Il grande Salvador Dalì e il Surrealismo – cenni sui primi anni dell’ artista

 

Salvador Dalì: Un uomo dall’eccentrica vita e un grande artista Surrealista del Novecento.

Salvator Dalì.jpgSpesso quando pensiamo a un artista in generale uno dei primi pensieri che ci viene in mente è sicuramente quello di associarlo a un carattere ribelle, egocentrico, lunatico, con la testa tra le nuvole, eccentrico, insomma molto strano e con tanti altri aggettivi simili.

Tante volte si pensa ciò di un artista soltanto perché magari non riusciamo a comprendere la sua arte, le sue idee o il suo particolare modo di vivere la vita e allora per difesa nostra è meglio pensare ed etichettare la persona come un tipo “diverso” dal normale e quindi lontano da noi. Tutto questo naturalmente secondo il mio modesto parere è qualcosa di sbagliato!

Il grande artista spagnolo Salvador Dalì era un po’ tutti questi aggettivi di cui sopra e forse anche qualche altro in più e ha vissuto una sua bellissima e intensa vita di uomo e di artista che lo ha reso uno dei più importanti artisti che il mondo dell’arte abbia avuto. Salvador Dalì nasce l’11 Maggio del 1904, muore il 23 Gennaio del 1989 quando aveva ben 85 anni. Lui è stato durante la sua lunga carriera artistica un grande pittore ma anche scultore, scrittore, designer, pubblicitario e cineasta, divenendo uno dei più importanti esponenti dell’arte surrealista (vedi articolo). Infatti Dalì viene considerato da molti esperti dell’arte come il più importante esponente del movimento culturale conosciuto con il nome di Surrealismo nato nei primi decenni del Novecento dalle teorie del poeta André Breton che canalizzò tutta la vitalità distruttiva di un altro famoso movimento dell’epoca che era il Dadaismo (vedi articolo).

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Un breve cenno sul Surrealismo.

Il termine Surrealismo significa oltre la realtà. Il suo famoso Manifesto uscito nel 1924 lo definiva così:

Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale”.

Gli artisti surrealisti danno molta importanza a quello che è il mondo dei sogni, influenzati anche dal grande successo avuto da Freud con il suo libro, Interpretazione dei sogni, in quello stato onirico in cui ognuno di noi è al confine tra la veglia e il sogno. La caratteristica comune a tutte le manifestazioni surrealiste è la critica radicale alla razionalità cosciente e la liberazione di tutte le potenzialità immaginative dell’inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo “oltre” la realtà, appunto Sur-realtà. Il surrealismo è la porta di accesso a tutto ciò che sta oltre quello che vediamo.

Cenni sull’infanzia di Salvador Dalì.

Dali Cigni che riflettono elefanti.jpgSalvador Dalì si distinse a Figueres nella Catalogna sua città natia per i suoi modi di fare alquanto bizzarri già fin da giovanissimo. Il padre Salvador Dalì y Cusi era un avvocato e un Notaio ma chi incoraggia le aspirazioni artistiche del piccolo Salvador è sicuramente la madre Felipa Domènech Ferrés che purtroppo muore per un male incurabile all’epoca quando il figlio ha solo 16 anni. Lei aveva intuito nel suo profondo il grande talento del figlio.

In seguito l’artista affermerà che la scomparsa della madre è stata la tragedia più grande di tutta la sua vita, in quanto era un punto di riferimento molto importante e un esempio per Lui. Ma le tragedie dovute alle malattie nella Famiglia di Salvador non finiscono qui. Infatti per una brutta meningite, nove mesi prima che l’artista nascesse era morto il fratello maggiore Salvador, che il padre amava molto e che sicuramente in ricordo del grande affetto e amore, mise lo stesso nome al figlio appena nato. Addirittura si racconta da testimonianze, che il padre porto al cimitero il piccolo Salvador che aveva appena 5 anni e sulla tomba del fratello omonimo maggiore disse, che lui era la reincarnazione del fratello morto. Ebbe anche una sorella di tre anni più giovane di lui, chiamata Ana Maria che in futuro pubblicherà un libro sulla vita del famoso fratello.

Nel 1922 a soli 18 anni l’artista va ad abitare presso la Residencia de Estudiantes, ossia la casa dello Studente di Madrid perché studia presso l’Accademia delle Belle Arti. Già a quella età Dalì inizia a differenziarsi da gli altri compagni e colleghi di studio, cercando di attirare l’attenzione su di se. Ama usare degli atteggiamenti da eccentrico Dandy. Si fa crescere sia i capelli che le basette lunghe e si veste con giacche e calzoni tipici alla zuava, imitando gli “Esteti” inglesi della fine del XIX Secolo. Ma sono soprattutto le sue prime opere a richiamare l’attenzione su di se. Nel 1924 Dalì realizza delle illustrazioni per un libro di un suo compagno di studi. All’Accademia conosce tra gli altri, Pepin Bello, Luis Bunuel e Federico Garcia Lorca che come sappiamo divenne un grande poeta.

Nel 1926 Dalì si fa espellere dall’Accademia poco prima degli esami, dicendo che in quella Scuola nessuno è in grado di sottoporre agli esami un grande come Lui. Stava già formandosi in Lui quel carattere “particolare” ed eccentrico, che si porterà per tutta la lunga vita e che lo renderà insieme alla sua arte famosissimo, invidiatissimo ma anche a volte antipatico e molto criticato dalla gente “normale”. Insomma si è sempre parlato tanto di Salvador Dalì, nel bene e nel male. Dicono di lui molti suoi detrattori e “nemici”, che sapeva essere un ottimo “venditore” e commerciante di se stesso, cioè del personaggio Dalì prima ancora che dell’Artista Dalì. Altri ancora pensavano che faceva di tutto per i soldi, per arricchirsi. Al contrario di come invece dovrebbe fare un vero artista, il quale pensiero deve essere soltanto quello di dedicarsi anima e corpo allo studio e alla ricerca del proprio “genio” artistico, fregandosene assolutamente di critiche, di contratti, di pubblicità e soprattutto di soldi.

Dalì iniziò a viaggiare molto a Parigi, dove conobbe anche l’artista Pablo Picasso, che aveva sentito parlare di Lui molto bene da un altro grande artista surrealista Joan Mirò. Dalì ammirava Picasso e le sue opere cubiste, infatti in quel periodo, mentre cerca di trovare un suo personale stile artistico, le sue opere sono influenzate dall’arte cubista di Picasso. Durante tutti gli anni Venti, l’artista studia e assorbe diversi stili artistici, come quello classico di Raffaello, del Bronzino o di Velàzquez per citare i più famosi. Nelle sue opere possiamo notare che spazia tra tecniche classiche a tecniche moderne e a volte li mischia insieme, sempre alla ricerca del suo stile personale. Ormai Salvador Dalì è diventano un artista famoso e le sue esposizioni attraggono molti spettatori.

Ispirandosi ad un grande Maestro del Seicento e cioè a Diego Velàzquez, Dalì si fa crescere i baffi, che fini, lunghi e molto curati divennero insieme al modo di vestire eccentrico, una caratteristica e un simbolo conosciuti da tutti.

Se Vi fa piacere continuate a leggere gli articoli relativi a Salvador Dalì e alle sue opere più celebri. Alcuni spunti sono stati tratti dal famoso sito di Wikipedia.

 

Vediamo anche La persistenza della memoria di Salvador Dalì.

 

2 pensieri su “Il grande Salvador Dalì e il Surrealismo – cenni sui primi anni dell’ artista

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