Pablo Picasso.jpgHo scritto già qualcosa sulle origini (trovate gli articoli relativi tra le colonne a lato) del grande artista spagnolo PABLO PICASSO dicendo come sin da piccolo grazie anche alla passione e alla forte influenza del padre veniva avvicinato al mondo straordinario e complesso dell’arte iniziando a curiosare e a fare suo attraverso i suoi occhi tutto ciò che lo circondava.

Anche la madre (Maria Picasso Lopez) però con la sua sensibilità femminile, con il suo amore e la sua tenerezza influenzò il giovane Pablo. Da lei imparò anche la differenza tra le persone povere e umili che non potranno mai entrare in quel “gioco” perverso del potere che è solo dei ricchi. Tutti gli insegnamenti e l’amore della madre portarono Pablo a ripagarla nel giorno in cui capì che l’arte era la sua vita e la sua strada, prendendo come nome d’arte il cognome della madre (appunto Picasso) e diventando in questo modo immortale al mondo, col nome che tutti noi conosciamo bene e cioè Pablo Picasso.

L’artista durante i primi anni di noviziato non trova subito fama e ricchezza, anzi periodi di stenti, di battaglie e di polemiche oltre che anni di ricerca interiore e artistica gli faranno da cornice. Neanche gli amici e gli artisti che conosce a volte lo capiscono, perché Pablo fin dai precoci inizi della sua carriera artistica di pittore si pone di fronte ai problemi d’arte con un animo tutto nuovo, con una mentalità e una prospettiva che appartiene al futuro.

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Picasso non cerca di dipingere come fanno la maggior parte dei pittori dei quadri “belli”, non cerca di fotografare diciamo così la realtà come fanno gli Impressionisti. Egli si ribella a ciò e le sue ricerche si spingono su un terreno nuovo e sconosciuto, dove non bastano solo gli occhi per cogliere la mutevole realtà delle cose. Se Pablo viene emozionato da un oggetto o una figura umana, egli cerca innanzi tutto di mettere su tela quella emozione, e non importa se alla fine, l’ opera sembra totalmente diversa da come si immaginava all’ inizio, o l’ oggetto sembra non riconoscersi nella tela.

Pablo Picasso Vecchio ceco e giovane periodo blu.jpgMolti esperti hanno definito idealmente Pablo Picasso come un bambino che gioca con colori e forme allo scopo di raccontare pezzi di storia e realtà così come li sente nella sua anima. Questo lo porterà per esempio ad avere vari e differenti periodi durante la sua carriera artistica e i suoi studi. Vi sarà il periodo in cui sarà incuriosito e cercherà di darsi delle risposte sulle condizioni dei più umili, di tutte quelle persone sole che vengono emarginati dalla società. I discorsi della madre sono serviti a renderlo più sensibile, più “umile”. Pablo, comincia a dipingere questi poveri disgraziati, usando quasi totalmente il colore blu, colore che per l’artista simboleggia e serve a raffigurare la tragedia, la solitudine e la povertà di questa povera gente, che è quasi come un fantasma per la società “normale”, ma con cui deve fare i conti ogni giorno. Le straordinarie opere di questo periodo di Picasso, saranno ricordate come le opere del “periodo blu”. (a lato vedi Vecchio ceco e giovane).

Ma l’artista è sempre alla ricerca di far uscire il suo genio innato allo scoperto, pronto a nuove emozioni. Arriva così il momento della gioia e della felicità, e i suoi colori si trasformano dal “triste” blu al rosa, un colore tenue, che sembra sprizzare serenità, speranza, come se fosse la Primavera dove tutto sboccia. Questo periodo verrà conosciuto come il “periodo rosa”, perché Picasso userà quasi completamente questo unico colore, con le sue tonalità, per simboleggiare la gioia di vivere e la felicità dei suoi personaggi raffigurati. (vedi sotto Maternità).

Pablo-Picasso-Maternity-162959.jpg

 

Durante tutte e due i periodi, l’ artista non dipinge la realtà come la vedono i suoi occhi, ma come la percepisce la sua anima, aperta agli incanti, alle seduzioni o ai drammi della vita di ognuno. Picasso, riesce anche con il suo genio, ad infondere in ogni opera, anche lo “stupore” che è proprio del periodo dell’ infanzia, quella meraviglia e quella gioia, che ognuno di noi abbiamo quando siamo piccoli, ed ancora “innocenti”, puri e privi di malizia. Il tutto però, contenuto nei termini di un “discorso” che ha il freddo rigore di un intelletto maturo. Questo fa parte del genio Picasso. Un “vecchio – bambino”, come diceva qualcuno, che non cerca di realizzare attraverso la sua pittura, una tecnica nuova, da accademia, insomma non vuole insegnare o cambiare i canoni e le norme artistiche. La sua è una bellissima “avventura”, che racchiude in se, sempre, le sorprese più impensabili e clamorose.

<<Io non cerco, io trovo>>, disse una volta di se stesso.

Se Picasso per esempio, dipinge una donna, e questa ha tutta l’ apparenza di un mostro sulla tela, è soltanto perché in quel preciso momento i “mostri”, si sono saldamente annidati nella sua anima, ed egli avverte il bisogno prepotente di liberarsene, fissandoli, a mo di incubi, sulla tela. Lui non vuole stupire la gente, quando “violenta” le forme, come qualcuno affermava in quel periodo, vedendo i suoi quadri “mostruosi”. Quella è la sua verità, quella è la sua anima, le sue emozioni e basta.

(leggi se ti fa piacere gli altri articoli su Picasso su questo blog, ed altri ne arriveranno. Vedi nella barra a destra).

 

Arrivederci

 

Il pittore PABLO PICASSO – Arte idee e curiosità del grande artista spagnolo del Novecentoultima modifica: 2010-07-02T16:18:00+02:00da kigei
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