Con particolare orgoglio, visto che sono siciliano voglio ora parlarvi seppur brevemente di questo grandissimo Artista che è stato Antonello da Messina (nascita 1429-1430 circa morte 1479) che con la sua arte e le sue meravigliose opere ha contribuito enormemente allo sviluppo della pittura nel secolo Quattrocento.

 

Biografia e gli anni giovanili di Antonello.

Antonello da Messina è il soprannome in quanto all’epoca vi era questa usanza di mettere dei particolari soprannomi spesso derivati dalle località di nascita di queste persone per facilitarne il riconoscimento di Antonio di Giovanni de Antonio, il quale nasce nella città siciliana di Messina intorno agli anni 1429-1430 dal padre Giovanni de Antonio e dalla madre Garita (nome che sembra derivare da Margherita).

Il suo primo e vero apprendistato artistico lo svolge probabilmente tra Messina e Palermo. Intorno al 1450 circa si trova a Napoli dove secondo la testimonianza di Pietro Summonte in una lettera a Marcantonio Michiel è apprendista nella bottega del pittore Colantonio. Qui viene in contatto con la nascente e rivoluzionaria pittura fiamminga oltre che con quella spagnola e provenzale. All’Antonello di questo periodo viene attribuita la celebre opera Annunciata, attualmente conservato nel Museo Regionale Abatellis di Palermo, per stile e iconografia riconducibile all’ambiente napoletano di gusto fiammingo e anche dieci tavolette con beati francescani realizzate per la pala dipinta da Colantonio per la chiesa di San Lorenzo Maggiore.

La cosiddetta Crocifissione di Sibiu del 1455 circa (vediamo una immagine sotto) conservata al Muzeul de Artà di Bucarest iconograficamente riprende i Calvari fiamminghi. Dello stesso anno ma di data successiva è la meravigliosa Crocifissione di Anversa, conservata al Musée Royal de Beaux Arts: nella parte bassa della tavola l’opera è prettamente fiamminga mentre nella parte superiore, in cui la disposizione ortogonale di Cristo e dei ladroni determinano una tangibile scatola spaziale, implicano un’attenta conoscenza delle volumetria spaziale italiana. Roberto Longhi riteneva che la parte superiore della tavola fosse stata aggiunta qualche anno dopo, poiché le due matrici culturali tipiche del messinese, fiamminga e italiana sono qui solamente accostate e non fuse.

La crocifissione di Sibiu Antonello da Messina.jpg

 

 

Il viaggio a Venezia e le varie opere realizzate.

Del 1457 è la prima commissione come maestro autonomo: un gonfalone per la confraternita di San Michele dei Gerbini a Reggio Calabria allora imitazione di quello eseguito per la confraternita messinese di San Michele a Messina. Entrambe le opere sono andate perdute. A questa data sappiamo che l’artista è già sposato e probabilmente è già padre di Jacobello che prenderà le orme del padre.

Dopo la realizzazione di altri lavori più o meno importanti Antonello da Messina nel 1470 circa è a Venezia dove viene in contatto con la pittura di Giovanni Bellini.

 

Il Salvator Mundi è la sua prima opera firmata e datata: Mille simo quatricentessimo sexstage/simo quinto viije Indi antonellus/messaneus me pinxi, ma più probabilmente fu eseguito nel 1470. In questa opera l’iconografia è ripresa dai fiamminghi e in special modo da Petrus Christus, nella prima stesura la veste del Cristo era più accollata e la mano benedicente parallela alla superficie. Antonello rielaborò la composizione successivamente, costruendo la piega dello scollo e tese la mano benedicente in modo da accentuare le valenze spaziali della composizione.

Tornato in Sicilia realizza il Polittico di san Gregorio.

Del 1474 è l’Annunciazione del Museo Bellomo di Siracusa dove lo spazio non è unificato dalla prospettiva, visto che sono presenti due diversi punti di fuga ma dalla sottile graduazione luminosa.

Dello stesso anno è il San Gerolamo nello studio conservato alla National Gallery di Londra. La scena inquadrata in un arco di trionfo è costruita in modo che i raggi luminosi coincidono con quelli prospettici, avendo come centro il busto e le mani del santo, colto al lavoro nel suo studio, ingombro di libri e di oggetti, meticolosamente raffigurati al pari della minuta indagine naturalistica degli animali posti in primo piano.

Dal 1475 inizia il suo soggiorno veneziano fino all’autunno del 1476, al centro della sua riflessione c’è la figura umana sia in quanto anatomia, sia per quanto riguarda l’espressività derivati dall’esperienza pierfrancescana e belliniana.

Del 1475 è l’Ecce Homo del Collegio Alberoni di Piacenza firmato e datato: 1473 Antonellus Messaneus me pinxit.

Dello stesso anno sono: La Crocifissione della National Gallery di Londra, firmata e datata 1475/antonellus messaneus/me pinxit, la cui pacata composizione è costruita in sezione aurea dove a fare da linea marcatrice sono le acque del lago, che isolano maggiormente la figura del Cristo dal cerchio formato dalla Vergine e da san Giovanni; il Ritratto d’uomo della National Gallery di Londra; la Pietà del Museo Correr; il Ritratto d’uomo, detto Il Condottiero del Louvre, firmato e datato: 1475/Antonellus messaneus me pinxit; il Ritratto d’uomo della Galleria Borghese e la Madonna col Bambino della National Gallery of Art di Washington. (vedi sotto ritratto di uomo, Londra).

Ritratto di uomo Antonello da Messina.jpg

 

 

Fine prima parte

Tra il 1475 e il 1476 esegue la Pala di san Cassiano ora a Vienna, opera mutilata di cui rimangono la Vergine sul trono rialzato e quattro santi a mezzo busto. Il pittore si rifà allo schema compositivo della Sacra Conversazione di Giovanni Bellini per la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, ora perduta. L’impostazione iconografica cioè la disposizione dei santi intorno al trono rialzato della Vergine, dava maggior respiro alla composizione, ma sono gli effetti atmosferici creati dalla luce a unificare l’opera e rendere più naturali le figure proposte.

 

Tra il 1475 e il 1478 esegue la Pietà del Museo del Prado, la scena è inserita in un paesaggio con in primo piano teschi e tronchi secchi che simboleggiano la morte, mentre il paesaggio verdeggiante in secondo piano simboleggia la Resurrezione. L’iconografia in cui il Cristo morto è sorretto dall’angelo è di origine nordica, ma era già presente nelle opere di Carlo Crivelli; il corpo del Cristo è reso naturalisticamente, sia nel costato sanguinante che nel volto sofferente a cui fa da contrappunto la bellezza idealizzata del volto dell’angelo.

 

Del 1476 circa è il San Sebastiano di Dresda, parte di un trittico smembrato; in esso l’asse del dipinto è dato dalla figura monumentale del santo, accentuata dal punto di vista ribassato, ruotata leggermente a destra. L’influenza di Piero della Francesca è evidente nella disposizione matematica degli elementi, nel pavimento scorciato in prospettiva che conduce lo sguardo verso il piazzale in fondo; al contempo Antonello rifiuta la scomposizione geometrica del corpo del santo addolcendo i contorni e inserisce la scena in un paesaggio contemporaneo, popolato di figure minuscole, simile ai paesaggi monumentali che dominano la composizione caratteristici di molta pittura umbro-marchigiana (Carlo Crivelli), ma anche per la monumentalità della figura negli affreschi del Mantegna agli Eremitani.

 

Tra il 1476 e il 1478 esegue il Cristo alla colonna del Louvre, tavoletta realizzata per devozione privata, o a Venezia o in Sicilia.

 

Il ritorno in Sicilia

Dopo il suo ritorno in Sicilia, realizza nel 1476 l‘Annunziata di Palermo colta nel momento in cui l’angelo se n’è appena andato (oppure nel momento dell’interrogazione), dalla sagoma quasi piramidale del manto emerge il perfetto ovale del volto della vergine, l’asse della composizione è dato dalla verticale che va dalla piega dello scollo all’angolo leggio, al contrario il lento girare della figura e il gesto della mano danno movimento alla composizione. L’opera rappresenta uno dei traguardi fondamentali della pittura rinascimentale italiana. L’assolutezza formale, lo sguardo magnetico e la mano sospesa in una dimensione astratta ne fanno un capolavoro assoluto. La tela è oggi esposta a Palazzo Abatellis. Dello stesso anno è il Ritratto d’uomo, detto Ritratto Trivulzio (vedi immagine sotto), del Museo Civico d’Arte Antica di Torino, firmato e datato, in cui l’incarnato si accorda perfettamente al colore rosso della veste.

Ritratto Trivulzio - Antonello da Messina.jpg

 

 

L’artista Muore a Messina nel 1479. Nel suo testamento chiese di essere sepolto in un saio monacale. Divise la sua eredità in modo equo tra moglie e figli. La sua tomba è stata individuata a Messina nei pressi del Viale Giostra (Ritiro) in un luogo non molto distante dalla Badiazza e precisamente nella Chiesa di Santa Maria di Gesù Superiore.

Non si formò nessuna scuola di pittori dall’eredità della sua grande pittura, in parte Marco Costanzo capì la sua rivoluzione ma in Sicilia rimase un caso isolato. Diversamente successe a Venezia dove da Giovanni Bellini in poi i suoi modi pittorici furono pienamente assimilati.

Gli è inoltre attribuito il Ritratto di giovane uomo della National Gallery di Washington.

 

Vorrei ringraziare tutti gli Autori di Wikipedia per il loro preziosissimo lavoro e per le tante notizie che ci forniscono.

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modigliani ritratto di uomo.jpgL’artista italiano Amedeo Modigliani nasce a Livorno il 12 Luglio del 1884 da una famiglia ebrea molto modesta. Al giovane Amedeo questa condizione sociale della famiglia non piaceva molto anzi sembra che  provava una certa vergogna al punto che nel 1905 quando arrivò a Parigi nel famoso quartiere degli artisti di Montmartre tenne gelosamente segreto il tenore di vita dei propri familiari e iniziò ad atteggiarsi a gran signore. Addirittura all’inizio di ogni mese faceva fuori in pochi giorni i pochi soldi che gli mandava la madre con grandi sacrifici, sperperando a più non posso.

Il principe di Gerusalemme.

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