Il dipinto conosciuto come La Venere e Adone (del Museo di Madrid, il Prado), è un opera realizzata dal grande artista veneto Tiziano Vecellio, di cui ancora non si conosce bene l’anno di nascita, (dovrebbe essere tra il 1480 ed il 1490), mentre la morte risale al 1576. Questo artista, è stato insieme al suo grande Maestro, il celebre pittore Giorgione, uno dei più grandi esponenti della corrente artistica, che prese il nome di Tonalismo veneto, oltre a divenire anche, uno dei più grandi artisti in assoluto della storia dell’arte. Qui sotto la Venere e Adone del Museo Prado.

Tiziano 1553 prado.jpg

 

Gli artisti del Tonalismo, realizzavano le loro opere attraverso il colore. È il colore che crea e definisce le forme, TizianoVenereAdoneLondra 1555.jpgprevalendo sul disegno o sulle linee che servirebbero per i contorni. Il termine tonalismo, deriva dal fatto, che questi artisti, in special modo Giorgione prima, e dopo anche Tiziano, usavano creare l’illusione della profondità spaziale, attraverso le variazioni di tono che ha ogni colore, che con i differenti gradienti, che portano ognuno una luminosità diversa, riescono a darci quella meravigliosa e forte sensazione di profondità e di spazio “reale”.

Il Tiziano, apprende questa meravigliosa tecnica del colore tonale, da Giorgione, però alle atmosfere misteriose, molto malinconiche e quasi immobili delle opere del maestro, contrappone una sua arte, più tesa, più dinamica ed anche più espressiva.

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Il dipinto La Venere e Adone del Prado di Tiziano – breve storia.

VenereAdoneRoma 1555 ca.jpgQuando si parla dell’ opera di Venere e Adone che si riferiscono al pittore veneto Tiziano, si cerca di specificare anche quale versione sia. Infatti, l’artista veneto, dipinse più di una versione durante gli anni, avente sempre il soggetto mitologico di Venere e Adone.

Qui si parla della Venere e Adone, conservata presso il Museo di Madrid del Prado (vedi immagine all’inizio), che è stata la prima ad essere realizzata dal Tiziano, nel 1553, su commissione del re spagnolo Filippo II. Questa del Prado, essendo la prima, è anche ritenuta la più importante, in quanto le altre, diciamo derivano da questa. Essa è realizzata su tela, con la tecnica dei colori ad olio, ed è di dimensioni di 186 per 207 centimetri circa.

In quel periodo, vi era una grande influenza da parte di molti artisti, verso la mitologia e tutti quei personaggi “leggendari”. Filippo II, non era un vero mecenate per gli artisti, ma era un abile collezionista d’arte, e riusciva a capire, quando un pittore poteva diventare celebre, come nel caso di Tiziano.

Cosa descrive il dipinto.

TizianoVenereAdoneNewYork 1560 ca.jpgÈ l’alba. Dopo una notte d’amore il cacciatore Adone prepara i cani e, lasciando Amore ancora addormentato, parte per la caccia, invano trattenuto dalla bella Venere.

Tiziano rappresenta un momento particolare della storia: l’abbandono di Venere, che torcendo il corpo, cerca di trattenere il giovane. La partenza è favorita da Amore che dorme e dunque non può nulla in quel momento. La conclusione inevitabile, cioè la morte di Adone, non interessa l’artista, che invece vuole rappresentare la negatività della caccia, metafora della vita, soggetta ai capricci della fortuna e all’ingiustizia divina.

È dunque un punto, questo della fuga di Adone, non narrato da Ovidio e dalla tradizione, che Tiziano inventa del tutto: non è più Venere che parte ma Adone che preferisce la caccia; in tal modo vene accentuata la decisione tragica di partire per la caccia e il tentativo di Venere di trattenerlo; questa “licenza artistica” fu criticata anche da Borghini nel Riposo.

Tutta la scena, con Adone che guarda senza guardare, l’anfora – segno della voluptas – rovesciata a terra, Amore addormentato che ha ancora in mano la freccia della passione, fa pensare ad una realtà di erotismo non consumato o almeno interrotto.

La postura molto particolare di Venere ha fatto pensare ad una famosa serie di rilievi nota col nome di Letto di Policleto. Mentre però la parte superiore del corpo è resa con naturalismo e proporzioni perfette, bacino e gambe sembrano sproporzionate ed eccessivamente pesanti su fianchi e cosce.

Nelle immagini potete vedere, le varie versioni della Venere e Adone del Tiziano. In ordine dall’ alto in basso, trovate quella del Museo Prado 1553, quella della National Gallery di Londra 1555, quella di Roma alla Galleria Nazionale di arte antica 1555 circa, quella del Metropolitan Museum of art di New York 1560 circa. Potete cliccarci sopra per ingrandirle.

Ve ne sono altre ancora, presso Los Angeles, Oxford etc.

 

Il Tiziano celebre pittore e le opere di Venere e Adone – tra arte e mitologiaultima modifica: 2011-04-04T15:38:00+02:00da kigei
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