L’artista italiano Antonio Canova. (Alcuni spunti sono tratti dalla famosa Enciclopedia virtuale Wikipedia).

 

Antonio Canova e la sua giovinezza.

Canova autoritratto.jpgIl grande artista che conosciamo con il nome di Antonio Canova nacque a Possagno, un piccolo paesino della provincia di Treviso il 1 Novembre del 1757 e morì a Venezia il 13 Ottobre del 1822. A lato un autoritratto del Canova, cliccate per ingrandire.

Sin da piccolo il Canova fu affascinato dall’arte e dalla scultura, anche perché orfano del padre la madre Angela Zardo risposandosi, lo volle affidare alle cure dei Nonni. Il nonno Pasino Canova, un tagliapietre che era anche uno scalpellino e un discreto scultore di fama locale lo portava con se quando realizzava i suoi lavori. Il nonno Pasino spesso faceva dei lavoretti nella grande villa del Senatore veneziano Giovanni Falier e fu proprio il Falier che in qualche modo divenne il primo Mecenate del piccolo Canova, intuendone il talento immenso che aveva Antonio o Tonin, come veniva chiamato simpaticamente dai conoscenti e amici nel dialetto veneziano.

Si racconta infatti un episodio famoso dove il piccolo Antonio durante una cena con tante personalità importanti si mise velocemente a scolpire un panetto di burro, riuscendo già con maestria e abilità a raffigurare un leone dalle forme perfette. Il padrone di casa, il Senatore Falier rimase meravigliato e intuendo il grande talento del piccolo Canova si interessò personalmente dello studio e della formazione artistica.

Quando aveva 11 anni Antonio fu mandato a lavorare e a conoscere le basi e le tecniche presso lo studio di scultura dell’artista Giuseppe Bernardi, detto il Torretto, che aveva la bottega a Pagnano d’Asolo vicino a Possagno. Tramite questi maestri “Torretti”, Antonio conobbe il mondo artistico veneziano con le influenze del Rococò, ma anche i suoi “fermenti artistici”, e tutte le novità che iniziavano a nascere. A Venezia ebbe poi modo di frequentare anche la Scuola di nudo dell’ Accademia locale, dove imparò e approfondì lo studio del disegno che per il suo futuro lavoro di scultore sarà sempre molto importante. Canova andava spesso anche ad ammirare i calchi di gesso presso la Galleria dell’ artista Filippo Farsetti, osservando con attenzione e facendone sempre grande tesoro.

Ma con il suo carattere sempre alla ricerca di nuovi stimoli, lo portarono ad aprire una sua personale bottega d’arte nell’anno 1775, quando era appena diciottenne.

Qui iniziò pian piano a farsi conoscere come artista prima a Venezia, poi nel resto del Veneto e quindi via via in tutta l’Europa, iniziando a innamorarsi e a ispirarsi alle regole e alla bellezza dell’Arte classica, quella dell’antica Grecia e per intenderci dei Grandi Maestri come Fidia, Policleto, Prassitele e tanti altri.

Alla fine del 1779 il Canova si trasferì presso la città di Roma dove continuò a lavorare e a conoscere molti artisti Neoclassici che rafforzarono le sue idee sul Neoclassicismo portandolo ormai come era giusto ad un grande successo come Maestro nella scultura che venne riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

 

Le influenze dell’ Arte Greca sul Canova.

Canova Amore e Psiche part.jpgAntonio Canova ebbe il grande merito artistico, più di qualsiasi altro scultore di far rivivere nelle sue opere, l’antica bellezza delle statue greche, ma soprattutto la grazia non più intesa come epidermica sensualità Rococò ma come una qualità che solo attraverso il controllo della ragione può trasformare gli aspetti leggiadri e sottilmente sensuali, in un’idealità che solo l’artista può rappresentare evitando le violente passioni e i gesti esasperati. A lato potete vedere in un particolare del capolavoro Amore e Psiche. Vediamo come l’artista con il suo grande genio riesce ad “incorniciare” e a fermare il tempo, portando lo sguardo dello spettatore verso il punto più importante dell’opera. Le braccia di Psiche diventano una sorta di “cornice” al momento magico ricco di tensione sensuale che è l’attimo prima del bacio. Bello e straordinario davvero! 

Egli nella sua arte aveva studiato come ricalcare le tecniche degli antichi scultori greci, dal disegno (schizzo) che è il primo importante passo di un lavoro, poi passava al bozzetto realizzato in terracotta o cruda, o magari in cera, materializzando così e subito, la forma reale dell’opera. L’ idea che il genio artistico suggeriva alla sua mente, iniziava così a divenire qualcosa di reale di vero, di visibile.

Canova Amore e Psiche.jpgLa seconda fase era quella dedicata alla statua in argilla sopra la quale veniva colato il gesso. Su questo modello venivano fissati i chiodini (repère) che attraverso l’utilizzo di uno speciale compasso (chiamato pantografo), servivano a trasferire nel marmo le esatte proporzioni dell’opera in gesso. Il Canova poteva vedere in questo modo la forma, le varie dimensioni e proporzioni della statua e capire gli eventuali errori da correggere in seguito.

Alcune di queste opere in gesso complete di repère sono oggi pezzi unici al mondo e considerati loro stessi grandi capolavori, perché non esistono più gli originali in marmo andati perduti o distrutti. Tra gli altri vi era il monumento a George Washington, distrutto in un incendio negli Stati Uniti, i busti di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte, i Regnanti di Napoli.

Una grande influenza ebbero su di lui i temi e le letture dei classici della mitologia greca che era solito farsi leggere mentre lavorava; più di tutte le opere di Omero. Canova era anche un grande lavoratore, capace di restare all’opera anche 12-14 ore al giorno senza sosta alcuna. Questi particolari sono confermati dalle lettere al suo amico Melchior Cesarotti.

L’artista ogni volta cercava di raggiungere la perfezione nelle sue opere. Io mi associo a tutte quelle persone, esperti e storici di arte che affermano che in alcune sue opere di scultura, il Canova ha davvero raggiunto la perfezione dell’arte. Per molti di questi esperti di arte Antonio Canova fu soprannominato giustamente come “il nuovo Fidia” per la sua arte Neoclassica e per le sue Statue, che avevano spesso soggetti mitologici. Fidia è stato uno dei più importanti artisti dell’Arte Classica della Grecia antica, nel periodo intorno alla seconda metà del V Secolo a.C.

canova le tre grazie.jpg

Come non rimanere assolutamente sbalorditi e quasi “storditi” davanti a opere (vedi immagini) come Amore e Psiche (1788-1793), Le tre Grazie (1813-1816) e tanti altri stupendi capolavori che sono come degli “Ambasciatori” della bellezza ideale e sensuale, oltre che della migliore Arte Italiana che come sappiamo tutti noi è una delle più importanti della storia, grazie al nostro Patrimonio artistico ammirato nel mondo. Dobbiamo sentirci sempre più orgogliosi dei Nostri grandi Maestri e degli Artisti Italiani, sia del passato che moderni e per questo dobbiamo anche farci sentire a gran voce, per proteggere tutta la Cultura e l’Arte Italiana che di questi tempi purtroppo non “naviga” in buone acque.

 

Se Vi fa piacere leggete anche gli altri articoli relativi alla vita di Antonio Canova e le sue straordinarie opere d’arte come per esempio:

L’opera di Antonio Canova  Paolina Borghese

L’opera di Antonio Canova Amore e Psiche

 

 

Arte e Antonio CANOVA – lo scultore del Neoclassicismo che affascina il mondoultima modifica: 2011-03-11T14:35:00+01:00da kigei
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