surrealismo 2.jpgIl Surrealismo è stato un movimento culturale che nasce intorno agli anni Venti e che ha coinvolto numerosi artisti e intellettuali in molti campi, come la letteratura, il cinema, le arti visive, arrivando a diffondersi in tutta l’Europa. Il suo massimo teorico e ispiratore fu il poeta André Breton che nel 1924 pubblico a Parigi il Manifesto Surrealista in cui vi era la definizione del Surrealismo che diceva:

“Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale”.

 

(brano tratto su Wikipedia)

Il surrealismo è quindi un automatismo psichico, ovvero quel processo in cui l’inconscio, quella parte di noi che emerge durante i sogni, emerge anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati.

La caratteristica comune a tutte le manifestazioni surrealiste è la critica radicale alla razionalità cosciente, e la liberazione delle potenzialità immaginative dell’inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo “oltre” la realtà (sur-realtà) in cui veglia e sogno sono entrambe presenti e si conciliano in modo armonico e profondo. Il Surrealismo è certamente la più ‘onirica’ delle manifestazioni artistiche, proprio perché dà accesso a ciò che sta oltre il visibile. Inoltre esso comprende immagini nitide e reali ma accostandole tra di loro senza alcun nesso logico.

Il pensiero surrealista si manifestò spesso come ribellione alle convenzioni culturali e sociali, concepita come una trasformazione totale della vita, attraverso la libertà di costumi, la poesia e l’amore. Suoi referenti sono Marx e Freud: “Trasformare il mondo, ha detto Marx, cambiare la vita, ha detto Rimbaud. Queste due parole d’ordine sono per noi una sola” (André Breton). Spesso, molti esponenti del surrealismo sposarono la causa del comunismo e dell’anarchismo, per contribuire attivamente al cambiamento politico e sociale che avrebbe poi portato ad una partecipazione più generale alla surrealtà.

La critica si divide su dove collocare il punto finale del movimento surrealista: sicuramente, la fine della Seconda guerra mondiale (1945), e la morte di Breton (1966) hanno segnato dei punti di svolta importanti nella storia del surrealismo, che però continua ancora oggi ad essere una realtà artistica vitale.

(fine articolo di Wikipedia)

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André Breton canalizzò la vitalità distruttiva che vi era nel pensiero Dadaista e dopo aver letto l’interpretazione dei sogni di Freud, fu molto influenzato che arrivò alla conclusione che era inaccettabile il fatto che il sogno (l’inconscio), avesse avuto così poco spazio nella civiltà moderna e pensò quindi di fondare un nuovo movimento artistico e letterario in cui il sogno e l’inconscio avessero un ruolo fondamentale, appunto il Surrealismo.

L’arte surrealista rivaluta tutto il mondo dell’inconscio, del pensiero non controllato dalla ragione al di fuori di ogni condizionamento estetico e morale. Ed è per questo che i Surrealisti per raggiungere il grado più profondo della realtà, si ispirano al sogno e all’immaginazione.

 

La pittura Surrealista

Nella pittura Surrealista gli artisti si divideranno principalmente in due tendenze diverse tra di loro.

 

La pittura surrealista “Verista” che ha tra i suoi maggiori rappresentanti Salvador Dalì (1904 – 1989) e René Magritte (1898 – 1967). Essi rappresentano cose ed oggetti del mondo reale, ma accostati in modo molto inconsueto e sorprendente, inseriti in contesti davvero inusuali.

Le loro opere sono spesso assurde e ambigue e l’osservatore viene confuso nel cercare di leggere l’opera con i criteri normali. Questo è il fascino dell’assurdo…

(sotto vediamo l’illustrazione dell’opera di René Magritte intitolata La voce dei venti del 1928).

 

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La pittura surrealista “non-figurativa” va oltre la rappresentazione della realtà esteriore, per privilegiare esclusivamente quella interiore.

Le opere di Juan Mirò (1893 – 1983), uno dei maggiori rappresentanti del Surrealismo “non-figurativo”, sono caratterizzate da un pullulare di simboli e segni, linee e colori che sembrano galleggiare sulla tela, vivere in una dimensione fantastica.

(sotto vedi l’illustrazione dell’opera di Juan Mirò intitolata Il carnevale di Arlecchino del 1924-1925).

 

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Anche la produzione artistica di Yves Tanguy (1900 – 1955) è prevalentemente “non-figurativa”. Le sue opere sono popolate da oggetti inventati, collocati in spazi allucinanti e illuminati da luci livide che generano ombre lunghissime.

 

Il Surrealismo – Arte del primo Novecento breve cenno storicoultima modifica: 2010-01-18T16:48:00+00:00da kigei
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