Facciamo un po’ di cronologia preistorica.

Arte preistorica 1.JPGLa preistoria è un lunghissimo periodo di tempo (circa 2 milioni di anni) che va dalla comparsa dell’uomo sulla terra fino all’uso della scrittura, che fu introdotta nel III millennio circa a.C. in Oriente e molto più tardi anche in Europa.

La preistoria per i modi di vita e i materiali usati dall’uomo si può dividere in tre età ben diverse tra loro: l’età paleolitica cioè della pietra antica, in cui l’uomo era cacciatore, nomade e costruiva dei piccoli utensili di pietra.

L’età neolitica cioè della pietra nuova dove l’uomo primitivo inizia a diventare sedentario, costruisce dei villaggi e incomincia anche oltre alla caccia ad allevare gli animali capendo che possono essere usati come scorta di cibo.

L’età dei metalli dove l’uomo scopre e impara a lavorare alcuni metalli come il bronzo, il rame o il ferro, questo viene realizzato però in diversi momenti. I villaggi in questa età si trasformano, diventando dei veri paesi o delle piccole città. Alla fine si scopre la scrittura che farà entrare l’umanità nella storia, quella che conosciamo noi tutti grazie proprio a questa grandissima scoperta e al lavoro di tanti uomini.

Non abbiamo molte testimonianza dell’arte preistorica dell’Europea arrivate sino a noi, le più importanti comunque si possono trovare nella Francia, nei Pirenei ed anche nella nostra Italia.

 

L’arte e le idee nella preistoria

Abbiamo già detto che gli uomini preistorici ebbero numerosi cambiamenti durante i vati periodi. Anche il modo di esprimere in forme artistiche i propri sentimenti, le speranza o le paure è cambiato profondamente in loro.

Le prime manifestazioni artistiche risalgono sembra alla fine del paleolitico, circa 35.000 anni fa. Gli esperti asseriscono che per quei lontanissimi progenitori l’arte avesse soprattutto un scopo ben preciso, utile e non un fine puramente estetico o ornativo, nel senso che le “semplici” pitture realizzate o le altre forme d’arte trovate dovevano servire a propiziare la caccia oppure la fecondità di una donna attraverso la magia delle immagini.

Nel periodo paleolitico la produzione artistica è composta soprattutto di:

dipinti e incisioni eseguite sulle pareti di grotte o di caverne abitate che verrà chiamata arte rupestre.

Piccole sculture e utensili incisi o scolpite su pietra, osso, avorio che viene chiamata l’arte mobiliare.

Di solito nelle grotte i soggetti più rappresentati erano gli animali, raffigurati a volte anche molto realisticamente da quegli antichi artisti. Animali in movimento che magari stavano per essere uccisi durante una battuta di caccia spesso pericolosa per la vita degli uomini. Per gli artisti del tempo tutto questo raffigurava una sorta di portafortuna o di magia vera per l’esito della caccia vera. Qualcosa di scaramantico dell’antichità.

Dopo il Paleolitico nell’arte rupestre il soggetto più rappresentato diventa l’uomo. Cambia anche lo stile, le figure diventano sempre più schematiche e semplificate, tracciate con pochi segni essenziali. Appaiono pure nuove produzioni artistiche: iniziano a vedersi i primi recipienti in ceramica decorati con linee e forme geometriche. Vi è anche l’inizio di una nuova arte, l’architettura megalitica cioè realizzata con enormi pietre a partire dalla fine del Neolitico.

Se vi fa piacere leggete anche Viaggio nell’ arte della preistoria in questo blog.

 

Arrivederci a presto.

Le idee e l’ arte nella preistoria – breve cenno storicoultima modifica: 2010-02-11T17:02:00+00:00da kigei
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