano i profeti. Cimabue realizza quest’opera con degli elementi e dei caratteri dello stile bizantino come per esempio i tratti simili nei volti o i riflessi dorati delle vesti. Anche l’iconografia ha una influenza dell’arte Bizantina. La Vergine che per sottolineare la sua importanza rispetto gli altri personaggi viene rappresentata con delle dimensioni più grandi, siede su un grande trono che viene sostenuto dagli angeli e con la sua mano destra ci presenta, ci indica il Sacro Bambino. Il trono è rappresentato dal Cimabue con bravura e sicurezza della profondità e dello spazio. Esso sembra quasi come fosse un grande palcoscenico che in basso addirittura si trasforma in archi dove si affacciano i profeti. Gli angeli invece sono posti in modo meno voluminoso, infatti si nascondano parzialmente tra di loro. Notiamo anche un uso maggiore per i toni del color oro che fanno risaltare la veste della Madonna.

 

 

Sembra che non era un bell’uomo il celebre artista conosciuto come Giotto, colui che fu allievo di Cimabue. Aveva una gran fronte rotonda e sporgente, un aspetto rozzo ed era nei lineamenti come nei modi assolutamente privo di nobiltà e di finezza. In fondo era nato come un semplice contadino. Nato nel 1266 a Colle di Vespignano, una località del Mugello trascorse in quella zona la sua adolescenza. Per questo arrivando da ragazzo a Firenze, la città con tutta quella gente, con tutti quegli edifici, gli aveva fatto una gran impressione.

Appena i suoi guadagni glielo permisero acquistò una casa un poco in periferia. Con gli altri guadagni Giotto preferì comprare terreni nella sua Vespignano, nei luoghi che lo avevano visto povero e pastore.

Giotto era un amministratore molto pignolo, attentissimo dei suoi interessi. Si sà questo dai pochi documenti certi che sono rimasti e che sono atti notarili e processuali. I suoi guadagni furono notevoli ma erano frutto di una attività incredibile. Infatti riuscì a fare anche se aiutato da collaboratori, vastissimi cicli di pitture senza avere mai stanchezza di ispirazione, anzi sembra che andava sempre più migliorandosi con tanta creatività e inventiva.

Il pittore che dipinse San Francesco.

La sua prima vera occasione la ebbe ad Assisi. Contrariamente al desiderio del Santo, che non voleva costruire Chiesa grandi, i suoi successori ne avevano eretto due, grandissime l’una sopra l’altra. Pare che Giotto abbia lavorato alle decorazioni pittoriche di queste chiese anche a fianco di Cimabue, quando ancora era giovane e sconosciuto. Certo ad Assisi dovevano averlo conosciuto bene visto che dopo chiamarono lui per raccontare con immagini la vita di San Francesco, sulle pareti laterali della Chiesa superiore. Mentre per gli altri argomenti religiosi, come per esempio la Vergine col Bambino, gli Angeli o le Crocifissioni, esistevano dei precedenti, una tradizione, che stabiliva in quale modo presentare le scene, questo di San Francesco invece, era un tema nuovo. E Giotto, che si sentiva come un “poeta” nuovo, ed era portato spontaneamente a disinteressarsi dei modelli che gli offriva la pittura passata, non si lasciò sfuggire l’ occasione. E per la storia di San Francesco, Giotto prese spunto direttamente dalla realtà.

Anche il grande Santo, era come il pittore, aveva cercato di far vedere che Dio era ovunque, nella Natura, nei più piccoli animali, e questo portò Giotto, a cercare una pittura nuova, e a narrare la realtà con scene e personaggi reali.

Si vedeva una spontanea affinità di sentimento tra l’ artista, il suo tempo e il soggetto.

L’estrema amarezza.

Giotto visse a lungo,più di settant’ anni, dei quali cinquanta di piena attività artistica. Aveva percorso l’ Italia richiesto da tanti personaggi famosi e autorevoli. Era ricco, era insomma, una figura molto popolare.

Ma la sua pittura era stata davvero capita? Poco e forse da qualche spirito illuminato. Per esempio il Petrarca scrisse della pittura del Giotto: <<questa bellezza, gli ignoranti (gli indotti) non la comprendono. Ma essa stupisce i maestri dell’arte>>.

Nel 1334 si presentò un occasione per Giotto. L’artista venne nominato capomastro dell’opera di Santa Reparata, (il Duomo) a Firenze. Egli voleva lasciare una grande opera per questa bella città prima di morire. Giotto oltre che pittore era anche un bravo scultore e un architetto. Quest’ ultima era la sua passione segreta e lo aveva dimostrato anche nei suoi dipinti, che hanno spesso nello sfondo grande abbondanza di elementi architettonici. Decise perciò di realizzare un progetto ambizioso. Fare sorgere proprio nel cuore della città, accanto al Duomo, la più bella torre di Firenze. Il 19 Luglio di quello stesso anno, egli poneva la prima pietra del campanile del Duomo. Ben presto i fiorentini, che amavano criticare tutto, cominciarono a spargere la voce, che il campanile non si sarebbe retto in piedi. Il peggio è che anche Giotto fu assalito da dubbi, e se avessero ragione? Il vecchio cuore non riuscì a reggere a queste preoccupazioni, e l’ 8 Luglio del 1337, morì portando con se nella tomba tutta l’ amarezza dell’ artista che si sente incompreso. Ma il suo campanile, il campanile di Giotto è ancora in piedi e al pari dei suoi dipinti celebra la gloria di questo sommo artista.

Sotto possiamo vedere La fuga in Egitto, presso la Cappella degli Scrovegni a Padova, un capolavoro assoluto della storia dell’arte.

fuga in Egitto Giotto.jpg

 

 

Sotto Madonna col Bambino un esempio  di come raffigura Giotto i soggetti sacri.  

 
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Arrivederci a presto

La Chiesa Gotica, un simbolo per l’arte in quel periodo.

Una delle caratteristiche architettoniche principali delle imponenti Cattedrali Gotiche della Francia settentrionale, luogo ove ebbe inizio e si sviluppo quel tipo di arte, conosciuta come arte gotica è quella del verticalismo molto accentuato che simboleggia la tensione e il rapporto che ha l’uomo verso Dio.

Questo sviluppo in altezza viene ottenuto grazie a tecniche architettoniche molto moderne e nuove per quell’epoca, stiamo parlando dei secoli che vanno dalla fine del XII fino al XIV anche se la sua rivalutazione come vera e propria forma d’Arte moderna, verrà soltanto alcuni secoli dopo e cioè nel XVIII secolo.

L’arco a sesto acuto (ogivale) è uno degli elementi tipici delle Cattedrali Gotiche, esso ha una forma stretta ed appuntita. Deriva dall’intersezione di due cerchi con lo stesso raggio ma aventi centri diversi e che vengono uniti a formare una punta.

La volta a crociera ogivale è formata dall’incrocio di due archi a sesto acuto, in questo modo il peso della volta viene scaricato sui pilastri polistili, cioè pilastri formati da fasci di colonnine (vediamo sotto uno schizzo che raffigura un arco a sesto acuto e una volta a crociera ogivale).

Architettura Gotica schizzo.jpg

  

 

Le spinte laterali delle volte a crociera sono assorbite all’esterno dagli archi rampanti, i quali trasmettono ai contrafforti che a loro volta le scaricano al suolo. Con questa geniale trovata le varie spinte verticali ed orizzontali degli archi vengono tutte neutralizzate e anche liberano il peso ai vari muri che non svolgono più una funzione portante. Queste possono essere interrotti da aperture e finestre, queste ultime chiamate bifore o trifore a seconda se hanno due o tre aperture e vengono chiuse da coloratissime vetrate.

Gli spazi si dilatano, gli ambienti si moltiplicano e tutto diventa all’apparenza più complesso. Aumenta il numero delle navate, fino ad 5 quelle minori si prolungano e circondano il presbiterio, formando il deambulatorio (sorta di camminatoio) e lungo il perimetro delle Cattedrali si costruiscono delle piccole Cappelle. Continua…

Le caratteristiche che più si notano all’esterno di una Cattedrale Gotica, che la rendono bellissima e unica sono le guglie e i pinnacoli, assieme poi alle decorazioni e le statue che sembrano coronare il tutto con quella forma slanciata in verticale. Il tutto conferisce alla costruzione un senso di grande leggerezza e di straordinaria bellezza (vediamo due esempi sotto di sezione di Cattedrale Gotica).

Sezione di campanile Gotico.jpg

 

 

Secondo esempio

 

Sezione Gotica di chiesa.jpg

 

 

L’architettura Gotica in Italia.

Lo stile Gotico in Italia viene portato dall’Ordine Cistercense (un ordine fondato da monaci) intorno al XII e XIII secolo. Ma in Italia le caratteristiche delle famose Cattedrali Gotiche Francesi venne un pò ridimensionato, infatti l’Ordine Cistercense che aveva come ideale la povertà evangelica fa ridimensionare le grandiosità e le ricchezze decorative, cosi come fa contenere lo slancio verticale che erano tipiche delle Cattedrali d’Oltralpe. Tutto questo per esempio si può vedere andando a visitare la Chiesa abbaziale di Fossanova nel Lazio, che ha un aspetto molto austero e spoglio proprio come l’Ordine desiderava.

In Italia anche se furono usati ed impiegati elementi tipici architettonici dell’ Arte Gotica francese come archi acuti, volte ogivali, pilastri a fascio ecc. nel Gotico italiano, prevalgono la semplicità e la misura. Il verticalismo è moderato e i muri perimetrali conservano la loro compattezza.

L’Architettura civile in Italia.

In Italia nel XIII secolo le maggiori città si dotavano di nuovi edifici a scopo pubblico e privato. Nell’Italia settentrionale per esempio i Palazzi pubblici sono soprattutto luoghi di assemblee e quindi il piano inferiore si apre con un vasto porticato mentre il piano superiore ospitava la sala delle riunioni (vediamo per esempio il Palazzo di Piacenza).

Nell’Italia centrale invece i Palazzi pubblici erano anche adibite a residenze dei rappresentanti del Governo cittadino. Scompare il loggiato a pianterreno e la struttura diventa più compatta, quasi militare con tutti quei merli, ballatoi, feritoie ecc. (vedi per esempio il Palazzo pubblico di Siena).

In questo periodo vengono costruiti numerosi Castelli a scopo prevalentemente di difesa nelle campagne e nelle valli di tutta Italia. In special modo,quelli fatti costruire dall’Imperatore Federico II nell’Italia meridionale raggiungono un alto livello tecnico ed artistico. Uno dei più famosi fra questi castelli Federiciani è quello di Castel del monte presso Andria in Puglia ove si può ammirare la pianta dell’edificio con le sue otto torri e il cortile interno ottagonale, esso ha mura e strutture possenti a simboleggiare tutta la forza del Sovrano.

Per le vostre curiosità o gli studi leggete gli articoli sulla pittura gotica e su Giotto che trovate nelle categorie in Arte Gotica.

 

Invito anche tutti i Lettori a scrivere in merito all’argomento trattato qui. Se avete qualche notizia da aggiungere o soltanto un parere da far conoscere ai lettori.

Giotto arte gotica 2.jpgL’ Arte e lo stile Gotico inizia e si sviluppa principalmente nella Francia Settentrionale intorno alla seconda metà del XII secolo per poi diffondersi nel resto dell’Europa. Dalle nostre parti era il periodo in cui i Comuni dell’Italia centro-settentrionale e le varie monarchie che esistevano cercavano di avvantaggiarsi sui già indeboliti Impero e Papato. Infatti i Comuni cercavano di svilupparsi sia economicamente che politicamente e proprio questo sviluppo favorisce il diffondersi di una ricca borghesia nei vari comuni, i quali insieme ai potenti ordini religiosi di allora e ai potenti Sovrani iniziano a commissionare ed a promuovere delle realizzazioni di opere d’Arte.

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