Il primo Rinascimento della pittura e dell’uomo in Italia durante il Quattrocento.

pittura del quattrocento,arte,arte del quattrocento,pittori italiani,rinascimento,tecniche artisticheGli anni che appartengono al secolo Quattrocento vengono considerati dagli storici come degli anni d’oro, soprattutto in alcuni importanti settori sociali e culturali, come per esempio quello dell’arte in cui ci furono delle vere e proprie rivoluzioni sia di pensiero che tecniche. Oggi in tutto il mondo questo importante periodo storico, viene riconosciuto anche con un termine forse più azzeccato che è “Rinascimento”. Anche se questo termine sembra che fosse già presente in alcuni scritti del biografo di artisti Giorgio Vasari nel Cinquecento, questo termine venne adottato per la prima volta come una vera “espressione” in tempi più recenti dallo storico svizzero Jacob Burckardt, in un suo saggio “La civiltà del Rinascimento in Italia” del 1860, in cui si parla e si esalta la figura di un nuovo uomo dell’Italia nei secoli Quattro-Cinquecenteschi. Col termine Rinascimento, si indica infatti la rinascita e lo sviluppo di una nuova società, soprattutto avuta nel campo culturale ed artistico, che avviene dopo quel lungo periodo (di quasi mille anni) trascorso di forte decadenza e di “buio totale” che abbiamo imparato a conoscere col nome di Medioevo. L’uomo nuovo del post-Medioevo diviene il simbolo, l’uomo italiano del Rinascimento e delle potenti Signorie e dei Principati, viene esaltato e riconsiderato, si mette al centro del mondo stesso, divenendo con la propria volontà e la propria intelligenza, l’artefice principale di tutto. Questo per esempio nel campo culturale, letterario o quello di grandi studi e di grandi ricerche, dove l’uomo cerca, scruta attentamente i fenomeni e le cause della natura e della realtà con razionalità e attenzione. Nel campo dell’arte è già durante i primi decenni del Quattrocento che si iniziano a avere le prime tracce e i primi “vagiti” di quello che sarà definito poi come un cambiamento epocale e rivoluzionario per l’intera storia dell’arte. Infatti è proprio di questi primi anni che da quella che viene conosciuta come l’arte Tardo gotica, che era l’arte tradizionale sino a quel momento, che alcuni artisti fanno i primi piccoli e timidi tentativi, confusi e frammentari di una loro nuova ricerca, che porteranno infine alla radicale trasformazione del linguaggio, del realismo e delle forme compositive.

Le nuove caratteristiche e le scoperte nella pittura del Quattrocento.

Nel Quattrocento le persone, gli artisti hanno la sensazione vera di percepire quest’aria positiva di grande cambiamento che sfocerà nel Rinascimento. Si scopre in questo secolo da parte dei ricchi Signori la bellezza del Mecenatismo verso gli artisti più bravi, che non sono più visti come dei semplici artigiani, ma come dei veri artisti, spesso geniali e con qualcosa in più. Nel campo della pittura e delle sue tecniche, si faranno grandi scoperte con nuovi ritrovati e materiali che faranno la fortuna di tanti artisti. Come non citare i colori a olio, molto più brillanti e malleabili che prenderanno il posto di quelli a tempera usati sino ad allora. Daranno un grande aiuto agli artisti non solo per la loro resa artistica, ma anche per il loro stesso utilizzo che può essere più lungo senza avere la paura di seccarsi e di perdere materiali. Con i colori a olio si potranno correggere meglio e sino all’ultimo minuto dettagli e particolari di un opera prima impossibili da eseguire. Nel Quattrocento gli artisti avranno anche da usare per i loro schizzi e progetti la sanguigna o il pastello. Con questi nuovi strumenti di pittura, che prenderanno col tempo il posto del carboncino o della punta d’argento, si realizzeranno meravigliosi disegni e schizzi che amanti dell’arte e semplici collezionisti inizieranno ad apprezzare come vere opere a sé stanti. In questo secolo si inizierà anche ad utilizzare come supporto per le opere di pittura un altro materiale, quello in tela che troviamo come sappiamo anche ai nostri giorni e che prenderà il posto delle tanto celebrate tavole in legno. Nella tecnica artistica dell’affresco, che in questo secolo ritrova un grandissimo sviluppo e una bellezza unica, gli artisti sperimentano positivamente il nuovo metodo dello “spolvero” eseguito sull’intonaco fresco attraverso l’utilizzo di cartoni bucherellati, che rappresentano il disegno preparatorio. Per auto-celebrarsi i potenti iniziano a farsi realizzare dai pittori dei ritratti importanti, capaci di esaltare la loro ricchezza e il loro potere. Lo studio dei ritratto, della posa del personaggio diventerà spesso l’unica forma d’arte per alcuni grandi artisti del Quattrocento, che porteranno il ritratto a nuovi livelli percettivi e espressivi (su in alto possiamo vedere una celebre opera di Antonello da Messina ritratto di uomo del 1475-76).

Ma tra tutte queste grandi novità e tecniche della nuova pittura, quella che diviene la più importante per gli artisti è sicuramente qualcosa di più “astratto”, un principio che rivoluzionerà tutta l’arte nel futuro. Si parla dello studio e del nuovo uso della prospettiva lineare, capace di aiutare sia l’architetto che l’artista che voglia costruire opere pittoriche con forme plastiche e quindi molto più realistiche. Questa nuovo principio sulla prospettiva fu teorizzato e spiegato in modo scientifico per la prima volta dal grande maestro e architetto Filippo Brunelleschi.

Le aree per la nuova pittura del Rinascimento – Le Fiandre e la Toscana.

In modo quasi (cronologicamente) contemporaneo e sembra del tutto senza legame tra di essi, negli anni trenta e quaranta del Quattrocento, vengono localizzate due importanti aree in Europa che sono il centro focale per la ricerca e lo sviluppo di questa nuova pittura Rinascimentale. Questi due centri sono nella nostra Italia, in Toscana dove inizia a lavorare anche un giovane ma promettente artista, che viene soprannominato “Masaccio”, mentre l’altra area si trova nelle lontane e fredde Fiandre del Nord Europa, tra le terre del Gand e del Bruges, dove lavora e sperimenta la pittura e il suo realismo l’artista fiammingo Jan Van Eyck, colui che più di tutti perfezionò e sviluppò la tecnica dei colori a olio e che insieme al Masaccio sono considerati dagli storici dell’arte tra i primi pionieri della pittura rinascimentale del Quattrocento. Qui sotto vediamo I coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck.

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Alcuni dei pittori italiani che fecero davvero grande il Quattrocento.

Tra i più apprezzati e celebri maestri italiani che fecero grande la pittura del Quattrocento, soprattutto vivendo una vita tutta dedicata alla cultura e in particolare alla pittura, creando delle meravigliose opere pittoriche come affreschi e dipinti unici che ci trasmettono forti emozioni e una grande bellezza nell’osservarli, troviamo quelli elencati sotto. Questi artisti (sono stati presi soltanto alcuni dei più celebri e rappresentativi tra i numerosissimi artisti di tutto il Quattrocento). Potete trovare gli articoli sul blog che riguardano questi artisti nella lista dei grandi artisti che trovate nelle colonne a lato.

Masaccio, Beato Angelico, Filippo Lippi, Andrea del Castagno, Paolo Uccello, Antonio Benci detto Il Pollaiolo, il Verrocchio, Luca Signorelli, Benozzo Gozzoli, Il Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Piero di Cosimo, Domenico il Veneziano, Piero della Francesca, il Perugino, il Pinturicchio, Antonello da Messina, il Bramantino, Francesco del Cossa, Andrea Mantegna, Carlo Crivelli, i fratelli Gentile e Giovanni Bellini, il Giorgione, Vittore Carpaccio, Sandro Botticelli, Filippino Lippi, Leonardo da Vinci.

L’arte e la pittura nel Quattrocento con i più grandi pittori italiani del Secoloultima modifica: 2012-06-26T17:00:00+02:00da kigei
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One Thought on “L’arte e la pittura nel Quattrocento con i più grandi pittori italiani del Secolo

  1. Ti ho letto volentieri.
    Un caro saluto da pia
    ciao!!!!!

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