16 gennaio 2010

L' Arte della Pittura del Seicento – Un breve viaggio tra i maggiori pittori

 

Realismo e luce

Uno dei maggiori Maestri, che riuscirono a far grande l’ Arte pittorica della fine del Cinquecento, ed i primi anni del Seicento, fu Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come “il Caravaggio” (1571-1610).

Vedi articolo su cenni di vita tragici del Caravaggio.

 

Questo grande pittore, rifiuta gli artifici e gli eccessi di quella corrente artistica, che si stava ormai diffondendo ovunque già da un po’ di anni, e cioè il Manierismo, per privilegiare un arte che rappresenti, una realtà vera, a dimensione degli uomini. La pittura del Caravaggio infatti, usa un linguaggio immediato e semplice, i soggetti religiosi vengono “umanizzati” ed “attualizzati” dall’ Artista, nei visi e negli atteggiamenti dei personaggi (Madonne, Santi, Gesù ed altri del genere), si vedono espressioni umane, che possiamo intravedere quando guardiamo i nostri simili, e vediamo anche, abiti contemporanei dell’ epoca, a volte modesti, che nulla fanno pensare agli sfarzi che può avere una potenza come è la Chiesa Cattolica a quel tempo, insomma l’ Artista, cerca di avvicinarsi molto alla realtà che gli sta attorno, l’ umile e le scene quotidiane, in ambienti poveri e spogli, sono i temi principali delle sue opere.

Tutto questo, oltre che per il suo “caratteraccio”, gli portò molti guai anche giudiziari, ma questi non lo distolsero, dal continuare i propri studi, e le proprie ricerche, portando così il Caravaggio, a sviluppare un a tecnica pittorica, che cambio di molto, il modo di realizzare e riprodurre dipinti, specialmente per quanto riguarda la riproduzione delle luci e delle ombre, nelle varie composizioni artistiche.

La precisione del disegno, e la cura nei particolari danno un ulteriore concretezza alla realtà riprodotta dal Caravaggio, mentre i contrasti chiaroscurali creano volumi, l’ alternanza luce-ombra, oltre a dare risalto plastico alle figure, si concentra sui volti o sui gesti più significativi della rappresentazione, accrescendone la drammaticità e l’ emozioni trasmesse. (vedi immagine sotto La cena in Emmaus 1606 olio su tela, Milano, Brera).

Caravaggio La Cena di Emmaus.JPG

 

 

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La ricerca dell’ infinito

Il Seicento fu, un secolo molto florido dal punto di vista delle innovazioni e delle idee pittoriche, infatti vi furono alcuni Artisti, che danno vita ad una corrente pittorica molto spettacolare.

Questa tecnica, cerca di dare l’ illusione dell’ infinito, del superamento del limite architettonico nelle decorazioni di Cupole e Volte di Chiese ed importanti Palazzi pubblici e privati. Questa pittura illusionista, sembra dilatare le pareti, sfondare i soffitti, creando composizioni liberi e movimentate. Lo scopo di questa particolare tecnica, è quello oltre che di impressionare e stupire chi osserva queste opere, di esaltare e fare sfoggio, di tutta la ricchezza ed il potere dei grandi Signori e Religiosi che commissionavano questi lavori.

I principali Artisti, che hanno fatto grande questa pittura illusionistica, attivi soprattutto a Roma, centro di potere della Chiesa cattolica, furono: Giovanni Lanfranco (1582-1647), Giovanni Battista Gaulli e Pietro da Cortona (1596-1669). (sotto possiamo ammirare qualche particolare di straordinarie opere, realizzate da alcuni di questi Artisti).

Affresco di Giovanni Battista Gaulli

Particolare di Affresco diGiovanni Battista Gaulli.JPG

 

 

Affresco di Pietro da Cortona

Pietro da Cortona Il trionfo della Divina Provvidenza.JPG

 

 

Il colore e il dinamismo

Abbiamo già accennato in un altro articolo (vedi Arte del Seicento in genere), che l’ Arte Barocca, nacque in Italia, e poi si diffonde durante il corso del Seicento, in tutta Europa. Al di fuori dei confini italiani, si mettono in mostra soprattutto i pittori fiamminghi, come per esempio Pieter Paul Rubens (1577-1640), considerato uno dei più grandi pittori della prima metà del Seicento. Possiamo notare, che Rubens nei propri dipinti, raffigura lo sfarzo ed il potere dei grandi e ricchi Signori e la Chiesa, e coinvolge l’ osservatore ad ammirare la sensualità, la felicità e l’ esaltazione di tutto questo potere , grazie a colori luminosi e brillanti, atmosfere gioiose e l’ espressività dei visi dei personaggi, vitale e felici, proprio come lo stile Barocco vuole e diffonde nella sua tradizione (vedi sotto un opera di Rubens, Madonna in trono con Sant’ Idelfonso e Sante, Vienna Kunsthistorisches Museum).

Pieter Paul Rubens Madonna in trono con Sant' Ildefonso e Sante.JPG

 

 

La pittura in genere

Mentre la Spagna, l’ Italia e la Francia, usano un linguaggio artistico molto fastoso e monumentale tramite i propri Artisti, proprio per celebrare i grandi Signori e la Chiesa cattolica, nei paesi protestanti del Nord Europa, il potere è soprattutto nelle mani di ricchi mercanti, che commissionano soprattutto ritratti e opere di piccole dimensioni.

I temi principali di queste opere, sono paesaggi, nature morte e scene di vita quotidiana, e sono i pittori fiamminghi, che si specializzeranno in questi temi, diventando dei veri e propri Maestri.

La bellezza e l’ espressività della luce nelle opere del Caravaggio, influenzeranno anche un pittore, fino a quel momento poco conosciuto e cioè Rembrandt (1606-1669), il quale pensa che, le luci e le ombre, siano strumenti espressivi e di penetrazione psicologica, e possono riuscire a tirare fuori tutta l’ interiorità umana. Rembrandt, diventerà molto famoso, anche per i suoi molteplici ritratti ed autoritratti, in cui si può ammirare, come il pittore, indagava la sua interiorità alla ricerca di risposte per i suoi dubbi umani (vedi sotto immagini di due autoritratti famosi di Rembrandt).

Autoritratto giovane di Rembrandt

Rembrandt autoritratto 1634.JPG

 

 

Autoritratto vecchio di Rembrandt

Rembrandt autoritratto 1655.JPG

 

 

Molto più luminosa e serena, è la pittura di un altro grande Artista, Jan Vermeer (1632-1675), che predilige soprattutto i paesaggi, e gli interni domestici, con scene di vita quotidiana. La luce viene utilizzata dal pittore Vermeer, per poter indagare la realtà che lo circonda, e riprodurla in modo molto fedele, e ricco di particolari. (vedi sotto Veduta di Delft del 1658 circa, museo dell’ Aia).

Jan Vermeer Veduta di Delft.jpg

 

 

Un saluto a tutti i Lettori.

Commenti

anke troppo completo, è x un tema ke ho da fare x casa, non poxo copiarlo tutto altrimenti la iena della mia prof se ne accorge...grazie a ki l'ha fatto

Scritto da: valentina | 10 febbraio 2010

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Grazie a te Valentina per la tua visitina, e spero che quella iena della prof si ammorbidisca un pò!
Ciao

Scritto da: kigei | 12 febbraio 2010

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