colonna traiana,arte romana,scultura,architettura,arteLa meravigliosa Colonna Traiana è un bellissimo esempio di tecnica e di grande abilità artistica raggiunta durante l’Impero romano.

Una breve descrizione della colonna Traiana, questa straordinaria opera creata dall’uomo per l’ arte Romana che come in una sorta di film ci narra attraverso bellissime immagini una storia emozionante.

Questa importante opera dell’arte romana fu realizzata per essere un grande monumento onorario da collocare nel Foro di Traiano, una delle zone più frequentate dai romani della “città eterna” di Roma allo scopo di celebrare le due ultime importanti vittorie militari avvenute durante la campagna per la conquista della Dacia, un territorio che oggi possiamo far corrispondere all’attuale Romania e Moldavia. Questa campagna militare da pare dei romani avvenne sotto il comando del celebre imperatore Traiano che con le sue formidabili e addestrate legioni sconfissero il re dei Daci Decebalo intorno l’anno 106 d.C. Un popolo che poi fu lentamente assorbito dalla civiltà romana.

L’anno in cui la colonna Traiana fu terminata e quindi consegnata all’omonimo imperatore e alla città di Roma è all’incirca il 113 d.C. Purtroppo il nome dell’artista che la progettò e che realizzò anche il bellissimo fregio insieme a altri suoi collaboratori scultori è rimasto un mistero ed è passato alla storia dell’arte antica con la semplice definizione di Maestro delle imprese di Traiano.

Il monumento è una colonna con forma coclide (cioè a spirale) istoriata con all’interno una scala a chiocciola che porta sino alla sommità. Il materiale usato è il marmo e ha una altezza di quasi 30 metri o come misuravano i romani in quell’epoca di circa 100 piedi. È costituito principalmente da tre parti distinte (contrassegnate in giallo nell’immagine in alto) che sono nella parte inferiore, il basamento con forma cubica che ha al suo interno la piccola camera funeraria che ha accolto le spoglie mortali dell’imperatore Traiano e della moglie Plotina, la parte centrale della colonna composta da diversi blocchi cilindrici chiamati “rocchi” che venivano messi in opera prima di essere scolpiti e infine la sommità dove era stata posta una statua di Traiano.

 

colonna traiana,arte romana,scultura,architettura,arte

Ma la bellezza di questa straordinaria opera d’arte è sicuramente data dalle scene scolpite in bassorilievo che vanno letti dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra (ne vediamo un particolare nell’immagine qui sopra). Queste scene ritraggono immagini di battaglie, di costruzione e di forza dei vinti, di arringhe da parte dell’imperatore alla gente ma anche scene che descrivono l’onore e il rispetto dato ai vinti. Sono tutte scene ispirate dai racconti o dalle memorie scritte da Traiano durante la campagna in terra di Dacia. Se pensiamo che se potessimo srotolare idealmente tutta la spirale del fregio decorato dagli artisti romani come fosse della semplice carta, avremmo una superficie lunga circa 200 metri contenente le 155 scene che un tempo erano tutte colorate e dipinte con dei colori molto vivaci. Si deve girare intorno ad essa circa 23 volte per terminare di vedere tutte le scene che vi sono rappresentate. La colonna Traiana insomma anche per questo motivo può essere considerata come un antico libro di racconti o come il primo film che attraverso le sue “istantanee” o i suoi “fotogrammi” ci descrive con grande dettaglio e in modo minuzioso una parte della storia di Roma antica e di uno dei suoi più grandi imperatori.

 

I celebri e straordinari edifici conosciuti col nome di Ziqqurat erano delle importanti costruzioni che avevano una funzione religiosa realizzate da antichi popoli che abitarono in un grande territorio che si estendeva tra due importanti fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

ziqqurat,arte mesopotamica,arte degli assiri,arte dei sumeri,architettura

Sto trasferendo per problemi tutti gli articoli di questo sito (cliccate sul nome sopra) su un nuovo sito chiamato Arte semplice e poi dove nel tempo ne troverete anche tanti altri nuovi. Scusatemi e grazie della pazienza

 

 

 

Gli artisti nei vari periodi storici.

Salvator Dalì.jpgQuando parliamo o pensiamo ad un Artista in generale pensiamo subito che questi abbia un carattere piuttosto “particolare”. Infatti siamo tenuti ad associare avendo spesso torto gli artisti a dei caratteri ribelli, egocentrici, lunatici, molto ma molto “strambi”, insomma diversi dal normale carattere di una persona della media. Sicuramente gli artisti più bravi o i grandi maestri devono avere un qualcosa in più della norma, capace di far uscire tutto il genio e il talento nascosto. Tantissimi capolavori d’arte sono scaturiti attraverso una forza interiore straordinaria, unica.

Oggi un grande artista è tenuto in grande considerazione ed è una grande personalità nella società, come un vero V.I.P. Ma è stato sempre così il altri periodi?

Nell’antichità e per un tempo anche abbastanza lungo gli artisti come per esempio i pittori, gli scultori o gli architetti venivano considerati come dei semplici artigiani, e spesso addirittura trattati male come se fossero delle persone da evitare, quasi degli emarginati. Nell’antica Grecia cosi come anche durante l’Impero Romano l’artista era molto disprezzato e veniva trattato allo stesso modo di uno schiavo, proprio perché lavorava usando le proprie mani.

Nell’antica Grecia però si incominciano ad intravedere dei piccoli segnali di un grande cambiamento. Già nel corso del IV Secolo a.C. Alcuni degli artisti iniziano ad apporre le proprie firme su dei lavori che realizzano. In questo modo attraverso una “semplice” ma importante firma apposta su un opera gli artisti cercavano di dimostrare la volontà di considerarle uniche e irripetibili. Insomma si iniziava a prendere coscienza del proprio lavoro e del proprio talento, e con la firma rivendicavano un certo riconoscimento per tutto il proprio lavoro svolto a realizzare le varie opere. Non vogliono essere più visti come semplici operai o artigiani che usano le mani e basta.

Si dovrà però aspettare ancora diversi secoli prima che pittori, scultori o architetti riescono a conquistare una vera e propria considerazione sociale.

Anche l’artista nel Medioevo è ancora considerato una persona che esercita un “mestiere”, anche se è considerato rispetto ad altri lavoratori un “abile esecutore”. Egli quasi sempre è obbligato a iscriversi a una corporazione che ha delle regole ben precise e a volte rigide. Nel Medioevo ogni artista doveva sottostare al committente. Era quest’ultimo a decidere quasi anche nei dettagli cosa dipingere o scolpire. Al committente spettava anche la scelta dei vari materiali da usare per l’opera, oltre i colori. Dell’opera finita si apprezzava quasi sempre per primo i vari materiali o i tessuti, oltre che i colori e dopo ma non sempre anche la bravura e il talento dell’artista.

L’artista inizia a diventare importante per la Società.

Caravaggio Ottavio Leoni ritratto del Caravaggio.jpgNel corso del XV Secolo iniziano a cambiare diverse cose anche nel campo artistico. Gli artisti, prendono sempre più coscienza del loro talento e della loro bravura. Lo stesso Leonardo da Vinci, risponde molto spesso anche in tono provocatorio, alle varie concezioni tradizionali, che vedono la pittura, come una attività manuale e l’artista come un semplice artigiano. Il grande Maestro che ci ha lasciato alcuni celebri capolavori di pittura come per esempio, La Gioconda o La Vergine delle Rocce, tra gli altri, afferma rispondendo provocatoriamente che anche i poeti, scrivendo, usano le mani, e quindi compiono un gesto manuale da “artigiano”. Leonardo aggiunge anche che, sia la scrittura che la pittura, si serve si delle mani, ma per mostrare quello che la “fantasia” ha elaborato, ha ideato. Quindi non è un lavoro “solo” manuale. Propri al tempo di Leonardo, gli artisti, cominciano ad avere una maggiore autonomia. Discutono con i committenti sui progetti da elaborare e studiare, pensando anche ai personaggi che devono essere raffigurati più liberamente. In questo periodo, che è il bellissimo periodo del Rinascimento, che sta a indicare appunto, la rinascita di una nuova società, la rinascita delle Arti e della cultura in genere, gli artisti, assumono un ruolo di primo piano. Vengono ormai considerati come dei “creativi” e degli intellettuali. Anzi, utilizzano la propria abilità ed il proprio talento, per farsi richiedere dai committenti più importanti. Questi ultimi infatti, non vanno più alla ricerca di una “Madonna” in generale, ma si inizia a cercare un “Leonardo”, un “Raffaello” e così via. La firma ora è la cosa più importante in un opera. Finalmente il genio artistico è stato riconosciuto da tutti. Ci saranno molte storie anche simpatiche, sul “riscatto” sociale di alcuni artisti, che ormai consapevoli del loro grande valore, fanno attendere anche invano, molti grandi personaggi, come re, principi o addirittura Papi. Per esempio, si racconta che la Marchesa di Ferrara, Isabella D’Este, cerca in tutti i modi di ottenere un dipinto da Leonardo da Vinci. L’artista, che era stato lasciato libero di decidere dalla Marchesa, per quanto riguardava il soggetto da raffigurare, non lo realizzerà mai, pur avendo tutto il tempo ed il denaro possibile. Diciamo che Leonardo era unico anche in questo. Comunque, la storia continua, e dopo lunghe trattative, la Marchesa riesce a convincere un altro grandissimo artista, il veneziano Giovanni Bellini. Ebbene, la Marchesa Isabella, dovrà aspettare ben otto anni, prima di poter ricevere il quadro tanto sperato. Sarei curioso di sapere qualcosa di più sul motivo vero per queste “contrarietà” verso la Marchesa Isabella D’Este, da parte dei due grandi artisti.

Col trascorrere del tempo, cioè nel Seicento e nel Settecento il riconoscimento e il lavoro degli artisti migliorano sempre più. Ormai sono ben consolidati nella società e le abilità manuali vengono sempre più unite al lavoro di intelletto, per progettare e realizzare un opera. Quindi vengono ad adattarsi, le idee espresse prima da Leonardo. In questo periodo, i grandi sovrani europei, amano circondarsi di artisti di corte, che celebrano nelle loro opere soprattutto, il grande e ricco sfarzo ed il potere di questi sovrani.

dadaismo 1.jpgTra la fine dell’ Ottocento e la prima metà del Novecento, vedremo ancora dei cambiamenti tra gli artisti. Si considererà adesso molto più importante il concetto o l’idea che da vita ad un opera (arte Concettuale). Quindi l’abilità manuale, verrà di nuovo considerata come prerogativa degli artigiani, e passerà in secondo piano. Nel Novecento, con l’arrivo delle Avanguardie, saranno gli artisti a decidere e stabilire cosa sia arte e cosa no. Anche se per esempio, parliamo di oggetti di uso comune, come faceva l’artista francese Marcel Duchamp. Questo artista, per esempio prendeva oggetti comuni, come una ruota di bicicletta, che diventava una “scultura” se messa su uno sgabello che le fa da piedistallo (vedi immagine). 

Altre volte l’artista (Christo), decide di “impacchettare” un isola o un Palazzo, e questa diventa subito un opera d’arte.

 

Arte Greca Venere di Milo Louvre.jpgDurante il periodo del XII secolo a.C. i soldati dei Dori che erano un popolo Indoeuropeo, invasero gran parte del territorio greco portando ovunque rovina e distruzione e riuscendo alla fine di sanguinose battaglie a sottomettere i piccoli Regni che si erano formati e che noi grazie alla storia conosciamo come i Regni Miceni.

Questa situazione porterà intorno ai secoli che vanno dal IX al VIII a.C. a una sorta di mescolanza, tra le tradizioni e le culture del popolo invasore e tutte quelle delle varie popolazioni locali, che daranno alla fine un importante imput allo sviluppo ed al risveglio sia della cultura, ma anche alla economia del paese, facendo nascere in questo modo una nuova civiltà. Questa sarà la civiltà Greca o Ellenistica che poi gradatamente si espanderà grazie alla fondazione di numerose Colonie in Oriente e soprattutto nella nostra Italia Meridionale, storicamente conosciuta anche come la Magna Grecia. A lato vediamo un particolare della celebre statua greca la Venere di Milo.

Insieme a questo sviluppo iniziano a nascere anche le prime “Poleis”, cioè una sorta di città-Stato in tutto il territorio ed in alcune di esse il potere non sarà più solo nelle mani di un potente Monarca, ma si inizierà anche se molto gradatamente a passare da un Governo di pochi nobili (Aristocrazia), ad un Governo ove partecipano in molti alla vita politica e alla gestione degli abitanti (Democrazia). Tra le città-Stato più famose, citiamo le più celebri Sparta ed Atene, quest’ultima alla fine del VI secolo a.C., si trasformerà in una democrazia e negli anni che vanno dal 460 al 429 a.C., con un famoso personaggio storico di nome Pericle, raggiungerà il suo massimo splendore.

Purtroppo i vari contrasti che ci saranno tra le potenti città-Stato, un esempio per tutti quello celebre tra Sparta ed Atene (di cui sentiamo spesso parlare anche i famosi films), porteranno ad una devastante guerra, la quale verrà chiamata dagli storici guerra del Peloponneso (dal 431 al 404 a.C.). Sappiamo benissimo che in qualunque guerra, non ci sono mai vinti o vincitori e che tutto quello che si guadagna, da una guerra così lunga e cruenta, è soltanto un grosso indebolimento da parte delle due città che poi, cadranno facilmente sotto il dominio dei Macedoni nell’anno 336 a.C.

I Macedoni erano un popolo, che provenivano da una regione del Nord della penisola Greca ed avevano come Sovrano assoluto, l’Imperatore Alessandro Magno, un personaggio di cui Voi sicuramente avrete già sentito parlare nelle scuole e dai libri storici. Sotto questo dominio, la civiltà greca entra in contatto con la tradizione orientale, ed in questo modo si avrà la nascita di un’unica Cultura, che verrà riconosciuta da tutti come la Civiltà Ellenistica, che avrà uno splendido sviluppo culturale, economico ed soprattutto artistico e che finirà poi con la conquista romana dell’Egitto (la battaglia di Anzio nel 31 a.C.).

Dopo questa breve ma doverosa crono-storia, diremo che fin dalle origini, ogni aspetto del pensiero greco è volto ad indagare con precisa lucidità la natura umana. I Greci esplorano le leggi che governano tutto il mondo naturale, perché da esse derivano tutte le norme religiose, morali ed estetiche, che sono il fondamento del loro vivere.

Da questa precisa osservazione gli Artisti greci, ricavano le regole ed i principi, che diventeranno dei veri e propri punti fermi per tutta l’Arte Greca in genere, e cioè l’armonia, l’equilibrio e la proporzionalità. Continua…

Si realizzeranno città ed edifici greci a misura d’uomo, opere d’Arte dove la perfezione diventa un simbolo della grandezza e della dignità morale dell’uomo stesso.

Gli storici dell’Arte, usano dividere l’Arte greca in alcuni periodi: dal crollo della civiltà Micenea e quindi come abbiamo detto, nel secolo XII a.C. circa, fino all’inizio della dominazione Romana e cioè il I secolo a.C. circa.

Del primo periodo (XII – VIII secolo a.C.) purtroppo non abbiamo molte testimonianze. Esso ci è noto soprattutto attraverso la produzione di bellissimi vasi in ceramica, decorati con dei motivi geometrici o con figure umane molto stilizzate e schematizzate. Di questo primo periodo troviamo due fasi temporali che sono il periodo detto geometrico (dal IX al VIII secolo a.C.) e il periodo orientalizzante (VII secolo a.C.).

Nel VII secolo a.C., invece ha inizio il periodo arcaico, che terminerà poi nel V secolo a.C. In questo periodo si assiste alla nascita della statuaria monumentale e alla graduale definizione delle prime strutture dei grandi Templi che diverranno uno dei simboli dell’arte Greca e che noi possiamo ancora ammirare oggi. Per quanto riguarda l’arte della ceramica, si sviluppa lo stile dove le figure sono colorate di nero, su uno sfondo rosso, che poi verrà affiancato e sostituito dallo stile delle figure rosse su di uno sfondo nero.

Dalla metà del V alla metà del IV secolo a.C., si sviluppa il periodo greco classico. In questo periodo, l’arte greca raggiungerà il suo massimo splendore in assoluto, ottenendo risultati enormi con opere piene di grande equilibrio ed armonia. In architettura la bellezza è data dalla misura, cioè dall’armonica corrispondenza delle parti tra di loro e con il resto degli elementi e dell’ambiente. Nella scultura e nella pittura la bellezza è data dall’imitazione della natura e delle perfette proporzioni del corpo umano raffigurato.

Dalla meta del IV al I secolo a.C., quindi come abbiamo già accennato, durante l’età Ellenistica, l’architettura raggiunge risultati di grande monumentalità. In scultura l’equilibrio e l’armonia lasciano il posto alla concitata rappresentazione dei vari sentimenti umani ed agli effetti spettacolari e si sviluppano nuovi generi artistici come per esempio, il ritratto.

vediamo anche anche (La bellezza secondo l’Arte Greca)

 

Arrivederci alla prossima