Penguins.jpgTra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento in quasi tutta Europa vengono compiuti molti esperimenti, studi e ricerche affinché si potesse giungere a qualcosa che potesse dare una sorta di produzione meccanica delle immagini riproducibili con un costo basso (a lato vediamo una foto documentaristica di pinguini).

Infatti in questo periodo sta nascendo un nuovo fenomeno e cioè il sempre più vasto consumo di immagini. Questo non solo per diffondere e fare vedere le opere d’arte in altri luoghi ma anche perché si inizia a capire che le immagini possono servire anche nel campo della propaganda politica, in quella religiosa e soprattutto per pubblicizzare un qualsiasi prodotto che si voglia vendere. Infatti la pubblicità commerciale stava muovendo già i primi passi.

Il primo importante tentativo per risolvere questi problemi fu compiuto da Aloys Senefelder con la sua invenzione della Litografia nel 1796. La litografia era un rivoluzionario metodo di stampa che utilizzava lastre di pietra come matrici.

La seconda fondamentale invenzione è quella della fotografia. Con questa parola che letteralmente significa “scrivere con la luce” si indica un particolare procedimento che porta alla formazione, sopra un supporto adatto di una immagine negativa. Cioè dove le luci appaiono scure e le ombre al contrario chiare. In base al negativo è poi possibile stampare quante copie si vogliono in positivo cioè riportando i colori giusti.

A questa seconda e fondamentale invenzione hanno collaborato molte persone chi prima e chi dopo, chi più e chi meno. Per esempio nel 1826, Joseph-Nicéphore Niepce riesce per la prima volta a riprodurre delle immagini su una lastra metallica ricoperta con una vernice bituminosa.

Nel 1837 un pittore francese, Louis Daguerre  (1787-1851) inventa un meccanismo capace di creare immagini permanenti (dette dagherrotipi in onore del pittore), fissandole su una superficie di rame argentata ed esposta alla luce solare. Questo sistema però consente di ottenere solo esemplari unici.

Un sostanziale passo avanti viene fatto dall’inglese William Talbot (1800-1877) che trova il modo di riprodurre più copie di uno stesso soggetto grazie a un negativo in vetro.

Infine nel 1839 l’astronomo, fisico e chimico inglese John F.W. Herschel inventa il procedimento con cui è possibile stampare su carta le immagini negative. Nei decenni a seguire la fotografia verrà sempre più migliorata e sviluppata, sino ad arrivare ai giorni nostri con l’uso ovunque della fotografia digitale.

San Gimignano Arte Romanica.JPGLa fotografia ha come caratteristiche principali il basso costo di una copia che permette una fruizione più ampia dell’opera d’arte, anche di persone non benestanti, la riproducibilità delle immagini permette di creare un numero illimitato ed identico di copie ma anche una apparente assoluta fedeltà dell’immagine a quanto osservato attorno a Noi e quindi dà un valore documentaristico mai avuto prima, (a lato vedi una foto del paese di San Gimigliano con le sue caratteristiche torri, vedi Arte Romanica).

Questo tuttavia portò a far pensare a molti Artisti che le opere cosi facilmente riprodotte in copie, venivano svalutate sia economicamente che artisticamente a causa proprio della produzione in serie di copie.

Nel mondo dell’Arte la nascita della fotografia genera subito vivaci reazioni in particolare da parte dei pittori. Infatti molti artisti si sentono spodestati del loro ruolo di creatori di immagini, altri invece comprendono la potenza innovativa del nuovo mezzo e cercano di utilizzarlo al meglio. Infatti le fotografie possono cogliere aspetti e particolari insoliti del mondo, diventando quindi una nuova fonte di ispirazione.

Pittori come Monet, Manet, Delacroix, Degas, Coubert solo per fare alcuni dei nomi più illustri utilizzano la fotografia in modo da poter trarre da essa qualcosa, che l’occhio umano magari non riesce a percepire, dando anche modo di vedere come viene impressa la prospettiva nelle immagini fotografiche e poterla riprodurre poi su di una tela.

Ma col tempo la fotografia oltre ad essere uno strumento utile per grandi Maestri pittori, diventa e verrà considerata come una nuova forma di arte autonoma.

Si inizierà a vedere fotografie artistiche, dove l’espressività, il talento e la fantasia degli autori incomincerà a farsi notare. Infatti chi userà i giochi di luce chi invece cercherà di catturare i colori o magari dei soggetti “particolari” e così nasceranno diversi stili fotografici che faranno della fotografia una nuova arte moderna.

La fotografia come forma d’ arte – Parliamo dei primi passiultima modifica: 2010-01-18T14:50:00+00:00da kigei
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