Il bravissimo artista italiano Giacomo Manzù nacque a Bergamo nel 1908 da una famiglia molto povera e numerosa. Pensiamo che i figli erano 12 e si può pensare ai duri sacrifici che dovettero fare i genitori di Giacomo per permettergli di andare a scuola e di coltivare il proprio talento e la passione per l’arte.

Ma il grande maestro e scultore ripagò appieno la sua famiglia, in quanto era dotato di un grande talento e di una grande volontà di riuscire nelle difficoltà che trovava man mano. Lasciata la scuola accettò il lavoro come una necessità ma non rinunciò neppure per un istante a coltivare le sue aspirazioni artistiche.

(sotto vediamo Crocifissione e Deposizione due opere famose di Giacomo Manzù collocate ad Anversa).

La Crocifissione del Manzù.

Giacomo Manzù Crocefissione.jpg

La Deposizione di Manzù.

Giacomo Manzù Deposizione.jpg

 

Cominciò a lavorare in una bottega d’arte come intagliatore, come doratore e infine come stuccatore sempre nella città di Bergamo, e mentre decorava le cupole delle chiese della sua città covava il desiderio di sentirsi finalmente libero e di dedicarsi completamente all’Arte. Nascevano così nella sua mente fantasiosa di ragazzo le forme che avrebbe voluto scolpire. Forme come per esempio di figure nobili, serene, purissime in armonia con i modelli classici di cui era affascinato sin da piccolo.

Trascorse il servizio militare a Verona dove ebbe la possibilità di frequentare i corsi di scultura che si tenevano presso l’Accademia Cicognini. Le copie delle statue greche e delle sculture di Michelangelo e del Pollaiolo, che egli studiava con infinito godimento, quasi ad indicargli la via da seguire sembravano chiedergli di provarsi a emularle.

Dopo il militare Giacomo Manzù decise di partire per Parigi, metà di tutte quelle persone che volevano far dell’Arte la propria scelta di vita. Qui stette pochissimo però in quanto fu rimpatriato perché non aveva più soldi. Manzù si stabili allora a Milano, lavorando e studiando intensamente e durante i momenti di pausa andava in giro per la città e per la periferia a studiare i volti più interessanti, in cerca di ispirazione. Era molto interessato ai barboni, sui loro volti segnati dalla vita disagiata, Manzù cercava di scoprire un anima, una storia interiore.

Ed è proprio questo uno dei motivi della grandezza del maestro Giacomo Manzù, e cioè far trasparire dalla materia plasmata, dalla forma, il sentimento da cui sono animate. Nel 1930 fece la sua prima mostra dove espose le sue terrecotte e alcune sculture colorate. L’anno seguente fu incaricato di decorare la Cappella dell’Università Cattolica. I critici ormai parlavano molto bene delle sue sculture.

I Cardinali e le danzatrici dello scultore Manzù.

Giacomo Manzù Cardinale seduto.jpgChiunque guardi un catalogo delle stupende opere di Manzù può notare che appare quasi costantemente uno dei suoi soggetti preferiti. Questo era la figura del cardinale o cardinalino come lo chiamano gli esperti d’arte familiarmente a seconda delle dimensioni della scultura. Piccoli cardinali in trono, grandi cardinali eretti e cosi via. Manzù ha notato che la figura del Cardinale, nella dignità dei suoi paramenti solenni ha una forma significativa, allungata verso l’alto. Come per esempio le guglie di una antica Chiesa Gotica, elementi che esprimono in quel loro slanciarsi e affinarsi verso l’alto il distacco dalle cose terrene (a lato vediamo l’opera intitolata Cardinale seduto).

I Cardinali di Manzù sono il simbolo di un alta spiritualità. Hanno tutti l’espressione grave e assorta di chi deve custodire un prezioso dono; sono chiusi nella loro veste a triangolo come in una corazza di riserbo, riflesso di un equilibrio interiore e di una profonda dignità morale.

Un altro tema molto trattato da Manzù è anche quello della figura femminile che danza. Questo soggetto sembrerebbe contrastare con quello suddetto ma a ben guardare notiamo che anche queste figure hanno uno slancio verso l’alto. Sono delicati nudi di donna agili e scattanti che esaltano la grazia femminile che si manifesta attraverso l’armonia del gesto.

(sotto vediamo l’opera di Manzù Passo di danza, una delle più tipiche figure femminili).

Manzù Passo di danza.jpg

 

 

Per concludere possiamo dire che nella prima metà del Novecento, al centro di una generazione di artisti alla continua ricerca di novità e di effetti clamorosi Manzù rappresenta la tradizione. Fedele ai temi che hanno ispirato l’arte di tutti i tempi, egli si accosta alla figura umana con amore. La nobiltà dei tratti, la morbidezza delle linee, il caratteristico slancio verso l’alto sono simbolo di una grande spiritualità.


GIACOMO MANZU – cenni del grande scultoreultima modifica: 2010-01-14T14:30:00+01:00da kigei
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2 Thoughts on “GIACOMO MANZU – cenni del grande scultore

  1. ciao, siamo tre ragazze appassionate di Manzù, ci ha colpito il modo diverso con cui hai riproposto la sua biografia. Ci farebbe piacere mantenere un contatto, ti lasciamo il nostro per eventuali collaborazioni.
    Agostina Maura Simona
    info@prolocoardea.it

  2. Un saluto ad Agostina, Maura e Simona. Mi fa piacere che vi sia piaciuto il mio articolo su Manzù. Come vedete, tratto arte in genere, perchè sono un appassionato, e penso che si debba far conoscere meglio l’ Arte.
    Scrivo le mie impressioni dopo avermi “acculturato” un pò, non sono un “vecchio” prof. ma semplicemente un ragazzo che ama scrivere.
    SE Vi fa piacere, e volete inserire del materiale su Manzù, mandatelo pure ed io sarò lieto di pubblicarlo a Vostro nome, ok?
    A presto, e buone vacanze a tutte e TRE.

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