La scultura e le idee nell’arte durante il secolo del Quattrocento. 

In questo breve riassunto facciamo un ideale viaggio alla scoperta di quei grandi artisti che per primi diedero un imput innovativo, una svolta definita spesso rivoluzionaria dagli esperti che avvenne nel campo della scultura dell’epoca. Parliamo del secolo Quattrocento con i suoi importanti cambiamenti sociali e culturali e dei suoi grandi maestri che con pieno merito sono entrati nella storia dell’arte e della scultura, in quel meraviglioso paradiso che vanta i più grandi artisti di sempre.

 

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L’arte tra Gotico e Rinascimento.

 

Uno dei primi grandi Maestri della scultura del secolo Quattrocento fu senza dubbio Lorenzo Ghiberti (1378-1455), il quale riuscì a conciliare i vari canoni della tradizione antica con le nuove scoperte del suo secolo e proponendoci così delle soluzioni semplici e moderate. Nelle sue opere si può notare per esempio una grande cura nei particolari e nei dettagli presa dall’arte Gotica. Si vede anche una armonia e un equilibrio messo nel realizzare le proprie composizioni che provengono dai vari studi effettuati verso la scultura classica. Un esempio di ciò si può ammirare presso la famosa e straordinaria Porta del Battistero di Firenze. Guardando magari in un particolare di una formella in bronzo dorato eseguita dal Ghiberti con un ricchissimo lavoro di particolari e una composizione molto equilibrata. (vediamo immagine sotto)

Scultura 400 Ghiberti formella bronzo porta Battistero Firenze.jpg

 

 

La rivoluzione in scultura portata da Donatello.

 

Quante volte abbiamo sentito la frase che l’allievo riesce a superare il maestro? Ebbene anche Lorenzo Ghiberti ha avuto tra le sue fila di allievi un ragazzo che presto diventerà un grande nella storia della scultura. Stiamo parlando di Donatello (1386-1466) il quale ha contribuito molto per quanto riguarda il rinnovamento di questa bellissima ma difficilissima forma d’arte Scultura 400 il banchetto di Erode Sticciato di Donatello.jpgche è la scultura dell’epoca. Donatello riesce a capire e quindi a riprodurre nei suoi lavori il rapporto che esiste tra l’uomo e l’ambiente. Egli crea sculture che vivono nello spazio, si muovono in esso dominandolo e conquistandolo in tutti i sensi. Riesce a rappresentare le proporzioni dei corpi umani in modo perfetto. Riesce a rendere da queste sue opere una grande forza espressiva e tutti gli stati d’animo che l’artista vuole comunicare vengono subito percepiti da chi li ammira. Nell’ultimo periodo di lavoro Donatello affronta anche il tormento esistenziale a volte caratteristica essenziale che viene percepita e studiata sulla propria pelle dai vari Artisti. Donatello inizia a meditare sulla vita e sulla morte, sui dolori e i drammi terreni e tutto questo per esempio lo si può intuire in una sua celebre scultura realizzata nel legno, intitolata Maria Maddalena (vediamo sotto) dove Donatello esprime e fa risaltare tutto il dolore e il tormento vissuto dalla Maddalena per la morte di Gesù Cristo. Infatti guardandola percepiamo subito in quest’opera che sembra avere una vita propria, tutto il messaggio dell’Artista che appunto è un messaggio di dolore e dramma umano. Donatello in alcune sue opere usa una tecnica particolare e nuova chiamata “stiacciato” (la vediamo sopra a lato). Questa tecnica consiste nel rappresentare un effetto prospettico tramite il ridurre progressivamente lo spessore delle figure riprodotte, dall’altorilievo dei gruppi in primo piano fino all’incisione appena accennata di quelle sullo sfondo più lontane. Questa tecnica oltre a dare l’illusione della profondità deforma le figure che in questo modo diventano drammaticamente più espressive.

Scultura 400 Maria Maddalena Donatello.jpg

 

 

Gli artisti precursori della scultura del Cinquecento. 

Antonio del Pollaiolo (1431-1498) non fu soltanto uno scultore ma fu anche un bravissimo artista che si dedicò all’arte orafa e alla pittura. Quasi tutta la sua produzione di opere è rivolta alla rappresentazione di corpi in movimento, scattanti e quasi nervosi come potremo ammirare in una sua opera famosa chiamata Ercole e Anteo dove possiamo notare due corpi in un atteggiamento di forza e nervosismo, con i volti molto tesi con una drammatica espressività.

 

Andrea del Verrocchio (1435-1488) fù come il Pollaiolo anche orafo e pittore oltre a essere un apprezzato scultore. Però al contrario del Pollaiolo il Verrocchio amava realizzare opere scultoree ove le figure umane erano in pose tranquille. I movimenti percepiti da chi li ammira sono lenti e graduali. Questo lo possiamo vedere per esempio nell’opera chiamata il David dove l’artista interpreta i sentimenti di questo grande personaggio diventato poi un grande Re dopo aver ucciso il gigante Golia. Nel David si vede che i movimenti sono appena accennati. David è in una posa composta, ferma ed è la luce che deve rivelare tutte le forme del corpo. (vediamo sotto)

Scultura 400 David del Verrocchio.jpg

 

 

Un saluto a tutti i Lettori

La scultura del Quattrocento – breve cenno storicoultima modifica: 2010-01-12T19:03:00+01:00da kigei
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