Pop Art è un termine spesso usato per intendere l’abbreviazione di Popular Art, cioè arte popolare e semplice che è un Movimento culturale ed artistico nato principalmente in Inghilterra e negli Stati Uniti verso la fine degli anni Cinquanta nel secolo Novecento e poi sviluppato un po’ in quasi tutta Europa.

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la pop art arte del Novecento

Un saluto

 

Durante gli anni Sessanta del Secolo Novecento oltre ai movimenti artistici come la Pop art (leggete l’articolo) e ad altre forme artistiche più o meno importanti nasce anche una forma d’arte denominata Op Art.

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un saluto a tutti i lettori

 

 

La pittura Metafisica è una nuova corrente pittorica che nasce ufficialmente nel 1917 quando il grande maestro Giorgio De Chirico (1888 – 1978) incontra a Ferrara un altro grande artista che è Carlo Carrà (1881 – 1966). In seguito a questi due grandi artisti si uniranno anche Filippo de Pisis, Giorgio Morandi e Alberto Savinio (quest’ultimo non è altro che il fratello di Giorgio de Chirico, il quale ebbe fin dall’inizio della sua attività artistica un ruolo fondamentale e importante nella creazione teorica e poetica della corrente Metafisica).

L’obiettivo comune degli artisti metafisici è quello di andare oltre l’apparenza dei fenomeni per cogliere l’essenza della realtà, il senso profondo delle cose. Il termine metafisico significa infatti al di là del fisico, di ciò che è concreto e tangibile e appartiene al mondo naturale. Possiamo anche dire che con questo termine si raffigura l’inconscio e il sogno, il surreale. In molte opere metafisiche troviamo per esempio dei paesaggi che appaiono realistici ma sono assemblati in modo confuso come si possono vedere in un sogno.

(sotto vediamo il quadro di Carlo Carrà La musa metafisica del 1917)

 

la musa metafisica di Carlo Carra.jpg

 

I caratteri fondamentali della pittura metafisica sono:

 

rappresentazione di immagini che conferiscono un senso di mistero, di allucinazione e di sogno.

La prospettiva in queste opere è costruita secondo molteplici punti di fuga incongruenti tra di loro e l’occhio è costretto a ricercare l’ordine di disposizione delle immagini.

Assenza di personaggi umani e quindi solitudine: vengono rappresentati manichini, statue, ombre e personaggi mitologici.

Le campiture di colore sono realizzate in modo piatto e uniforme.

Molto spesso le scene si svolgono al di fuori del tempo.

Le ombre vengono rappresentate troppo lunghe rispetto agli orari dei giorni rappresentati.

 

Nel quadro di Giorgio de Chirico del 1914 intitolato Mistero e malinconia di una strada (sotto) vediamo una strada lungo due porticati e c’è una bambina che gioca facendo correre un cerchio. A prima vista l’immagine sembra reale poi ci accorgiamo che ogni particolare è assurdo, perché non ha un vero riferimento con la realtà, ed è inserito in uno spazio prospettico impraticabile.

Tutti i particolari (il furgone vuoto e spalancato a destra o la bandiera rossa che sventola in fondo) sono descritti con esattezza ma spesso la loro presenza pare misteriosa perché nessun oggetto sembra avere un vero rapporto con gli altri.

Queste atmosfere misteriose e malinconiche, che vengono rappresentate spesso nelle opere metafisiche, provocano nell’ osservatore quasi un inquietante senso di angoscia e di attesa.

la pittura metafisica 2.jpg
 

 

surrealismo 2.jpgIl Surrealismo è stato un movimento culturale che nasce intorno agli anni Venti e che ha coinvolto numerosi artisti e intellettuali in molti campi, come la letteratura, il cinema, le arti visive, arrivando a diffondersi in tutta l’Europa. Il suo massimo teorico e ispiratore fu il poeta André Breton che nel 1924 pubblico a Parigi il Manifesto Surrealista in cui vi era la definizione del Surrealismo che diceva:

“Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale”.

 

(brano tratto su Wikipedia)

Il surrealismo è quindi un automatismo psichico, ovvero quel processo in cui l’inconscio, quella parte di noi che emerge durante i sogni, emerge anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati.

La caratteristica comune a tutte le manifestazioni surrealiste è la critica radicale alla razionalità cosciente, e la liberazione delle potenzialità immaginative dell’inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo “oltre” la realtà (sur-realtà) in cui veglia e sogno sono entrambe presenti e si conciliano in modo armonico e profondo. Il Surrealismo è certamente la più ‘onirica’ delle manifestazioni artistiche, proprio perché dà accesso a ciò che sta oltre il visibile. Inoltre esso comprende immagini nitide e reali ma accostandole tra di loro senza alcun nesso logico.

Il pensiero surrealista si manifestò spesso come ribellione alle convenzioni culturali e sociali, concepita come una trasformazione totale della vita, attraverso la libertà di costumi, la poesia e l’amore. Suoi referenti sono Marx e Freud: “Trasformare il mondo, ha detto Marx, cambiare la vita, ha detto Rimbaud. Queste due parole d’ordine sono per noi una sola” (André Breton). Spesso, molti esponenti del surrealismo sposarono la causa del comunismo e dell’anarchismo, per contribuire attivamente al cambiamento politico e sociale che avrebbe poi portato ad una partecipazione più generale alla surrealtà.

La critica si divide su dove collocare il punto finale del movimento surrealista: sicuramente, la fine della Seconda guerra mondiale (1945), e la morte di Breton (1966) hanno segnato dei punti di svolta importanti nella storia del surrealismo, che però continua ancora oggi ad essere una realtà artistica vitale.

(fine articolo di Wikipedia)

Continua con l’ articolo…

André Breton canalizzò la vitalità distruttiva che vi era nel pensiero Dadaista e dopo aver letto l’interpretazione dei sogni di Freud, fu molto influenzato che arrivò alla conclusione che era inaccettabile il fatto che il sogno (l’inconscio), avesse avuto così poco spazio nella civiltà moderna e pensò quindi di fondare un nuovo movimento artistico e letterario in cui il sogno e l’inconscio avessero un ruolo fondamentale, appunto il Surrealismo.

L’arte surrealista rivaluta tutto il mondo dell’inconscio, del pensiero non controllato dalla ragione al di fuori di ogni condizionamento estetico e morale. Ed è per questo che i Surrealisti per raggiungere il grado più profondo della realtà, si ispirano al sogno e all’immaginazione.

 

La pittura Surrealista

Nella pittura Surrealista gli artisti si divideranno principalmente in due tendenze diverse tra di loro.

 

La pittura surrealista “Verista” che ha tra i suoi maggiori rappresentanti Salvador Dalì (1904 – 1989) e René Magritte (1898 – 1967). Essi rappresentano cose ed oggetti del mondo reale, ma accostati in modo molto inconsueto e sorprendente, inseriti in contesti davvero inusuali.

Le loro opere sono spesso assurde e ambigue e l’osservatore viene confuso nel cercare di leggere l’opera con i criteri normali. Questo è il fascino dell’assurdo…

(sotto vediamo l’illustrazione dell’opera di René Magritte intitolata La voce dei venti del 1928).

 

surrealismo 1.jpg

  

La pittura surrealista “non-figurativa” va oltre la rappresentazione della realtà esteriore, per privilegiare esclusivamente quella interiore.

Le opere di Juan Mirò (1893 – 1983), uno dei maggiori rappresentanti del Surrealismo “non-figurativo”, sono caratterizzate da un pullulare di simboli e segni, linee e colori che sembrano galleggiare sulla tela, vivere in una dimensione fantastica.

(sotto vedi l’illustrazione dell’opera di Juan Mirò intitolata Il carnevale di Arlecchino del 1924-1925).

 

surrealismo 2.jpg

 

Anche la produzione artistica di Yves Tanguy (1900 – 1955) è prevalentemente “non-figurativa”. Le sue opere sono popolate da oggetti inventati, collocati in spazi allucinanti e illuminati da luci livide che generano ombre lunghissime.

 

 

Tra le tante cose curiose che possiamo scoprire nel favoloso mondo dell’ Arte, sicuramente una è quella del Dadaismo e dei suoi artisti con idee un pò “particolari”.

Il Dadaismo è un movimento artistico che viene costituito per la prima volta in Svizzera, ed esattamente a Zurigo, intorno al 1914 – 1916, proprio durante il terribile periodo della prima Guerra mondiale, e per poi come altri movimenti, svilupparsi e diffondersi in altri posti, come la Francia, gli Stati Uniti e la Germania, tra i più importanti.

Per leggere questo articolo completo per cortesia clicca sopra e viene nel mio nuovo sito intitolato Arte semplice e poi dove sto trasferendo tutto il materiale sull’arte. Grazie

 

arte informale 9.jpgA differenza della prima metà del Novecento, che come tutti noi sappiamo è stata caratterizzata soprattutto da tremendi sconvolgimenti dovuti alle due grandi guerre mondiali, che hanno portato distruzione e lutti in quasi tutto il mondo, la seconda metà del XX secolo si caratterizza per un grande progresso tecnologico. Infatti l’ uomo in questo periodo inizia a spostarsi, viaggiare, comunicare con altri uomini distanti anche molti migliaia di chilometri. Nei paesi più ricchi, si registra una vasta diffusione del benessere economico (il Boom degli anni 50/60), e si inizia ad uscire da quella che era considerata una vera piaga sociale, cioè l’ ignoranza, infatti le scuole cambiano e si riformano, e la gente per un ritrovato orgoglio personale, inizia a frequentarle in massa, comprese quelle serali, fino a portate l’ istruzione quasi a tutti (a lato i famosi tagli di Lucio Fontana).

 

Le idee

L’ esistenza dell’ uomo appare sempre più finalizzata quasi solo alla produzione e al consumo, aiutati molto da un utilizzo insistente della pubblicità, che diventa molto presto un elemento fondamentale nelle economie dei vari Paesi.

Per quanto riguarda l’ Arte della seconda metà del Novecento, possiamo dire che essa (l’ arte) recupera aspetti extrapittorici (collage, ready made) presenti nel primo Novecento, in particolare tra i Cubisti, Dadaisti e Surrealisti, (vedi articoli inerenti a destra).

Rispetto al passato, l’ arte di questo periodo, si è internazionalizzata. Grazie ai mass-media le esperienze artistiche non hanno più confini, e quindi possiamo dire che l’ arte diventa patrimonio di tutta l’ umanità, mettendosi a disposizione di chiunque nel mondo abbia questa passione, sia come artista che come semplice appassionato o studioso. Ma allo stesso tempo, il fatto che non vi sono più confini tra l’ arte e l’ intera umanità, crea il rischio di essere trasformata in prodotto soggetto alle regole del mercato, e quindi il valore di un opera non sarà più solo culturale, ma anche economico. Infatti qualche furbone inizia a far realizzare delle “opere d’ arte”, al solo scopo di avere un introito economico e quindi di arricchirsi velocemente, il tutto a discapito del vero valore culturale o storico, sempre se ve ne fosse in queste opere. Si ha la nascita delle cosiddette opere d’ arte in “serie”, per poter arricchire i loro proprietari, e tutto questo, porta solo del male a quella che è la vera Arte con la A maiuscola.

 

L’ Arte della seconda metà del Novecento – breve elenco dei Movimenti artistici

Mentre molti artisti continuano a sviluppare le ricerche avviate nella prima metà del Novecento, dai vari movimenti che sono nati (vedi articoli corrispondenti in questo blog), il secondo Novecento si caratterizza soprattutto dagli artisti che rifiutano le regole della pittura accademica. Questi artisti, non vogliono avere imposizioni su come realizzare un opera d’ arte, l’ ispirazione e le tecniche, devono essere libere, e soprattutto si inizierà ad usare dei materiali non tradizionali, per poter sperimentare liberamente.

Con queste premesse, si avrà nell’ immediato dopoguerra lo sviluppo dell’ Arte Informale, che esprime la sua critica al mondo contemporaneo abolendo le forme tradizionali e immediatamente riconoscibili. (vedi articolo su Arte Informale)

Sotto un particolare dell’ opera Astrazione di Willem de Kooning del 1949 olio su tela.

Arte sec novecento Willem Kooning Astrazione.jpg

 

 

Negli anni sessanta gli artisti riflettono sulle caratteristiche della società di massa e del consumismo, che ormai regna nei paesi più ricchi. La Pop Art si caratterizza per la grande attenzione riposta sugli oggetti e le immagini quotidiane, mentre la Op Art studia i fenomeni ottici e come i nostri occhi percepiscono i colori, lo spazio ed il movimento.

Sotto l’ opera di Roy Lichtenstein Ragazza che annega olio su tela (Pop Art).

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(vedi articolo su Pop Art)

(vedi articolo su Op Art)

  

Negli anni settanta gli artisti si oppongono alla mercificazione dell’ Arte, e incominciano a privilegiare l’ idea all’ oggetto artistico vero e proprio, nasce così l’ Arte Concettuale.

 

(vedi La Minimal Art e l’ Arte Concettuale).

 

Sotto l’ opera Three color sentence di Joseph Kosuth del 1965.

Arte II Nov Three color sentence Joseph Kosuth.jpg

 

 

Sperimentando nuovi strumenti di comunicazione, gli artisti intervengono sui loro e con i loro corpi (Body Art) o sull’ ambiente (Land Art), oppure trasformano l’ esperienza artistica in una specie di spettacolo teatrale (Performance e Happening).

 

Negli anni Ottanta e Novanta vi è un ritorno alla pittura figurativa tradizionale. Gli artisti utilizzano di frequente un linguaggio Neoespressionista (Transavanguardia).

Sotto l’ opera Incendiario di Sandro Chia del 1980 olio su tela.

Arte II Nove Sandro Chia incendiario.jpg

 

 

Arrivederci alla prossima