Sembra che non era un bell’uomo il celebre artista conosciuto come Giotto, colui che fu allievo di Cimabue. Aveva una gran fronte rotonda e sporgente, un aspetto rozzo ed era nei lineamenti come nei modi assolutamente privo di nobiltà e di finezza. In fondo era nato come un semplice contadino. Nato nel 1266 a Colle di Vespignano, una località del Mugello trascorse in quella zona la sua adolescenza. Per questo arrivando da ragazzo a Firenze, la città con tutta quella gente, con tutti quegli edifici, gli aveva fatto una gran impressione.

Appena i suoi guadagni glielo permisero acquistò una casa un poco in periferia. Con gli altri guadagni Giotto preferì comprare terreni nella sua Vespignano, nei luoghi che lo avevano visto povero e pastore.

Giotto era un amministratore molto pignolo, attentissimo dei suoi interessi. Si sà questo dai pochi documenti certi che sono rimasti e che sono atti notarili e processuali. I suoi guadagni furono notevoli ma erano frutto di una attività incredibile. Infatti riuscì a fare anche se aiutato da collaboratori, vastissimi cicli di pitture senza avere mai stanchezza di ispirazione, anzi sembra che andava sempre più migliorandosi con tanta creatività e inventiva.

Il pittore che dipinse San Francesco.

La sua prima vera occasione la ebbe ad Assisi. Contrariamente al desiderio del Santo, che non voleva costruire Chiesa grandi, i suoi successori ne avevano eretto due, grandissime l’una sopra l’altra. Pare che Giotto abbia lavorato alle decorazioni pittoriche di queste chiese anche a fianco di Cimabue, quando ancora era giovane e sconosciuto. Certo ad Assisi dovevano averlo conosciuto bene visto che dopo chiamarono lui per raccontare con immagini la vita di San Francesco, sulle pareti laterali della Chiesa superiore. Mentre per gli altri argomenti religiosi, come per esempio la Vergine col Bambino, gli Angeli o le Crocifissioni, esistevano dei precedenti, una tradizione, che stabiliva in quale modo presentare le scene, questo di San Francesco invece, era un tema nuovo. E Giotto, che si sentiva come un “poeta” nuovo, ed era portato spontaneamente a disinteressarsi dei modelli che gli offriva la pittura passata, non si lasciò sfuggire l’ occasione. E per la storia di San Francesco, Giotto prese spunto direttamente dalla realtà.

Anche il grande Santo, era come il pittore, aveva cercato di far vedere che Dio era ovunque, nella Natura, nei più piccoli animali, e questo portò Giotto, a cercare una pittura nuova, e a narrare la realtà con scene e personaggi reali.

Si vedeva una spontanea affinità di sentimento tra l’ artista, il suo tempo e il soggetto.

L’estrema amarezza.

Giotto visse a lungo,più di settant’ anni, dei quali cinquanta di piena attività artistica. Aveva percorso l’ Italia richiesto da tanti personaggi famosi e autorevoli. Era ricco, era insomma, una figura molto popolare.

Ma la sua pittura era stata davvero capita? Poco e forse da qualche spirito illuminato. Per esempio il Petrarca scrisse della pittura del Giotto: <<questa bellezza, gli ignoranti (gli indotti) non la comprendono. Ma essa stupisce i maestri dell’arte>>.

Nel 1334 si presentò un occasione per Giotto. L’artista venne nominato capomastro dell’opera di Santa Reparata, (il Duomo) a Firenze. Egli voleva lasciare una grande opera per questa bella città prima di morire. Giotto oltre che pittore era anche un bravo scultore e un architetto. Quest’ ultima era la sua passione segreta e lo aveva dimostrato anche nei suoi dipinti, che hanno spesso nello sfondo grande abbondanza di elementi architettonici. Decise perciò di realizzare un progetto ambizioso. Fare sorgere proprio nel cuore della città, accanto al Duomo, la più bella torre di Firenze. Il 19 Luglio di quello stesso anno, egli poneva la prima pietra del campanile del Duomo. Ben presto i fiorentini, che amavano criticare tutto, cominciarono a spargere la voce, che il campanile non si sarebbe retto in piedi. Il peggio è che anche Giotto fu assalito da dubbi, e se avessero ragione? Il vecchio cuore non riuscì a reggere a queste preoccupazioni, e l’ 8 Luglio del 1337, morì portando con se nella tomba tutta l’ amarezza dell’ artista che si sente incompreso. Ma il suo campanile, il campanile di Giotto è ancora in piedi e al pari dei suoi dipinti celebra la gloria di questo sommo artista.

Sotto possiamo vedere La fuga in Egitto, presso la Cappella degli Scrovegni a Padova, un capolavoro assoluto della storia dell’arte.

fuga in Egitto Giotto.jpg

 

 

Sotto Madonna col Bambino un esempio  di come raffigura Giotto i soggetti sacri.  

 
Giotto arte gotica 2.jpg

 

 

Arrivederci a presto

Giotto – cenni di vita, curiosità e opereultima modifica: 2010-01-28T15:14:00+01:00da kigei
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