20 ottobre 2011

I vari generi in arte per poter catalogare le opere

generi in arte, arte, pittura, caravaggio, natura morta in arte, allegorie in arteDa molto tempo le opere d'arte specialmente quelle pittoriche o quelle scultoree vengono catalogate dagli storici e dagli esperti d'arte in base ai loro contenuti artistici in categorie specifiche o per meglio dire in generi. Nel Settecento vi è la nascita delle Accademie dell'arte, cioè particolari Scuole dove si insegnano le prime basi e le principali tecniche artistiche, oltre che lo studio sulla storia, l'arte e la vita dei grandi maestri. E proprio in queste importanti Accademie dove si preparano con lo studio teorico e con tanta pratica i futuri artisti, che vengono definiti i vari generi delle opere d'arte capaci di aiutarci ad analizzare e capire meglio il contenuto di una qualsiasi opera che osserviamo e ammiriamo. Tra i numerosi generi che si possono creare ne vengono individuati otto che sono tra i più importanti e usati sia nel passato che nel presente.

Una breve descrizione dei più importanti generi artistici che possiamo trovare in pittura.

Questi otto generi che si riferiscono soprattutto al campo della pittura artistica sono, il religioso, il mitologico, lo storico e letterario, l'allegorico, le scene di genere, il ritratto, la pittura paesaggistica e la natura morta.

Il genere religioso come possiamo intuire facilmente dal nome comprende tutte quelle opere che hanno come contenuto unico o principale immagini di divinità, di Santi, di scene tratte dalla Sacra Bibbia o dai Vangeli degli Apostoli. In passato in tutta l'Europa era uno dei generi più usato e richiesto ai vari artisti grazie soprattutto al grande potere che deteneva la Chiesa Cattolica. (uno straordinario esempio è Il martirio di San Matteo del grandissimo artista italiano celebrato col nome di Caravaggio).

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Nel genere mitologico, chiamato anche Leggendario invece possiamo includere tutte quelle opere che hanno immagini di piccoli e grandi eroi mitologici dell'antichità, legati a leggende o miti narrate. Con scene e storie di miti come per esempio quella del Perseo o quella di Ulisse o ancora i vari mostri del tipo minotauri, draghi, centauri e i famosi dei dell'Olimpo.

Lo storico e letterario invece è un genere artistico che comprende le opere che raffigurano personaggi o episodi veri, realmente vissuti o accaduti, oppure personaggi che fanno parte della letteratura.

Nel genere cosiddetto delle Allegorie troviamo invece tutte quelle opere che hanno come contenuti le allegorie, cioè la “personificazione” simbolica di concetti o idee astratte, come per esempio può essere un vizio, i peccati o le stagioni etc. (un celebre esempio di genere allegorico è la famosa opera quattrocentesca della Primavera del grande artista italiano Sandro Botticelli).

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Le scene di genere sono tutte quelle opere che raffigurano soggetti di vita quotidiana.

Poi abbiamo il genere dei ritratti, molto facile da intuire visto che rappresenta le opere che hanno immagini di volti di persone, di una o più figure umane, animali o di mezzibusti. Come non pensare al celebre ritratto della Gioconda di Leonardo da Vinci. (un altro esempio è il bellissimo ritratto di Maddalena Doni realizzato dal grande maestro Raffaello).

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la pittura a genere paesaggistico, include tutte le opere che hanno delle vedute naturalistiche, di palazzi, di rovine antiche o di semplici campi coltivati o meno, come per esempio l'opera il campo verde di grano di Vincent Van Gogh, celebre artista olandese dell'Ottocento.

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La natura morta è quella dove possiamo trovare delle particolari composizioni fatte di fiori, frutta, animali da cacciagione, oggetti inanimati, strumenti musicali e molti altri oggetti ancora. (all'inizio in alto vediamo una Natura morta dell'artista italiano Giorgio Morandi).

12 ottobre 2011

Il dipinto Dei bari del grande artista italiano Caravaggio

Oggi chi ha la possibilità di visitare il Kimbell Art Museum di Fort Worth, una località del Texas (Stati Uniti), può ammirare tra le altre numerose opere pittoriche e non, un bellissimo capolavoro di pittura di Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come il Caravaggio, uno dei più grandi maestri di pittura di sempre, e vanto di tutti noi italiani. Sto parlando del dipinto conosciuto col nome di I bari (cliccate sotto per zoomare).

 

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Breve descrizione dell'opera I Bari del Caravaggio.

Questo dipinto, è stato realizzato dal Caravaggio intorno al 1594-1595, con la tecnica dei colori ad olio su una tela di circa 94 per 131 centimetri. In esso, possiamo vedere come con grande maestria tecnica e grande genio, il Caravaggio riesce a raffigurare la scena di una truffa durante un gioco di carte, che magari l'artista, attento osservatore della vita e della realtà che lo circondava, aveva notato chissà quante volte per le strade o nei locali malfamati che spesso frequentava. Sembra quasi una fotografia che blocca il momento culmine del fatto. Vediamo in questo dipinto, un tranquillo giovanetto, dall'aria molto ingenua, che sta giocando a carte con un altro personaggio, mentre vi è la presenza di una terza persona sulla scena. Questa terza persona, è in combutta con l'avversario del giovanetto, ed insieme cercheranno di “fregare” l'ignara vittima. Il Caravaggio, con precisione descrittiva, riesce a renderci tutto molto più facile e comprensivo. I tre personaggi, si trovano in piedi intorno ad una tavola coperta da un tessuto tipo damascato, e stanno giocando di un qualche gioco di carte. Di spalle si vede uno dei due bari, con un copricapo piumato, che attende con ansia di estrarre da dietro una delle carte nascoste, che gli permetteranno di vincere la partita, dopo che il suo complice spiando il gioco della vittima, gli faccia il segnale dovuto.

Il dipinto ci fa intuire la drammaticità della scena, con la calma della vittima vestita di nero che sembra in una eterna riflessione sulla carta da giocare, senza sapere cosa lo aspetta e l'impazienza dei due bari che fremono nell'attesa degli esiti. Tra stupendi giochi di luce e ombre, ed i colori che modellano i personaggi e gli atteggiamenti molto realistici e naturali. Da notare i piccoli ma grandi dettagli dell'artista, come i guanti del baro di fronte che sono strappati in alcuni diti. Questo per farci capire che non stiamo davanti a due geni della truffa, ma magari davanti a due “rubagalline”, spesso sfortunati, ma che non oserebbero puntarti il pugnale alla gola (come quello che porta uno dei bari alla cinta).

Mi farebbe piacere che Voi aggiungereste le vostre impressioni e le Vostre idee personali sulle opere d'arte degli articoli del blog, tramite i commenti riportati sotto ogni articolo.

Un saluto.

 

06 ottobre 2011

Le muse inquietanti di Giorgio de Chirico - descriviamo con parole semplici questo dipinto

 

Le Muse inquietanti

L’ opera è stata realizzata nel 1918, la collocazione è presso una collezione privata a Milano. La tecnica usata è quella di olio su tela e le dimensioni sono di 97 per 66 cm.

 

Giorgio de Chirico Le muse inquietanti.jpg

 

In questa importante opera del Maestro Giorgio De Chirico, intitolata Le muse inquietanti possiamo vedere una sorta di pedana che sembra diventare una grande piazza, che viene chiusa in fondo dall’ antico castello degli Estensi di Ferrara e da fabbriche moderne. In primo piano vi sono due strane figure, in parte statue ed in parte colonne, una delle due ha la testa di un manichino da sartoria, l’ altra invece per testa ha un punching ball, ovvero il pallone usato in allenamento dai pugili. Una terza statua – manichino, è completamente immersa nell’ ombra.

Ai piedi delle figure sono situati alcuni oggetti, come un tubo di legno, due scatole, una forma ovale che ci ricorda molto uno scudo primitivo.

La pedana è inclinata verso l’ osservatore, è uno scenario instabile, reso più inquietante dalla luce radente del pomeriggio inoltrato, che contrasta con il verde cupo del cielo, nel quale si addensano le ombre della notte.

Possiamo notare che sono presenti quasi tutti i colori, stesi in genere per campiture dense, dai contorni molto netti.

Il tutto ci porta a pensare ad un mondo “distorto”, nel quale né lo spazio né il tempo sono reali, un mondo abitato da esseri che sono contemporaneamente scultura e architettura. Ricordi antichi e moderni convivono fianco a fianco nello stesso spazio.

Le statue-architettura, ci parlano della Grecia dove il pittore è nato, il castello è rinascimentale, le fabbriche con le loro ciminiere appartengono al nostro tempo, e il loro accostamento diventa ancora più irreale per la presenza delle scatole molto colorate e dello strano scudo, che ci rimandano al mondo dell’ infanzia e del gioco.

Il quadro ci propone un enigma, un mistero difficile da penetrare. In una sua lettera De Chirico scriveva: “Ogni cosa ha due aspetti: l’ aspetto consueto che vediamo quasi sempre e che ognuno di noi vede, e quello spirituale e metafisico, che solo pochi individui sono capaci di vedere in particolari momenti”. Infatti per il Maestro De Chirico, la parola “metafisica” significa qualcosa che oltrepassa la realtà quotidiana, e quindi qualcosa che i nostri occhi, e la nostra mente non riescono a vedere o percepire in condizioni cosiddette “normali”.

Quindi se vi capiterà di vedere una piazza deserta, con le chiese e le statue bianche sotto il sole, potreste provare la stessa sensazione che comunica De Chirico in tanti suoi quadri, e cioè il silenzio, l’ immobilità degli antichi monumenti, lo spazio dove non abita nessuno, oppure dove il tempo si è fermato ... provare per credere.

Arrivederci alla prossima

L'artista fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio ed Il Trionfo della morte

Uno dei tanti artisti del passato che mi ha affascinato molto, soprattutto non per la sua tecnica artistica usata, ma per i temi trattati ed i soggetti di alcune opere, fu il pittore fiammingo Pieter Bruegel il Vecchio, di cui non si conosce con certezza ne la data ne il luogo di nascita, (forse Breda tra il 1525-1530 circa, morto nel 1569).

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In questa sua breve vita, oltre ad avere dei figli e dei nipoti anch'essi ottimi artisti, Pieter riuscì a realizzare molte opere d'arte, tra cui alcuni celebri capolavori conosciuti ovunque.

L'opera Il trionfo della morte di Bruegel il Vecchio.

Il dipinto intitolato Il trionfo della morte, lo potete vedere sopra (cliccate per ingrandire l'immagine) che è conservato oggi presso il Museo del Prado di Madrid, è realizzato con i colori ad olio su una tavola di legno che misura circa 117 per 162 centimetri di dimensione, e la sua datazione risale intorno al 1562. in questo dipinto molto tragico e drammatico da vedere, Bruegel rappresenta alcune manifestazioni della morte, che viene a prendere e decimare intere popolazioni a causa delle epidemie di peste. L'artista nel dipinto, raffigura la morte come uno scheletro a bordo di un cavallo emaciato, che con la sua falce, uccide (falcia) chiunque si trova sul suo cammino. A causa della peste, infatti intere popolazioni europee furono decimate. Nel dipinto, l'artista rappresenta la paura della gente verso la peste, che è qualcosa di nuovo, che ancora non si conosce bene e che quindi si combatte in modo anche errato. Si vedono degli uomini impiccati ingiustamente in alto. Sono degli ebrei che pagarono con la morte, l'accusa risultata ingiusta di aver causato loro la grave epidemia di peste. Vediamo anche un re morto in basso a sinistra, che viene depredato da tutti i suoi averi. L'artista ci fa comprendere, che quando succedono queste grandi tragedie, queste grandi epidemie o catastrofi, e la morte cammina accanto ad ognuno di noi, può succedere di tutto. L'uomo cambia, gli istinti cambiano, e si diventa assassini, sciacalli, insomma dei veri animali pronti a vendicarci dei torti subiti in passato.

Nel dipinto, si possono notare tanti piccoli episodi, in cui la morte la fa da padrona, cioè in una parola sola trionfa sull'uomo.

Un saluto.