Vorrei iniziare questo breve viaggio, nella pittura del Cinquecento, parlandovi di un “Uomo”, che secondo il mio modesto parere, avallato però da quello di tanti esperti ed addetti ai lavori, che lavorano in vari campi artistici, e non solo, è conosciuto come il più grande Maestro e Genio di tutti i tempi.

 

Vedi anche (L’ arte del Cinquecento in generale breve cenno storico oppure la pittura del Cinquecento in genere)

  

L’ arte di osservare

Leonardo da Vinci (1452-1519), infatti ancora oggi, emana un fascino indescrivibile, un fascino che oltre alle stupende emozioni, che riceviamo ammirando le sue opere, sembra avvolto da un mistero insolubile ancora oggi, e che è dovuto forse, al carattere “particolare” e molto spesso criptico di questo grande Maestro.

All’ origine di tutta la sua grande attività, ed in qualunque campo egli si prodigasse, Leonardo aveva chiara in mente una sua convinzione, che possiamo fare nostra, e che è sempre attuale, anche ai giorni nostri, e cioè che solo attraverso una attenta osservazione diretta, di tutti i vari fenomeni naturali che ci circondano, e quindi studiandoli e osservandoli bene, possiamo arrivare a comprendere, e quindi a riprodurre tutta realtà. Nel campo della pittura artistica, Leonardo da Vinci, proprio per queste sue convinzioni, riesce ad elaborare delle soluzioni tecniche pittoriche, che ancora oggi hanno dello sbalorditivo. Infatti elabora, un metodo nuovo di sfumare i colori sulle superfici, i morbidi passaggi chiaroscurali, fanno svanire le linee che servono a contornare le forme, in modo tale, che ogni figura e forma, si fonda naturalmente con il resto dell’ ambiente e del paesaggio circostante. Un bellissimo esempio di questo che ho appena detto, si può notare in quel Capolavoro che è La Vergine delle Rocce (1483-1486 circa) esposto al Museo Louvre di Parigi (sotto un immagine).

La vergine delle rocce di Leonardo 2.jpg

 

 

Un’altra grande intuizione, sempre aiutata da un attenta osservazione di Leonardo, è quella dell’ uso della “prospettiva aerea”, infatti è il primo a capire, che la nostra percezione visiva cambia in base alle distanze. Infatti se noi guardiamo un paesaggio naturale, notiamo che più il nostro sguardo si porta verso elementi o forme lontane, e più queste risultino meno nitide e sfocate. Questo è dovuto all’ aria (atmosfera, rarefrazione) che sta in mezzo, cioè tra i nostri occhi e le cose che guardiamo, la cui densità o “spessore”, aumenta con l’ aumentare delle distanze, rendendo i colori delle forme lontane, meno nitide e definite, avvolte come da una nebbiolina di colore grigio-azzurro. Anche in questo caso, ci sono arrivati Capolavori che attestano l’ uso sapiente dei colori, che sfumati nel giusto modo, ci rendono nelle giuste proporzioni, le varie visioni degli oggetti e delle forme distanti, come se ci trovassimo davanti ad una “vera” realtà. (vedi La Gioconda di Leonardo).

 

 

La bellezza ideale

Raffaello Sanzio (1483-1520) cerca, nel riprodurre i suoi famosi quadri, l’ armonia e la grazia che si troverebbero in un mondo ideale. Le composizioni nelle opere di Raffaello, vengono ordinate ed equilibrate, all’ apparenza con molta semplicità, perché è frutto dei delicati rapporti che si instaurano tra tutte le parti dei dipinti. Quasi tutti i Capolavori di Raffaello, sono caratterizzati da forme perfette, mentre i volti delle figure umane riprodotte, esprimono sentimenti semplici e spontanei, il tutto per cercare un delicato equilibrio che sta tra il Divino e l’ umano, cioè la perfezione delle forme e l’ umanizzazione dei sentimenti. Un esempio di questo si può vedere, ammirando il quadro di Raffaello, intitolato Madonna Tempi (1508 circa), esposto a Monaco Alte Pinakotek.

(qui sotto un’ altra Madonna di Raffaello intitolata Madonna del Granduca (1504) Palazzo Pitti a Firenze, mi scuso per l’ immagine un pò storta)

Madonna del granduca di Raffaello 2.jpg

 

 

Continua

Il vigore plastico

Michelangelo Buonarroti (1475-1564), al contrario dei suoi illustri colleghi del tempo, concepisce l’ arte della pittura, come se fosse scultura, nel senso che, essendo Michelangelo uno dei più grandi scultori di tutti i tempi, ed essendo questa, l’ arte primaria dello stesso, con tutte le convinzioni che le porta, afferma che per poter riprodurre un opera pittorica, si devono tenere delle linee o (valori) molto precisi che si possono trovare nella scultura. Infatti il corpo umano riprodotto nella pittura di Michelangelo, è anatomicamente perfetto, e deve riuscire ad esprimere tutta la propria forza interiore, sia fisica che morale. Michelangelo, mediante l’ uso di linee di contorno ben definite, e di forti contrasti chiaroscurali, riesce ad ottenere l’ aspetto “scultoreo”, ed un volume naturale, delle figure umane riprodotte. Tutto questo, si può osservare in vari quadri realizzati da Michelangelo, ma se vogliamo ammirare la massima espressione artistica, in campo pittorico di questo grande Maestro, dobbiamo andare a Roma, nella Cappella Sistina presso il Vaticano, ove Michelangelo realizzò, a parer mio ma non solo, il più grande e  suggestivo Affresco che sia mai stato realizzato da un Artista, e cioè Il giudizio universale (1508-1512 circa), dove si possono ammirare le varie pose “scultoree” delle varie figure, in particolare la scena della Creazione di Adamo da parte di Dio, dove vediamo dei corpi, talmente perfetti, e pieni di “volume”, da sembrare scolpiti nella roccia. Il carattere un po’ burbero e strafottente di Michelangelo, gli valsero diverse denunce, e gli storici narrano di molte volte, in cui egli litigò con l’ altro suo grande “rivale” del tempo, e cioè Leonardo da Vinci. Michelangelo, infatti era convinto, che la “vera” Arte era soltanto la scultura, arte in cui si deve avere una grande forza sia interiore che fisica, per il semplice fatto che si ha a che fare con grossi blocchi di marmo, e che si deve scalpellare per interi mesi a volte. La scultura, infatti, a dire sempre di Michelangelo, è quella che meglio può rappresentare e simboleggiare le forze dell’ uomo, in quanto è provvista anche della terza dimensione, cosa che manca nella pittura, ove si può solo cercare di riprodurre in qualche modo. Ma tutto ciò, anche se viene rispettato e considerato da tutti noi, era il pensiero di Michelangelo, e non la sacrosanta verità. Infatti per il mio modesto parere, non esistono arti di serie A e Arti di serie B, ogni campo artistico è da considerarsi unico ed autonomo, e può rivelarci pregi e difetti, ma sempre tutti ci daranno emozioni, questo è sicuro.

(qua sotto una illustrazione del particolare di un quadro di Michelangelo intitolato Sacra Famiglia (1503-1504) agli Uffizi di Firenze, da notare le figure quasi scultoree dell’ Artista)

Pittori del 500 Sacra famiglia Michelangelo.jpg

  

 

Per il momento vi porgo un saluto, aspettando come sempre le vostre opinioni in merito.

Grandi Pittori del Cinquecento – viaggio storico nell’ arteultima modifica: 2010-01-14T15:29:00+01:00da kigei
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