L’artista Beato Angelico e l’arte dei Linaioli.

In una giornata della prima metà del 400’ l’arte dei Linaioli (una delle corporazioni di mercanti di Firenze), decise di far dipingere per la sua sede un bel tabernacolo in onore della Madonna. A quel tempo vi erano molti pittori che si erano messi in luce per il talento che avevano dimostrato ma essi ostentavano un arte troppo rivoluzionaria e date le molte richieste che avevano si sentivano in dovere di esigere dei compensi altissimi.

In quella occasione occorreva un artista come diciamo oggi che non desse troppi problemi e soprattutto più economico. In fondo si trattava di un opera destinata alla devozione dei fedeli e non di qualcosa che dovesse celebrare o propagandare chissà cosa, da farsi sempre con tutte le regole ma senza avere tante pretese di novità.

Finalmente fu trovato il pittore adatto, quasi sconosciuto in quegli anni e per di più religioso in quanto era un frate.

L’Arte dei Linaioli lo incaricò allora di dipingere <<uno tabernacolo di nostra donna dipinto di dentro e di fuori, con colori oro et azzurro et arieto… de’ migliori et più fini che si truovino…>>.

Oro, azzurro e argento dei più fini, ecco che cosa gli assennati mercanti intendevano avere in cambio del loro denaro e l’accordo fu annotato nel loro registro. Vi era annotato anche il compenso pattuito per il giovane pittore: <<Per tutto et per sua fatica et manifattura centonovanta fiorini d’ oro>>. E aggiungeva: <<o quello che parrà alla sua coscientia>> sperando pure in uno sconto del pittore.

Questo pittore sicuramente accontentò i mercanti, in quanto egli dipingeva per pura passione e amore verso l’arte della pittura e quasi sempre senza compenso o al massimo a favore del convento dove viveva.

Questo accordo che è sicuramente anche una preziosa testimonianza storica di fatti è datato 1433 e i mercanti, non sapevano ancora di aver commissionato il loro lavoro a questo “sconosciuto” pittore che era Fra’ Giovanni da Fiesole, passato alla storia dell’Arte come il Beato Angelico, uno dei grandi Maestri della pittura e il quadro che egli dipinse per la corporazione fiorentina è il famoso “Trittico dei Linaioli”.

(sotto vedi un particolare di Madonna del Linaioli, Firenze).

Beato Angelico Madonna dei Linaioli.jpg

 

 

 

I suoi modelli per le sue opere li scelse in Paradiso.

Il pittore Beato Angelico visse in un periodo storico molto particolare pieno di turbamenti e di grandi lotte civili e morali. La Chiesa era divisa da scismi e pativa al suo interno gravi crisi. Eppure a contrasto di tutto ciò vissero in questo periodo dei grandi e importanti personaggi come per esempio Santa Caterina da Siena o San Bernardino. Anche il Beato Angelico cercò di lottare per la fede, a modo suo però con quello che sapeva fare meglio, cioè la sua meravigliosa pittura.

Pensate che il grande Michelangelo disse una volta di lui che doveva aver visitato il Paradiso e scelto là i suoi modelli. In effetti le celesti figure che stanno a rappresentare i personaggi legati alla religione che popolano i suoi quadri o gli affreschi come i serafini, i luminosi paesaggi o gli sfondi d’oro, sembrano dovuti alla visione serena di un Santo. (sotto un particolare di Presentazione al Tempio).

Beato Angelico 400 presentazione al Tempio.jpg

 

 

Un mistero dell’Arte.

L’Angelico non iniziava mai un opera senza essersi prima inginocchiato a pregare, chiedendo a Dio di benedire il suo lavoro e di fare in modo che non risultasse indegno di Lui.

Il grande pittore non ignorò mai gli artisti più famosi del suo tempo. Conobbe e studiò la nuova scienza della prospettiva collegata alla pittura rimanendo anche positivamente influenzato dalle idee e dalle innovazioni che aveva portato il celebre Masaccio. Egli studiò il modo di collocare armoniosamente le sue figure nello spazio, di servirsi della luce e del chiaro-scuro, ma soprattutto riuscì a capire e interpretare l’ideale di bellezza e di compostezza classica che era propria del tempo. Basti guardare per esempio quella celebre opera di una delle Annunciazioni (la vediamo sotto in una immagine).

Beato Angelico 400 Annunciazione.jpg

 

 

Mentre il mondo degli Umanisti avevano al centro di tutto l’Uomo con la sua massa corporea e la sua vitalità, il Beato Angelico metteva al centro delle sue opere sempre la presenza di Dio che avvolgeva le scene sacre della Bibbia. Le sue figure hanno delle dimensioni perfettamente umane però che non sembrano corporee. Tutta l’opera dell’Angelico è una chiara smentita per chi crede che la fede non si possa conciliare con l’arte. Questa è la fede celebrata con lo splendido linguaggio dei colori e della luce da un semplice frate divenuto in seguito uno dei più grandi maestri e pittori del Quattrocento.

Il Beato Angelico – cenni di vita del pittoreultima modifica: 2010-01-11T21:41:00+01:00da kigei
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