Per tutti gli appassionati di arte, della sua storia ma soprattutto di grande pittura si segnala la Mostra intitolata “Da Botticelli a Matisse – volti e figure” dal 2 Febbraio al 1 Aprile 2013 presso il Palazzo della Gran Guardia a Verona.

La Mostra d'arte Da-Botticelli a Matisse al Palazzo della Gran Guardia di Verona.jpg

 

Qui si potranno ammirare straordinarie e bellissime opere di artisti che hanno fatto la storia dell’arte. Artisti come Sandro Botticelli, Matisse, ma anche Jan Van Eyck, Memling o Antonello da Messina, tanto per citarne qualcuno. In questa Mostra si avranno quattro interessanti sezioni dal titolo: il sentimento religioso, la grazie e l’estasi, la nobiltà del ritratto, il ritratto quotidiano, il Novecento. Lo sguardo inquieto.

Per qualunque informazione utile potete visitare il sito di Lineadombra.it

http://www.lineadombra.it/da-botticelli-a-matisse/la-mostra

arte,mostre di arte,brueghel meraviglie dell'arte fiamminga,pittura,roma,chiostro del bramantePer tutti gli amanti dell’arte fiamminga e dei meravigliosi lavori artistici di una grande Dinastia di artisti come quella fiamminga dei Brueghel.

Il Chiostro del Bramante ospita dal 18 dicembre 2012 al 2 giugno 2013 una grande mostra sui capolavori della dinastia Brueghel che ripercorre la storia e l’eccezionale talento della più importante stirpe di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo, attraverso oltre 100 opere tra dipinti, disegni e grafiche. Le opere, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Tel Aviv Museum of Art, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano e il Museo di Capodimonte di Napoli presentano al pubblico le relazioni e il percorso artistico di quattro generazioni di pittori della nobile stirpe.

Per tutte le varie informazioni sulla Mostra e sui biglietti vi invito ad andare sul sito di Romeguide.it cliccando su:

http://www.romeguide.it/mostre/bruegel/bruegelchiostrobramante.html

 

L’arte cretese e l’affresco del volteggio del toro del Palazzo di Cnosso

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Come già accennato in altri articoli di questo sito (li trovate tra le categorie in arte cretese), anticamente tra il 3000 e sino al 1200 a.C. ci fu l’alternarsi, lo sviluppo e anche l’influenza tra loro nell’area del Mar Egeo di alcune importanti civiltà che oggi storicamente riconosciamo e definiamo come le antiche civiltà Egee.

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Sin dall’antichità e fino ad arrivare a tempi molto più recenti tra i vari temi dell’arte preferiti e molto utilizzati dagli artisti vi è sicuramente quello dei personaggi leggendari legati alla mitologia classica come le divinità che abitavano sul Monte Olimpo della civiltà Greca o quelli venerati durante l’Impero romano.

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Molti committenti e Mecenati sin dall’antichità (arte greca, arte romana o durante il periodo del Rinascimento per fare qualche esempio) richiedevano spesso agli artisti per il progetto di un opera un tema che avesse un soggetto mitologico. Un tempo questi fantastici personaggi che oggi definiamo quasi da “favola”, come gli antichi dei e le loro leggendarie ed eroiche imprese che abbiamo studiato anche a scuola erano davvero molto amati. Essi venivano utilizzati spesso come modello di grande forza e di grande carattere per delle opere spesso auto-celebrative o come anche nelle straordinarie Allegorie realizzate per trasmettere un concetto importante molto sentito o una idea specifica in base alle caratteristiche dei personaggi e non c’era grande maestro o mediocre artista che non cercava di confrontarsi almeno una volta con questo tema nei suoi lavori artistici. Oggi la richiesta di questo particolare tema per un opera è sicuramente calata o addirittura scomparsa per diversi motivi legati anche a nuove idee e una concezione diversa dell’arte. Ma quali sono i principali personaggi della mitologia classica che venivano rappresentati nell’arte e che ritroviamo in grandi capolavori? Qui sotto ne trovate qualcuno dei più nominati e famosi.

Il dio Apollo era uno dei principali protagonisti della mitologia e della religione Greca, figlio illegittimo del capo degli dei greci, cioè Zeus e di Leto e fratello gemello di Artemide (Diana per i romani). Apollo è il dio del sole e quindi anche quello della luce del giorno. È anche il dio delle arti e della poesia in quanto capo delle famose Muse, oltre che della musica. Apollo in seguito fu venerato e celebrato anche nell’Impero romano. Nell’arte lo troviamo spesso raffigurato nei panni di un giovane uomo con una personaggi mitologici,arte - linguaggi e temi,pittura,arte greca,arte,allegorie in artecorona in testa realizzata dalla pianta dell’alloro che simboleggia la vittoria e a bordo di uno sfolgorante e luccicante carro trainato da quattro meravigliosi cavalli mentre si accinge a far sorgere il sole. Tra le mani di solito tiene un strumento musicale (una cetra) e l’arco che sapeva maneggiare con grande destrezza. Il dio Bacco era un divinità dell’antica religione romana (Dionisio per i Greci) legata al culto del vino, della vendemmia e all’ebbrezza degli uomini. Dal suo nome deriva anche il termine “baccanale”, una sorta di rito festaiolo in suo onore con orge e balli sfrenati per tante ore dove i presenti bevono e si ubriacano sino ad arrivare quasi alla possessione estatica. Nell’arte Bacco viene raffigurato come un uomo spesso in carne a simboleggiare l’opulenza con in testa delle foglie e dei grappoli di uva mentre regge in una mano una coppa di vino. A lato vediamo la celebre opera del Caravaggio del 1596-97 raffigurante un giovane Bacco. Il dio Cupido nella mitologia romana (Eros in quella greca) era considerato il dio dell’amore e dell’erotismo. Spesso rappresentato come un dolce bambino con delle piccole alucce mentre vola e lancia con il suo mitico arco le sue celebri frecce che fanno innamorare chi ne viene colpito. Per questo motivo viene preso anche come simbolo soprattutto nel giorno degli innamorati nel mese di Febbraio, a San Valentino. Qui sotto lo vediamo insieme alla dea Diana in una bellissima opera realizzata dall’artista Pompeo Girolamo Batoni nel 1761.

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Diana la dea venerata dai romani (Artemide era invece il nome per i greci) era considerata soprattutto la dea della caccia e delle foreste. Era una dea molto irascibile e vendicativa, sapeva usare con abilità il personaggi mitologici,arte - linguaggi e temi,pittura,arte greca,arte,allegorie in artesuo arco con cui veniva raffigurata nell’arte ed era anche la protettrice degli animali. Spesso è in compagnia di un cervo in una selva. In seguito fu assimilata e associata col carattere della dea greca Artemide e quindi anche alla luna. La dea Giunone per i romani (per i greci il nome era associato a Era) rappresentava la moglie della massima divinità romana, ossia Giove. In quanto moglie e madre era considerata la dea della maternità, del parto e dell’allattamento dei figli. Veniva raffigurata nell’arte con dei pavoni che tirano il suo carro. A lato la vediamo in un particolare della celebre opera mentre viene sedotta dal marito il dio Giove dell’artista italiano Annibale Caracci. Il dio Giove (associato a Zeus per i greci) era come già detto sopra la massima divinità tra gli dei che abitavano sul mitico Monte Olimpo e rappresentava il padrone indiscusso del cielo e del tuono. Nell’arte questo re degli dei viene rappresentato quasi sempre come un uomo forte e maturo con una lunga e folta barba. I suoi attributi maggiori sono l’aquila e il fulmine che scagliava contro i vari nemici. Viene rappresentato in arte anche mentre seduce altri personaggi mitologici femminili tra le ire della moglie (Leda, Callisto, Antiope etc.).

Il dio Marte (Ares per i greci) era per i romani e l’Impero un dio molto celebrato e venerato perché era il dio della guerra e dei duelli. Le famose legioni romane celebravano vari riti per esso prima di ogni battaglia affinché ritornassero vincitori. Viene raffigurato spesso come un uomo forte e armato con una splendida armatura. A volte si trova raffigurato in compagnia della bella dea Venere, la mitica dea della bellezza e dell’amore e dalla loro unione di attributi contrastanti (guerra e amore) ne scaturisce una perfetta e equilibrata armonia. Vediamo sopra in alto l’opera realizzata come un Allegoria intitolata Il Parnaso di Andrea Mantegna del 1497, dove si vede il concetto astratto di armonia tra Marte e Venere e le Muse che ballano in cerchio. Il dio Mercurio (Hermes per i greci) era celebrato dai romani come il dio dei viaggiatori e del commercio. È famoso anche come il messaggero degli dei, in quanto portava velocemente le notizie da un posto all’altro grazie ai suoi sandali provvisti di ali. Viene rappresentato con un cappello e un caduceo con due serpenti. Secondo la mitologia ha protetto l’amore di Marte e Venere. La dea Minerva (Pallade Athena per i greci) era invece la dea della saggezza e protettrice delle arti e degli artigiani. Raffigurata nelle opere con una armatura e accompagnata spesso da una civetta che era un animale sacro. Il dio Nettuno (Poseidone per i greci) era il dio del mare e dei suoi abitanti, capace di scatenare grandi tempeste e maremoti. Quasi sempre viene rappresentato come un uomo anziano con una folta barba che tiene in una mano il suo mitico tridente. Il dio Saturno (Cronos per i greci) era celebrato dai romani soprattutto come il dio dell’agricoltura e del tempo che usava per i raccolti. Il suo simbolo è una falce. Vulcano (Efesto per i greci) è il dio del fuoco e viene rappresentato come un uomo bruto e zoppo che di mestiere fa il fabbro nella sua fucina piena di attrezzi adatti a questo lavoro. È anche considerato il marito della bella Venere. Il dio Orfeo è un ottimo musicista e un poeta. È considerato dai romani come colui che riusciva a incantare e ammaliare chiunque con le sue armonie meravigliose che escono dalla sua lira. Le nove muse invece sono delle divinità che proteggevano sia le arti che la scienza. Vengono raffigurate mentre danzano in cerchio (opera in alto). Ad esse si riferiscono le montagne che crollano, per eruzioni vulcaniche determinate dal loro canto. Il monte sacro alle Muse era chiamato il Parnaso.

 

L’opera futurista intitolata Volo di rondini è un dipinto a tempera fatto su una superficie di carta che ha come dimensioni circa 51 per 76 centimetri realizzata dall’artista italiano Giacomo Balla nel 1913 che oggi possiamo trovare presso il Museo di Arte moderna della città americana di New York.

 

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Giacomo Balla nasce a Torino nel 1871 e dopo aver vissuto una lunga e meravigliosa carriera artistica che lo porta anche a essere tra i più importanti esponenti della corrente Futurista muore nella città di Roma nell’anno 1958, alla bella età di 87 anni. Nella sua opera Volo di rondini (la vediamo qui in alto), così come in tante sue altre Balla ci rappresenta con una tecnica del tutto nuova una delle sue grandi passioni, quella sugli animali e la natura che amava tanto, oltre che le innovative idee artistiche e i concetti sviluppati nel Movimento del Futurismo. Gli artisti nelle loro opere esaltano e sviluppano sopratutto ciò che è progresso e quindi futuro. Grandi invenzioni o concetti astratti come possono essere il movimento di un corpo, il dinamismo o la velocità di una macchina diventano il pane quotidiano per tutti gli artisti futuristi.

L’artista durante il suo soggiorno presso la città di Dusseldorf avvenuto tra il 1912 e il 1913 dipinge altre opere sempre con le rondini come protagoniste, dove fa vedere la tecnica e le idee concepite dal Futurismo italiano. Vediamo rappresentata nel Volo di rondini la scena di uno stormo di questi uccelli in volo fuori da una finestra. Gli uccelli, il loro movimento e la loro velocità vengono raffigurati attraverso una sequenza di immagini scomposte che ci danno il preciso senso del loro movimento e dinamismo. Un po’ come se noi prendessimo una macchina fotografica e la puntassimo su un animale che cammina, scattando di continuo a distanza di attimi numerose foto che poi componiamo in sequenza una accanto all’altra. Il risultato come nelle opere di Balla è proprio quello che vediamo qui con la composizione di spostamenti che nell’insieme danno il movimento finale al volo degli animali.