10 gennaio 2010
Il Cubismo come Arte del primo Novecento - tra Braque e Picasso
Nella storia della pittura artistica possiamo far risalire la nascita della corrente artistica definita “Cubismo” ai primi anni del Novecento e più precisamente all'anno 1906.
Il “Cubismo” ebbe inizio quando due uomini, due artisti, diventati in seguito grandi amici cioè l'artista spagnolo Pablo Picasso (1881-1973) e il pittore-scultore francese Georges Braque (1882-1963) iniziano a fare delle esperienze e degli studi in comune e mettendo poi insieme tutti i vari risultati e il frutto ottenuto dei loro lavori artistici.
I due artisti citati vanno alla ricerca di uno stile nuovo, innovativo e in questo particolare periodo, si lasceranno influenzare anche da quelle arti che vengono definite spesso “esotiche” e a volte di “poco valore” in base ai resoconti dei “critici” di turno (dal mio modesto punto di vista non deve esistere arte di "serie" A e arte di "serie" B, ma diversi stili e forme di arte che possono o non possono piacere), come per esempio l’Arte Africana, che soprattutto nel campo della scultura riesce a fornire delle opere molto importanti e belle da vedere anche a livello artistico mondiale.
Oltre a studiare ed analizzare i vari concetti dell'arte e della scultura Africana, Picasso e Braque studiano anche l’opera di un altro grande Artista, che nel periodo in cui stava nascendo il “Cubismo” (1906) veniva purtroppo a mancare. Questo grande e celebrato Maestro dell'arte vissuto tra l'Ottocento e i primi anni del Novecento era Paul Cézanne (1839-1906).
Cézanne dopo un incontro con alcuni artisti Impressionisti, capisce di non condividere molto le filosofie di quella corrente artistica citata come “rivoluzionaria” che era l’Impressionismo e quindi cerca di elaborare un suo personalissimo linguaggio artistico e pittorico, che si basa principalmente sull'uso delle macchie di colore. L'artista attraverso le sue opere che riproducono spesso dei paesaggi o delle nature morte, cerca di cogliere l’essenza eterna e duratura delle cose, anziché rendere solo le apparenze fugaci e transitorie delle stesse.
Studiando anche questo, sia Picasso che Braque con i loro lavori rivoluzionano il modo di intendere lo spazio e le forme dell’immagine artistica.
Con il Cubismo si vuole raffigurare l’essenza della realtà, andare oltre alla semplice forma esteriore e avviare così, un processo di trasformazione e astrazione della realtà rappresentata non come appare ma come la nostra mente sa che è.
Qui sotto possiamo vedere la celebre opera intitolata Les demoiselles d’Avignon del 1907 realizzata da Pablo Picasso, che presto diventerà l'opera più importante del Ventesimo Secolo. Questa opera costituisce il punto d’inizio della ricerca cubista perché le figure appaiono scomposte in forme geometriche. Lo spazio non è costruito secondo le regole della prospettiva tradizionale e anche la piatta stesura del colore, non dà l’illusione della profondità. L’espressività dei volti, soprattutto le due donne a destra, sembrano ispirarsi alle maschere dell’arte primitiva Africana.
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I tre periodi del Cubismo
Nel primo periodo del Cubismo che è stato dal 1907 al 1909, oggetti e figure vengono semplificate e ridotte a forme geometriche. Si cerca di riprodurre sulla tela una visione multipla, simultanea e tridimensionale della realtà. La frantumazione della forma nello spazio è determinata dalla moltiplicazione dei punti di vista (ecco perché Picasso disegna due occhi anche in un volto ripreso solo di profilo).
Nel secondo periodo che và dal 1909 al 1911, la pittura cubista è diventata più matura, “analitica” perché spazio e oggetti sono ridotti a solidi geometrici, scomposti, smembrati e collocati sulla tela senza alcun rilievo. Questa fase è anche caratterizzata da una evidente severità cromatica, basata sui grigi e sugli ocra. L’attenzione dell’artista è interamente rivolta alle forme e non al colore. I soggetti preferiti in questa fase, sono i paesaggi e le nature morte.
Dal 1911 ha inizio la fase del Cubismo sintetico, dove l’oggetto dopo essere stato analizzato e frantumato, viene ricomposto sinteticamente per ricercarne l’essenza. In questo periodo i pittori Cubisti, prediligono dipingere nature morte con frutti, violini, bottiglie, bicchieri e giornali appiattiti sulla superficie del quadro.
Recuperano inoltre la ricchezza cromatica che era stata assente nel periodo analitico.
Nelle composizioni di questi anni, vengono spesso inseriti elementi derivanti dalla realtà concreta, come lettere, numeri, pezzi di carta o ritagli di giornali (vediamo a lato un particolare dell’opera di esempio Bicchiere e rivista del 1913 di George Braque).
I Cubisti come Juan Gris (1887-1927) utilizzano spesso tecniche come il collage e il papier collé (carte ed altri materiali incollati alla tela), rifiutando gli strumenti pittorici tradizionali e discostandosi dalla pittura intesa come imitazione della realtà (vediamo sotto un particolare dell’opera di Juan Gris intitolata Chitarra sopra una sedia del 1913, olio e collage su tela).
Proprio per tutto questo, l’esperienza cubista risulta fondamentale per tutti i movimenti artistici del Novecento.
Un saluto.
16:02 Scritto da: kigei | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: arte, storia dell'arte, pittura, pablo picasso, geoges braque, cubismo, il cubismo in arte, periodi del cubismo | OKNOtizie | |
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