Banksy, uno dei più celebri artisti di quella forma d’arte chiamata Street Art, cioè l’Arte che si realizza fuori all’aperto e nelle strade ha deciso di fermare il suo progetto artistico americano intitolato Better Out Than In a causa sembra della polizia di New York.

Da ciò che lo stesso artista inglese ha pubblicato sul suo sito ufficiale dove si vede per la data del 23 Ottobre 2013 una immagine su sfondo bianco con una sola scritta che tradotta significa all’incirca “oggi l’arte è stata cancellata dall’attività della polizia”, apprendiamo che questo grande artista e interprete della Street Art, divenuto negli ultimi anni molto famoso e amato da milioni di persone di qualunque provenienza e classe sociale oltre che per essere rimasto sempre nell’anonimato per la sua arte umoristica, ricca di spunti di protesta e di denuncia verso la società, la politica e la cultura moderna abbia deciso di “arrendersi” alle grandi pressioni scaturite e arrivate ovunque sia dai media delle comunicazioni che soprattutto dalle forze di Polizia della città di New York che ormai da giorni cercano di arrestarlo con le accuse di vandalismo e danno verso i beni pubblici.

Qui trovate un altro articolo su Banksy.

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Sopra vediamo l’immagine che si riferisce alla sua ultima opera di questo suo progetto americano realizzata in data 22 Ottobre 2013 e che si riferisce alla nota Sfinge egiziana.

Fonte di questa notizia: Qui trovate l’articolo su Banksy apparso oggi sul sito Internazionale.it.

Vedremo se ci saranno ulteriori sviluppi a questa vicenda

 

Banksy è il celebre nome con cui si firma uno dei più conosciuti e celebri artisti della Street Art, quella particolare e moderna forma di arte che viene di solito realizzata all’aperto e nelle strade delle città.

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Non si sa molto ne delle origini, ne di che tipo sia fisicamente questo artista a parte forse che dovrebbe essere un ragazzo nato e cresciuto nella Contea inglese di Bristol. Dico questo perché Banksy ha una particolare caratteristica che è riuscito a sviluppare durante la sua carriera artistica, ossia quella di rimanere sempre nell’anonimato. Nessuno al mondo infatti tranne alcuni suoi amici molto fidati conosce la sua vera faccia o magari quanto sia alto, che numero porti di scarpe o cosa mangia di Giovedì. Per anni hanno cercato di smascherarlo, di fotografare la sua faccia e conoscere la sua vera identità senza mai riuscirci però, mentre magari lui tranquillamente entrava nei più importanti Musei a lasciare le sue opere appese accanto a quelle di grandi artisti del passato. Anche sul web, nel suo personale sito su cui lascia soltanto le immagini dei suoi lavori non c’è inserito nulla (cliccate sopra sul nome per visitarlo).

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L’arte di Banksy: le sue opere parlano da sole.

Banksy attraverso i suoi ottimi lavori artistici lasciati di soppiatto nei Musei, nelle Gallerie o sulle strade di mezzo mondo e usando al meglio questa sua caratteristica di rimanere sempre nell’ombra è riuscito con gli anni a farsi conoscere e farsi apprezzare, stimolando sempre di più una grande passione e quella “naturale” curiosità da parte di tutta la gente che passeggia e “vive” quelle strade. Per questo motivo oltre che per aver attirato numerose critiche positive l’artista è diventato anche uno dei più celebri esponenti della Street Art. I numerosi sostenitori e i fan di Banksy aspettano ogni volta con ansia il suo prossimo lavoro che non si sa mai dove possa apparire. Vediamo sopra e qui sotto delle immagini delle sue ultime opere che fanno parte di un nuovo progetto intitolato “BETTER OUT THAN IN” che tradotto significa “meglio fuori che dentro” e che sta realizzando nei 31 giorni del mese di Ottobre nella città americana di New York e che potrete vedere andando sul suo sito. In questo suo progetto pensate quindi che Banksy realizzerà una nuova opera o una nuova idea artistica per ogni giorno del mese.

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Di solito queste sono delle immagini che vengono realizzate con la tecnica artistica dello Stencil, una sorta di maschera con all’interno una immagine ritagliata che viene applicata attraverso spray e pitture sulle pareti delle strade e dei vicoli desolati, altre volte crea scene con dei materiali particolari, usando per esempio degli oggetti che vengono modificati o letteralmente sfasciati come la famosa cabina telefonica assassinata che vediamo qui sotto. Banksy è un vero vulcano di idee e talento artistico che gli servono a trasmetterci delle tristi, malinconiche, assurde, curiose, romantiche realtà.

 

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In queste sue opere Banksy inserisce a volte uno sfondo umoristico, magari una satira pungente, graffiante che prenda in giro la politica, la cultura o l’arte tradizionale, accademica e dei critici. Comunque quasi sempre le sue immagini ci esprimono dei messaggi provocatori, di diffidenza o di protesta verso tutte le tragedie che causa l’uomo. Tragedie come le guerre, l’inquinamento della terra o il male esistenziale delle cosiddette “società civili”. Molte di queste opere sono davvero molto belle graficamente, molto espressive e rappresentano bene i veri e reali sentimenti della gente, questo ci fa capire perché l’artista Banksy è tanto amato.

Un aggiornamento per una notizia del 24 Ottobre 2013

Banksy ha deciso di fermare il suo progetto di New York.

 

Modella di schiena e modella di profilo: due studi della pittura Puntinista di Georges Seurat.

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Tra le tante opere che fanno ormai parte dello straordinario patrimonio artistico mondiale che sono legate a quello stile inconfondibile e particolare della pittura Puntinista troviamo anche alcuni studi realizzati dall’artista francese Seurat che gli servirono per il progetto di una sua opera più grande conosciuta poi semplicemente col nome Le modelle (qui sopra cliccate per ingrandire) che doveva raffigurare alcuni corpi umani con delle pose naturali. Vediamo Bellissimi corpi umani che in questo caso erano quelli femminili di alcune splendide modelle che posarono per l’artista. Come molti di voi sicuramente sapranno il pittore francese Georges-Pierre Seurat (1859-1891) è molto conosciuto e viene celebrato nei libri di storia dell’arte soprattutto per essere stato uno dei primi esponenti del nuovo Movimento pittorico che per la sua tecnica venne chiamato Puntinismo. Un nuovo modo di fare pittura che nacque nei Quartieri della Francia di fine Ottocento e che poi arrivò e si sviluppò anche nel resto dell’Europa. Seurat infatti fu un artista che attraverso i suoi particolari studi sulla pittura, a esperimenti e a ricerche che lo potessero portare a creare nuove tecniche arrivò a creare la tecnica artistica puntinista.

georges seurat,le modelle,studi sulle modelle,puntinismo,pittura dell'ottocento,tecniche artistiche,pittura,opere d' arteAlcune delle ricerche di questo artista, così come anche la sua opera e gli studi sulle modelle che citiamo sopra furono realizzati soprattutto per sciogliere alcuni importanti dubbi e avere delle risposte certe in merito ad alcune critiche e osservazioni negative che alcune persone e critici gli fecero contro in quell’epoca. Infatti tra le critiche si affermava con convinzione che con la nuova tecnica pittorica di Seurat, cioè quella di stendere numerosi puntini di colore puro vicini o contrapposti tra di loro su una tela si poteva arrivare al massimo a creare dei semplici paesaggi e nulla più, mentre per quanto riguardava la rappresentazione dei corpi umani questa era una tecnica assolutamente inadatta. Qui sopra vediamo una immagine dell’opera di Geroges Seraut, lo studio per la Modella di profilo realizzata intorno al 1886-87. Mentre qui sotto vediamo l’immagine dello studio per la modella di schiena realizzata sempre intorno agli anni 1886-87. In entrambi questi due studi possiamo vedere come l’artista riesce attraverso un paziente uso che fa dei puntini di colore che vengono giustapposti o sovrapposti sulla tela a ottenere la raffigurazione e i particolari della testa, delle braccia, delle pareti della stanza e di tutti gli altri dettagli del corpo umano.

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I puntini riescono anche a suggerirci i giusti volumi di questi corpi oltre che darci anche l’illusione delle luci e delle ombre giuste. Le scene raffigurate nelle opere di Seurat vengono poi viste da noi nel modo giusto grazie alla retina che abbiamo nell’occhio e al nostro cervello che ordina, unisce e sintetizza in modo perfetto tutti i puntini di colore, restituendoci delle immagini e delle sensazioni visive piacevoli.

 

Il disegno è un immagine che si ottiene tracciando un insieme di segni e linee su una qualunque superficie. Possiamo anche aggiungere che è un linguaggio artistico molto antico, infatti le prime opere disegnate risalgono addirittura all’età della pietra. Questi sono dei graffiti ottenuti incidendo su una roccia dei segni con un qualche strumento a punta. Come possiamo vedere nell’immagine sotto sono dei disegni molto semplici che rappresentano scene di caccia, con animali che venivano abbattuti dagli uomini antichi per poi cibarsene. Questi disegni si trovano in Val Camonica in provincia di Brescia, (vedi sotto).

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Il disegno è adatto a esprimere un idea, in modo immediato e sintetico. Proprio per questo costituisce una prima tappa fondamentale per ogni attività artistica e progettuale. Nel disegno o per meglio negli schizzi, o bozze possiamo trovare e vedere la scintilla creativa di ogni artista o magari di ogni persona comune. Moltissimi pittori, prima di realizzare un dipinto compiono studi preparatori che servono per far “maturare” il progetto, che poi si tramuterà in un capolavoro. Col disegno, si definiscono i dettagli dell’ opera, e serve a risolvere i vari problemi compositivi. Spesso si sono trovati dei disegni, di grandi artisti, che sono rimasti tali, nel senso che l’ opera, non è stata mai compiuta, magari per mille motivi. E quindi il disegno rimane come unico testimone, di ciò che poteva uscire dal genio dell’ artista. Vi sono disegni preparatori o schizzi, che sono dei veri e propri capolavori, per come sono stati concepiti, per i dettagli, o magari per un piccolo particolare che è stato più volte cancellato. Come non ricordare tutti i disegni e gli schizzi che ci ha lasciato il grande genio Leonardo da Vinci. Sotto San Giorgio e il drago disegno per progetto di opera a penna e inchiostro nero su carta di Raffaello Sanzio.

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Il disegno nell’arte.

Il disegno è stato considerato a lungo soprattutto un esercizio necessario per formare l’ occhio dell’ artista, oltre che per prendersi la mano, questo è sacrosanto, infatti chi di Noi nelle scuole elementari, non abbia provato a scarabocchiare qualcosa su di un foglio di carta? E dopo cercare di rifarlo meglio? Tuttavia, anche per le ragioni che ho espresso sopra, il disegno è diventato una sorta di forma d’ arte autonoma. In particolare, nel Quattrocento, grazie alla diffusione in Europa della carta, che prima era molto rara, inventata in Cina cinque – sei secoli prima. Gli artisti dell’ epoca, preparavano i loro disegni con grande cura, soprattutto come prova della propria abilità e originalità. Infatti usavano i disegni, come una sorta di biglietto da visita, o come diremmo oggi come un”book personale”, da presentare ovunque si vada. Spesso capitava, che il committente acquistava anche i disegni preparatori oltre l’ opera finita, pagando cifre grosse, perché si usava collezionare come anche oggi pure i disegni dei grandi artisti.

Durante il Rinascimento molti artisti utilizzavano come opere di presentazione disegni realizzate con la punta d’argento, uno strumento che richiedeva molta pazienza e abilità. L’ artista tracciava il disegno con un asticciola di metallo che terminava con una punta d’ argento o d’ oro, graffiando una carta preparata con una sostanza detta “bianco di china”. Vediamo un esempio sotto in un immagine di una famosa e bellissima opera di Albrecht Durer intitolata Mani in preghiera del 1508 fatto proprio a punta d’argento. Si può notare subito al primo sguardo la grande potenza espressiva e reale di questa tecnica.

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Le tecniche del disegno.

Nel corso dei secoli si sono sviluppate due diverse tecniche per disegnare. Una è quella di incidere o graffiare una superficie, la seconda è quella di tracciare dei segni su un supporto.

Le superfici possono essere incisi con attrezzi adatti come punte in acciaio e penne appuntite. L’incisione di matrici di legno, metallo ecc. ha dato vita poi ai vari procedimenti di stampa (vediamo articolo), che consentono di replicare un disegno in copie più o meno numerose.

I disegni su supporto si possono tracciare usando vari materiali e strumenti. Per esempio la grafite, il carboncino che può essere sfumato facilmente anche con le dita, dando degli effetti chiaroscurali molto suggestivi. La sanguigna fatta di argilla pressata di color rosso ruggine. Il gesso, gli inchiostri che sono di vario tipo e che si possono stendere con pennelli, cannucce, pennarelli ecc. sotto vediamo un Galletto del 1938, di Pablo Picasso con tecnica del disegno con carboncino, si notano anche le cancellature dell’ artista. Vedi articolo il carboncino e la sanguigna.

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Nell’antichità uno dei più diffusi supporti fu il papiro che è ricavato dal midollo di una pianta acquatica. Nel Medioevo in Europa il papiro era molto raro e allora fu sostituito dalla pergamena, ricavata dalle pelli di agnelli, pecore o capre, raschiata, seccata e levigata.

Infine con l’invenzione della carta un supporto facile da usare e soprattutto meno costoso ha reso possibile una grande diffusione dei disegni.

 

Il segno come comunicazione e arte

Il segno può essere considerato come l’unità minima della raffigurazione artistica, (insieme al punto e alla linea). Nel linguaggio visivo, chiamiamo segno qualunque traccia (una linea, una macchia di colore su una tela, un incisione su una pietra) prodotta consapevolmente per esprimere e comunicare un certo significato.

L’uomo sin dall’antichità ha cercato di tracciare delle forme, magari dapprima semplici e poi sempre più composte, che dovevano raffigurare una testimonianza del proprio pensiero, o magari della sua presenza in un determinato posto (vediamo sotto una immagine che rappresenta dei segni lasciati da uomini primitivi in Francia in una grotta).

segni su roccia per segno scrittura.JPG

 

 

Se osserviamo l’immagine, notiamo alcune linee molto marcate, simili per andamento e proporzioni e accostate secondo un ordine non casuale. Il significato di queste antichissime manifestazioni è ancora un mistero irrisolto. Tuttavia, dopo migliaia di anni dei semplici segni come questi, comunicano con straordinaria intensità espressiva ed estrema sintesi grafica i gesti consapevoli compiuti da un uomo. Segni che diventano, testimonianza di un passaggio e di una energia creativa umana lontana nel tempo. (sotto vediamo un altro esempio di segni lasciati dall’uomo preistorico, come delle impronte di mani).

 

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In arte possiamo dire che il segno è la traccia “visibile” con cui ogni artista esprime la sua sensibilità e la sua originalità.

 

Dal segno al simbolo

A volte, invece di essere un semplice tratto astratto, il segno può voler definire e rappresentare una cosa reale, un oggetto o un concetto in forma stilizzata. In questo modo si trasforma in simbolo.

Un simbolo artistico è pertanto una raffigurazione da cui sono stati eliminati tutti gli elementi superflui. Per esempio prendiamo un opera del grande maestro Paul Klee, intitolata Ad Parnassum del 1932, olio e caseina su tela (vediamo sotto un immagine).

Paul Klee Ad Parnassum per segni e scrittura.JPG

 

 

In questa opera di Klee, la realtà viene rappresentata in modo essenziale ed estremamente significativo.

Quante volte abbiamo visto e per primi noi stessi a scuola, abbiamo disegnato un sole, un fiume, una montagna o un uomo. Nei disegni infantili, si vede benissimo ciò che ho scritto su in alto, il sole infatti viene disegnato come un cerchio giallo con dei raggi attorno, simbolo di luminosità, la montagna invece con delle linee spezzate a forma conica, che simboleggia l’elevazione o l’altezza. Un fiume viene rappresentato come due linee parallele e l’ uomo come un rettangolo per il tronco e delle linee per le braccia e i piedi. In questo caso, i bambini, hanno tolto inconsciamente tutto il superfluo, per arrivare a quello che doveva essere per loro l’ oggetto o il personaggio voluto. Proprio partendo da alcuni di questi semplici disegni infantili, alcuni artisti del Novecento, come Paul Klee, hanno riscoperto e ritrovato la purezza originaria della raffigurazione artistica, producendo delle opere, che sono ormai entrate nella storia dell’ arte, come veri e propri capolavori.

Un altro tipo di simbolo è costituito dall’ oggetto che viene rappresentato per alludere a un concetto o a un altro oggetto. Un esempio veloce, potrebbe essere una corona, che ci porta subito a pensare a “simbolo di regalità”, come anche uno scettro, che simboleggia il potere e il domino.

 

La scrittura e le sue forme

tavoletta cuneiforme per segni e scrittura.JPGIl tentativo di raffigurare la realtà  in forme semplici non è importante solo dal punto di vista artistico, ma anche da quello dell’elaborazione scritta, dal momento che con i segni si possono comunicare anche i pensieri.

A lato possiamo vedere una tavoletta in cuneiforme, il sistema di scrittura utilizzato nel III millennio a.C. nell’ area mesopotamica. Si tratta di segni stilizzati, che venivano impressi sull’argilla fresca per mezzo di bastoncini con la punta tagliata a cuneo.  

I Segni e i simboli sono infatti gli elementi primari della comunicazione scritta.

Fin dai tempi più antichi, gli uomini hanno cercato di comunicare i loro pensieri con la scrittura. A seconda del periodo, dei popoli e delle esigenze, sono nate le scritture come i geroglifici, la scrittura cuneiforme, i pittogrammi, gli alfabeti, gli ideogrammi e chi più ne ha, più ne metta.

 

Le modalità di scrittura, si possono dividere in due grandi categorie:

la prima è formata da segni, che indicano un suono o una parola.

La seconda comprende simboli che esprimono un concetto.

Nel nostro alfabeto per esempio ad ogni lettera corrisponde un suono. Negli ideogrammi orientali ogni figura contiene una idea.

In ogni tempo gli artisti hanno utilizzato segni e simboli della scrittura per creare vere e proprie opere d’arte. Per esempio i monaci medioevali, arricchivano con preziose miniature i loro manoscritti (vediamo sotto un esempio di miniatura medioevale).

Miniatura libro dell' Apocalisse 1050 circa Parigi Biblioteca Nazionale.JPG

 

 

Arrivederci alla prossima