Verso la metà dell’ ottocento proprio in Francia dove fino ai primi decenni del secolo aveva prevalso la pittura di ispirazione “storica”, dedicata soprattutto a ideali di libertà e di ribellione del popolo, si sviluppa un nuovo movimento che venne chiamato Realismo.

Il Realismo intende rappresentare la realtà così come è attribuendo all’arte un contenuto sociale. Infatti per i pittori che appartengono al movimento realista l’arte non deve rappresentare sentimenti, impressioni o idee personali come avveniva per l’arte romantica (Vedi articolo) ma deve avere una spiccata finalità sociale, traendo i propri soggetti dalla realtà quotidiana specie da quella più umile e misera, così come anche dalla realtà delle nuove classi sociali quelle degli operai o dei contadini che per la prima volta iniziavano ad essere rappresentati in dipinti e opere d’arte.

I principali esponenti della corrente realista francese, sono Gustave Courbet (1819-1877), Honoré Daumier (1808-1879) e Jean Francois Millet (1814-1875).

 

Con Courbet per la prima volta i personaggi umili ed anonimi vengono scelti come protagonisti di quadri di dimensioni monumentali. Courbet rifiuta ogni tipo di idealizzazione e rappresenta la realtà per quella che è, cioè brutta, cruda, lontano dalle regole imposte dalla tradizione e dagli ambienti ufficiali.

Per esempio prendiamo l’opera intitolata Funerale a Ornans del 1849 (sotto notiamo un particolare). il soggetto di questo dipinto è un funerale che si svolge ad Ornans che è il paese natale del pittore. Nella sua tela l’artista raffigura personaggi reali e li rappresenta a grandezza naturale, infatti il dipinto è di grandi dimensioni 314 x 663 cm. Per poter riprodurre più fedelmente le consuetudini dell’epoca il pittore dispone gli uomini a sinistra, mentre le donne a destra con le cuffie e in primissimo piano, mette un cane la cui presenza è giustificata dal fatto che gli abitanti del paese erano appassionati di caccia e lo stesso Courbet era amante degli animali. L’artista in questo quadro vuole comunicarci non la tragedia in se stessa ma la tristezza della cerimonia che con il suo ripetersi sembra scandire la vita di una piccola e semplice comunità. Il pittore ci presenta una dura realtà, i visi brutti e comuni che si incontrano ovunque, i contadini della sua terra innalzati a ruolo di protagonisti di una nuova storia, anche se umile e dimessa vissuta giorno dopo giorno. In questo la pittura di Courbet rappresenta una autentica rottura che lascia prevedere il successivo sviluppo dell’arte.

Funerale a Ornans Gustave Courbet del 1849.JPG

 

 

Honoré Daumier denuncia sia i vizi borghesi sia la drammatica condizione del proletariato urbano che era una classe nata proprio nell’Ottocento con l’avvento delle varie lotte sociali e lo sviluppo industriale.

Daumier utilizza la sua bravura di illustratore satirico e disegnatore per realizzare numerose vignette e caricature di uomini politici o ricchi signori, in modo da denunciare le loro corruzioni ed i loro malaffari. Mentre come pittore cerca di dare spazio alla realtà dei più umili e dei più poveri per sottolineare la drammaticità umana di queste persone, in modo da cercare di smuovere un po’ le coscienze dei governanti. In alcune opere l’Artista Daumier per sottolineare con più forza questi miseri personaggi e la loro condizione sociale ne deforma i visi o ne accentua l’espressività attraverso l’uso di forti contrasti chiaroscurali come possiamo notare a lato nell’opera intitolata Il vagone di terza classe del 1861 circa.

Honorè Daumier il vagone di terza classe 1861.JPG

 

 

Anche l’Artista Jean Francois Millet rappresenta la dura e cruda realtà, soprattutto quella dei contadini che vivono giorno per giorno mille sofferenze ed umiliazioni. Infatti per l’Artista, i lavoratori non devono essere idealizzati o inseriti in ambienti idilliaci, come si faceva nei periodi precedenti con regole tradizionali. I contadini di Millet per esempio (vedi sotto L’Angelus del 1857) si guadagnano da vivere lavorando i campi e accettano quasi religiosamente tutte le dure condizioni che si presentano a loro, e sono pronti a fermarsi per una sosta con tanta dedizione come fanno quotidianamente per l’Angelus.

Jean Francois Millet L' Angelus 1857.JPG

 

 

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Il Realismo nell’ Ottocento – viaggio attraverso alcuni grandi pittori realistiultima modifica: 2010-01-17T16:50:00+00:00da kigei
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