Si è già parlato brevemente del Puntinismo, ossia di quel Movimento artistico che nasce in una frenetica Francia durante un periodo culturalmente ricco e pieno di novità per l’arte che è la fine del secolo Ottocento (leggete l’arte dell’Ottocento).

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Il Puntinismo prende il nome a seguito di alcune nuove ricerche effettuate da alcuni studiosi sulle caratteristiche della luce, la sua scomposizione e come noi vediamo i colori. Interessanti studi visivi ed esperimenti sui colori che faranno appassionare molti uomini e che saranno espressi soprattutto nel campo dell’arte e della pittura. Infatti si realizzeranno bellissime opere d’arte da parte di quelli che vengono considerati oggi tra gli artisti più importanti di questa corrente che è il Puntinismo. Di questi sicuramente dobbiamo citare il maestro francese Georges Pierre Seurat e uno dei suoi più grandi discepoli, cioè Paul Signac. Quella che vediamo qui sopra è l’immagine di una di queste opere d’arte che sono state realizzate con la tecnica del puntinismo. Si tratta del famoso dipinto con colori ad olio su tela intitolato Il Palazzo dei Papi ad Avignone realizzata dall’artista francese Paul Signac intorno all’anno 1900. le sue dimensioni sono di 73,5 centimetri di altezza per 92,5 centimetri di larghezza ed è collocato per poterlo ammirare nel Musée d’Orsay di Parigi. La prima cosa forse che possiamo notare ammirando da vicino quest’opera è come delle piccole macchioline di colore che vengono stesi puri e che sono accostate sulla tela riescono a fondersi tra di loro nel momento che li guardiamo da una precisa distanza, dandoci ai nostri occhi la bellissima e perfetta illusione di immagine del paesaggio francese. Questa è una delle caratteristiche delle opere con la tecnica del Puntinismo. Riconosciamo in essa sulla parte sinistra il celebre ponte di Avignone, realizzato da Signac con alcune pennellate di tonalità verde, mentre i colori viola e rosa-arancio ci fanno pensare attraverso i loro toni ad alcune opere impressioniste, come per esempio quelle delle celebri Cattedrali di Monet. Signac ha voluto rappresentare in questa sua opera il paesaggio con il Palazzo dei Papi che troviamo ad Avignone (vediamo nell’immagine sotto un particolare del paesaggio reale che possiamo confrontare con l’opera di Signac).

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Questo è uno dei più grandi e importanti edifici medioevali in stile Gotico dell’Europa. Il nome deriva dal fatto che nel 1309 a seguito di gravi problemi avvenuti a Roma, la città di Avignone divenne una delle residenze che ospitavano i Papi in fuga. Recentemente, nell’anno 1995 il Palazzo dei Papi è stato anche dichiarato patrimonio mondiale dell’Umanità.

 

robert capa,fotografia,arte,mostre di arte,palazzo reale di torinoDal 15 marzo al 14 luglio 2013, Palazzo Reale di Torino celebra con un’importante retrospettiva uno dei maestri della fotografia del XX secolo: Robert Capa, in occasione del centenario dalla nascita. La mostra, patrocinata dal Comune di Torino è organizzata dalla casa editrice d’arte Silvana Editoriale in collaborazione con Magnum Photos, celebre agenzia fotografica di cui Robert Capa fu uno dei soci fondatori nel 1947.

Alla conferenza stampa sarà presente John Morris, primo direttore di Magnum Photos che parlerà della grande
 amicizia che lo ha legato a Robert Capa. Morris conobbe Capa durante la seconda guerra mondiale quando era responsabile della redazione londinese della rivista Life e assicurò la copertura dello sbarco in Normandia con la pubblicazione delle storiche foto di Capa, che documentarono i momenti cruciali dell’azione. Da allora i due instaurarono un sodalizio umano e lavorativo che si interruppe solo nel 1954, quando John Morris ricevette il telegramma che annunciava la tragica morte del collega e amico.
 In alto una delle più celebri fotografie scattate da Capa. 

per maggiori informazioni sulla mostra vedere qui

 

Una breve descrizione dell’opera Le due sorelle di Pablo Picasso.

Tra i tanti celebri lavori che L’artista Pablo Picasso realizzò durante la sua lunga e straordinaria carriera vi è anche un bellissimo e triste dipinto intitolato Le due sorelle. Vediamo qui sotto una immagine di quest’opera.

Quest’opera oltre che come Le due sorelle è conosciuta anche col nome di L’incontro, sicuramente per il tema trattato ed è un dipinto realizzato da Picasso nell’Estate dell’anno 1902, mentre si trovava nella città spagnola di Barcellona.

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Pablo Picasso opera Le due sorelle o L’incontro

L’opera d’arte conosciuta nel mondo con il titolo di Donna imbellettata o Margot è uno dei bellissimi e numerosi lavori realizzati agli inizi del secolo Novecento dal celebre artista spagnolo Pablo Picasso. Sotto nell’immagine vediamo un particolare dell’opera di Picasso Donna imbellettata.

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Pablo Picasso opera Donna imbellettata

Grazie

L’artista Giovanni Bellini vissuto nel Quattrocento tra cenni e origini.

Tra gli artisti che divennero famosi e che portarono con i loro meravigliosi lavori artistici la nostra pittura italiana a dei livelli di assoluta eccellenza dobbiamo sicuramente citare anche Giovanni Bellini, un grande pittore italiano del Quattrocento.

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L’opera conosciuta nel mondo semplicemente con il titolo di San Sebastiano realizzata dal grande maestro Andrea Mantegna (1431 – 1506) è considerata insieme ad altri grandi lavori artistici come uno dei capolavori assoluti prodotti in Italia da quei eccellenti e innovativi artisti della pittura durante tutto il secolo Quattrocento.

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Il San Sebastiano del Mantegna del Museo del Louvre di Parigi – breve descrizione.

L’opera del San Sebastiano che vediamo qui sopra in una immagine è quella sicuramente più celebre e conosciuta nel mondo dell’arte che il grande pittore Andrea Mantegna realizzò e che oggi possiamo ammirare andando a vederla nel Museo del Louvre di Parigi. Si Conoscono infatti oltre il San Sebastiano del Louvre altre due bellissime opere dipinte sempre dal Mantegna in anni diversi della sua vita e che hanno tutte il medesimo e straziante tema religioso sul Santo e il suo martirio oltre che una simile composizione e pose. Per quanto riguarda il capolavoro del Louvre è stata realizzata in un periodo che va dal 1481 al 1485 circa, quindi in un momento dell’artista che viene considerato già maturo, mentre si trovava in soggiorno presso l’importante città di Mantova. Andrea Mantegna si trasferì intorno all’anno 1460 presso Mantova su invito del potente Marchese Ludovico di Gonzaga dove lavorò e realizzò quelle che sono le sue più belle opere d’arte. La tecnica usata per realizzare il San Sebastiano del Louvre è quella dei colori a tempera su un supporto in tela rettangolare di dimensioni abbastanza grandi. La sua altezza è di circa 257 centimetri mentre la sua larghezza è di 142 centimetri. In questa bellissima opera notiamo il Santo che è stato legato presso una antica colonna romana ormai in rovina. Infatti notiamo che il martirio del Santo avviene tra quelle che sembrano delle antiche rovine di architetture classiche, forse visto che si intravede ciò che rimane di un arco di trionfo e un capitello potrebbe essere un vecchio e imponente monumento onorario. Si intravedono anche dei resti di un piede di quella che doveva essere una statua in origine. Andrea Mantegna oltre a essere un grande artista era anche un grande estimatore e un ottimo conoscitore dell’architettura e della scultura classica. Questa sua bella passione si intravede in alcune sue importanti opere pittoriche, spesso ricche di piccoli e perfetti dettagli architettonici e prospettici. Nel dipinto San Sebastiano viene raffigurato dal Mantegna con una grande plasticità che lo fa sembrare come una statua romana. Viene descritto con una grande tensione espressiva, quasi come fosse un bellissimo eroe classico dopo essere stato trafitto in varie parti del corpo da numerose frecce e nel momento più drammatico in cui tra mille dolori le forze lo abbandonano. la visuale prospettica coglie dal basso verso l’alto questa tragica scena del Santo, con il torace e il viso illuminati da una luce che sembra creare dei bagliori capaci di accentuare tutti i volumi. In basso in un angolino a destra il Mantegna ha raffigurato due uomini con arco e frecce. I due sono quelli che hanno tirato le frecce al Santo portandolo al martirio. Sembra quasi che il Mantegna voglia togliere questi due uomini dalla scena e dallo spazio del dipinto, dipingendoli quasi come se dovessero quasi scomparire. Qualcuno afferma che questa scelta sia dovuta all’allusione della continuità di questa storia anche nel presente.

Continua con Il San Sebastiano di Vienna e quello di Venezia

Qui sotto vediamo le altre bellissime due opere con il tema del San Sebastiano attribuite con una quasi certezza all’artista italiano del Quattrocento Andrea Mantegna.

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Quella che vediamo qui sopra è stata realizzata da un Mantegna giovane, intorno agli anni 1456-57 o poco prima che l’artista partisse da Padova per la città di Mantova. Quest’opera che presenta anche una scritta in greco che tradotta significa “opera di Andrea”, quindi attribuita quasi con certezza al Mantegna è stata realizzata con dei colori a tempera su un supporto in legno di dimensioni 68 per 30 centimetri. Oggi è conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Vediamo come l’impostazione della scena con San Sebastiano è simile a quella del Museo Louvre. Una piccola curiosità è rappresentata dalla strana nuvola in alto a sinistra che assomiglia ad un cavaliere a cavallo.

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Il San Sebastiano che vediamo qui in alto invece è un dipinto conservato presso la Galleria Franchetti nella città meravigliosa città di Venezia. Quest’opera è stata identificata insieme ad altre opere importanti e straordinarie che sono state trovate nella bottega del maestro Mantegna nel 1506, subito dopo la sua morte.