Tra le stupende e importanti opere pittoriche che il più importante Museo d’arte del mondo, cioè il Louvre di Parigi espone con tanta cura, dando grande gioia ai nostri occhi e ai nostri sensi, troviamo anche un meraviglioso e misterioso (per via della sua attribuzione incerta e del suo reale significato) capolavoro realizzato da geniali mani italiane intorno all’anno 1510, conosciuto col titolo di Il concerto campestre e attribuito con lacuni dubbi al Giorgione di cui sotto possiamo vedere una immagine (cliccate su di essa per ingrandire un poco).

 

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Questo dipinto viene indicato dalla tradizione storica e da molti esperti d’arte come un opera di Giorgio gasparini o Zorzi da Castelfranco, dal nome della località di nascita come si usava in quel tempo ma per tutto il mondo artistico conosciuto con il suo celebre soprannome di Giorgione. Negli ultimi tempi però alcuni esperti e storici d’arte hanno sollevato alcuni dubbi, attribuendo il dipinto ad uno dei migliori allievi del Giorgione, il Tiziano che come sappiamo tutti noi con la sua arte e il suo stile è diventato un grandissimo artista e maestro, mentre altri indicano Sebastiano Del piombo o Palma il Vecchio. Continua

Comunque nella speranza che un giorno non tanto lontano gli esperti d’arte possano darci con assoluta certezza il nome dell’artista italiano che con il suo grande genio e la sua abilità tecnica ha realizzato questa meraviglia che ci inorgoglisce come uomini italiani una volta di più, diamo alcuni semplici dati su di essa. Il concerto campestre è un dipinto conservato presso il Museo del Louvre sito nella città francese di Parigi, realizzato intorno agli anni vicini al 1510 attraverso l’uso sapiente e attento dei colori a olio stesi su una tela che ha come dimensioni 118 centimetri di altezza e 138 centimetri di larghezza. La scena raffigurata nel quadro descrive una verde vallata in cui si intravedono sullo sfondo alcune costruzioni di un villaggio nascoste dagli alberi. In primo piano notiamo tre personaggi seduti sul prato in circolo intenti a discutere e suonare tra loro di cui due sono uomini, forse dei ricchi nobili vestiti con degli eleganti abiti del tempo. La terza persona è una donna che tiene in mano un flauto completamente nuda con una sorta di telo che le cinge appena le parti intime basse. Vicino a questi tre personaggi seduti vediamo il primissimo piano una altra giovane donna completamente nuda a parte un telo che le avvolge parte delle gambe. Quest’ultima è in piedi e da spalle agli altri mentre sembra assorta nei propri pensieri e versa dell’acqua da una brocca trasparente dentro un sorta di pozzo o vasca sulla quale si appoggia con una mano. Il dipinto ci mostra anche un pastore che in lontananza e sotto un grande albero sembra voler suonare anch’esso uno strumento (forse un violino?) mentre sorveglia il proprio gregge, che sembra disturbare il trio seduto. Gli esperti ci indicano che Il concerto campestre può rappresentare un Allegoria dedicata alla poesia e alla musica, con le due donne nude dalla bellezza ideale quasi come fossero due apparizioni irreali, dovute alla fantasia dei due musicisti seduti, quindi come fossero le loro muse ispiratrici. Il colore nel dipinto è molto materico pieno di punti luminosi o scuri stesi come fossero del pulviscolo che riempe ogni punto della tela e costruisce le forme e i corpi delle cose e dei personaggi. Questo è la resa e la forza espressiva dei colori della famosa pittura tonale degli artisti veneti iniziata dal grande Giorgione, che consiste nell’accostare e fondere le differenti tonalità di ogni colore, in modo da non creare dei forti e netti contrasti sulla tela.

Quale preciso messaggio voglia darci l’artista con questo suo capolavoro è ancora un bel mistero per gli esperti di arte e tante sono state le descrizioni e le interpretazioni su di esso. Mi piacerebbe sentire anche le vostre che sicuramente saranno altrettanto interessanti.

Per il momento la cosa giusta da fare è poterne godere tutta la bellezza e la forza che ci offre.

 

Il concerto campestre del Louvre stupendo e misterioso capolavoro degli inizi del Cinquecentoultima modifica: 2012-09-17T15:25:00+02:00da kigei
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