Il Postimpressionismo nell’Ottocento. 

Durante gli anni che vanno dalla seconda meta del secolo Ottocento fino ai primissimi anni del secolo successivo vi sono molti Artisti specie nel campo della pittura artistica che vengono definiti Postimpressionisti.

Questo termine viene dato a tutti quei pittori che cercavano in qualche modo di superare e di andare più in là dei canoni e del modo di pensare del “naturalismo impressionista”, nel tentativo di dare vita a nuove forme espressive di Arte che porteranno in seguito una grande influenza in tutta la pittura del XX secolo.

Alcuni degli Artisti più importanti di questo nuovo modo di pensare e di fare Arte denominata Postimpressionismo furono sicuramente Cézanne, Gauguin, Van Gogh e Munch, i quali anche se tra di Loro vi erano molte differenze sia di personalità che di temperamento hanno avuto però in comune la voglia di servirsi della loro più grande passione e cioè della pittura artistica, per poter comunicare sentimenti veri e stati d’animo. La Loro idea era di andare oltre la fugacità e la superficialità delle impressioni visive, cioè vogliono cercare di cogliere l’essenza della realtà.

 

Il colore e la forma.

Il golfo di Marsiglia Paul Cézanne illustrazione.JPGPaul Cézanne (1839-1906) dopo l’incontro che ebbe con molti importanti pittori impressionisti e quindi dopo aver visto e studiato attentamente le Loro opere artistiche e i Loro concetti di base su ciò che poteva essere il significato di Impressionismo, capì che non condivideva molto di quello che aveva appreso e visto. Per esempio non condivideva l’aspirazione a cogliere la mutevolezza della Natura e allora iniziò ad elaborare un linguaggio pittorico tutto suo molto personale.

Cézanne vuole andare oltre le apparenze fugaci e transitorie delle cose per poter cogliere tutta la vera essenza, la quale deve essere eterna e duratura. Proprio per questo i suoi paesaggi, le sue nature morte o i suoi ritratti sono composizioni solide, geometriche, costruite con larghe e uniformi macchie di colore. Per esempio prendiamo l’opera intitolata Il golfo di Marsiglia (vediamo a lato) del 1885 circa collocata presso l’Art Institute di Chicago.

E proprio con il colore che Cézanne riesce a rendere la pienezza delle forme e a dare l’illusione della profondità spaziale. I colori caldi tipo il rosso e il giallo vengono utilizzati dal pittore per gli elementi vicini, perché secondo un fenomeno ottico sembrano avanzare verso l’osservatore, per la stessa ragione i colori freddi tipo il blu ed il verde vengono impiegati per elementi distanti i quali sembrano allontanarsi dall’osservatore.

 

Il colore come simbolo.

Anche un altro grande pittore della seconda meta del secolo Ottocento come Paul Gauguin (1848-1903) elabora un suo linguaggio pittorico molto innovativo capace di esercitare una notevole influenza sull’Arte del Novecento.

Anche Gauguin dopo una breve esperienza con la pittura Impressionista inizia a sentire l’esigenza di evadere dalla corrotta società civile, alla ricerca di mondi selvaggi ed incontaminati.

Da dove veniamo Chi siamo Dove andiamo Paul Gauguin.JPGNell’anno 1883 Gauguin dopo aver abbandonato lavoro, famiglia ed amici si trasferisce prima in Bretagna una regione Nord-occidentale della Francia, che in quel periodo era quasi disabitata e poi nelle lontane isole della Polinesia.

La pittura di questo grande pittore esprime simbolicamente il mondo interiore dell’Artista stesso insieme ai suoi sogni e alle sue visioni. Le forme sembrano molto semplificate, appiattite dall’uso di linee di contorno scure e anche dall’ uso di colori diciamo innaturali ma che riuscivano ad esprimere tutta l’ intensità delle emozioni dell’ Artista.

Proprio il colore diventa uno strumento per poter raggiungere quella essenza delle cose, che tutti gli Artisti postimpressionisti volevano esprimerci in modo da non fermarci subito alle apparenze.

Gauguin in molte sue opere riuscì a trasmetterci anche la bellezza ed il mistero di tutti quei posti così lontani ed esotici dove Lui si trasferì e rendendoli dei mondi pieni di fascino a chi ammirava le sue opere pittoriche, come per esempio nell’opera intitolata Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Del 1897 (vediamo a lato).

 

Il colore del tormento interiore.

Un altro grande ed importante Artista che è entrato con pieno diritto nell’Olimpo dell’Arte e della pittura artistica è sicuramente l’ Olandese Vincent Van Gogh (1853-1890), il quale in soli dieci anni di lavoro dal 1880 al 1890 riesce a produrre un numero impressionante di opere, circa ottocento.

Per l’Artista Van Gogh la pittura è lo strumento per poter esprimere con immediatezza i propri sentimenti. Nelle sue opere Notte stellata di Van Gogh.JPGl’Artista modella, trasforma, trasfigura o deforma la natura che lo circonda, il tutto a seconda dei mutevoli stati d’animo che il pittore ha, in quanto avrà col tempo dei grossi problemi a livello mentale che gli causano numerose brutte situazioni a volte molto serie.

Van Gogh attribuisce al segno ed al colore una funzione espressiva e suggestiva, questi sono strumenti per esprimere sentimenti e suggerire emozioni, cariche di vitalità o di funesti presagi a seconda del periodo della sua vita. Leggete e vedete l’opera Il campo verde di grano.

Chi ha avuto la fortuna di ammirare le sue opere ha potuto notare come le pennellate dell’ Artista Van Gogh sono cariche e ricche di materia, densa e pastosa stesa sulla tela in spessi strati. Tutti gli oggetti sono definiti da linee di contorno ed i colori sono spesso violenti e innaturali. Negli ultimi due anni di vita l’Artista è sempre più infelice e questa infelicità, dovuta anche all’ aumentare della malattia mentale porta il pittore ad usare dei colori più cupi e le pennellate hanno un andamento ad onda e a spirale, come potremmo notare per esempio, in una delle sue opere più celebri intitolata La notte stellata del 1889, collocata presso il Museo di Arte Moderna di New York (vedi a lato).

 

Il colore dell’inquietudine

Edvard Munch (1863-1944) è considerato uno dei principali precursori della pittura Espressionista che si svilupperà nel Novecento.

Le angosce ed i disagi esistenziali dell’ artista provato sin da piccolo da numerosi lutti familiari, vengono espressi mediante l’ uso di colori violenti ed irreali. Munch userà nelle sue opere delle linee sinuose e continue, delle immagini deformate a testimoniare il grande tormento che l’ Artista prova dentro di se.

Una delle opere più note del pittore Munch è Il grido o l’urlo del 1893 circa (vedi sotto) in cui è rappresentata l’ improvvisa e istintiva reazione dell’ uomo che scopre la tragicità del suo esistere. Il dramma nasce dall’ ondeggiare delle linee curve che si propagano dalla figura in primo piano, e sembrano amplificare il grido che diventa un grido universale.

Il grido Edvard Munch particolare.JPG

 

 

Un saluto a tutti i Lettori

Il Postimpressionismo dell’ Ottocento – cenno storico della pittura e dei pittori più famosiultima modifica: 2010-01-18T14:02:00+00:00da kigei
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