L’arte Islamica: Dal deserto al mondo

Il termine Islam ha come significato “sottomissione” alla volontà divina. L’Islam è un movimento religioso nato all’incirca nel VII secolo nel deserto arabo da una popolazione di nomadi. Le dure condizioni di vita unite alle caratteristiche del deserto, cioè un paesaggio che sembra estendersi all’ infinito e che cambia aspetto ogni volta che il vento solleva la sabbia, cambiando la forma delle dune hanno influenzato il pensiero islamico delle origini. Per queste popolazioni islamiche in origine le arti più importanti erano la musica e la poesia, in quanto l’essere nomadi e quindi lo spostarsi molto frequentemente rendevano inutile l’arte dell’architettura che è come sappiamo un arte diciamo “statica”.

Nel giro di pochi secoli l’ Islam si diffuse nell’ Africa del Nord, in quasi tutta l’ Europa e nell’Asia occidentale e meridionale. Si iniziarono a formare vasti imperi musulmani che venivano governati da Dinastie anche molto diverse tra di loro. Una delle Dinastie più importanti e anche l’ultima a livello cronologico fu la Dinastia Ottomana che governò dal XIII secolo fino agli inizi del XX.

Nel corso del lungo Impero Ottomano la cultura islamica si è diffusa e si è sviluppata associando caratteri arabi alle varie tradizioni locali dei popoli che venivano conquistati, sviluppando anche nuovi linguaggi artistici come nel caso dell’architettura.

Le Moschee e i Minareti

Tra le tante regole che hanno i credenti mussulmani ve ne sono due (la preghiera collettiva e il pellegrinaggio alla Mecca che è la città Santa) che hanno avuto una grande influenza specie sull’ architettura islamica. Le principali realizzazioni architettoniche infatti sono le bellissime Moschee.

Anche se i principali elementi (colonne, capitelli, archi e navate) derivano dalle precedenti culture greche, romane-cristiane e bizantine, la moschea nella sua forma più tipica ricorda la Casa di Maometto (il Profeta) a Medina. Qui i primi seguaci del Profeta si riunivano a pregare i un cortile recintato da un muro di mattoni. Da un lato era stato eretto un portico fatto di tronchi di palma, sul quale erano appoggiati tanti rami. Non si trovavano altari ma i credenti rivolgevano la loro preghiera ed il loro viso verso La Mecca, La Città Santa. Nella costruzione delle Moschee gli architetti hanno sostituito i tronchi di albero con tante colonne come possiamo vedere nell’immagine sotto che riporta un particolare dell’interno della Grande Moschea di Cordoba in Spagna che addirittura ne ha 600 di colonne.

Arte Islamica Sala della Preghiera Cordoba Spagna.JPG

 

 

L’aspetto del cortile di Maometto che per quanto chiuso era in diretta relazione con lo spazio esterno è richiamato da un gran numero di ingressi. Su una parete si apre una nicchia (mihrab) che serve a indicare l’orientamento della Mecca. All’esterno della Moschea sorge una specie di torre che per certi versi richiama i campanili cristiani. Il nome di questa torre è il Minareto, dall’alto del quale il Muezzin che è un religioso musulmano invita i fedeli a raccogliersi per la preghiera. La forma del Minareto deriva spesso dalle tradizioni architettoniche locali. Per esempio quello della Grande Moschea di Samarra in Iraq ricorda la ziqqurat mesopotamica (vedi sotto il Minareto della Grande Moschea di Samarra costruito all’ incirca nel 847 in Iraq).

Arte Islamica Minareto della grande Moschea di Samarra Iraq.JPG

 

 

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Le arti figurative per l’arte islamica.

I nomadi arabi vedevano nel mondo una successione di fenomeni naturali, dovuti all’opera di un Dio che crea e distrugge secondo il proprio volere. Da ciò possiamo capire il disinteresse per la rappresentazione di una realtà  che ha breve durata e quindi la predilezione per i motivi ornamentali, ripresi in tutte le arti figurative. Nel XVI secolo fu poi affermata la proibizione di dipingere o scolpire figure umane (in precedenza, il divieto riguardava solo le Moschee). I pittori e gli scultori sicuramente dovevano essere considerati “i peggiori esseri della Terra”. Per questo se le Chiese cristiane sono piene di sculture e statue di Santi e Madonne, le Moschee (ma anche i palazzi e gli oggetti di uso comune) sono ornate con scritte che riportano dei versetti presi dal Corano che come sappiamo è la “Bibbia” dell’ Islam. La calligrafia in questo modo è diventata una delle più importanti espressioni artistiche islamiche.

Sotto possiamo vedere un particolare del Salone degli Ambasciatori dell’ Alhambra, con decorazioni in stucco e iscrizioni calligrafiche della seconda metà del XIV secolo, presso Granada in Spagna.

Arte Islamica Salone degli Ambasciatori dell' Alhambra.JPG

 

 

In questa immagine notiamo che la bellezza della scrittura unita all’ornamentazione è data dal ritmo creato dagli stessi motivi ripetuti più volte. Nella decorazione Islamica non deve esservi un elemento che si distacchi dagli altri ma l’occhio deve scorrere placidamente su tutta la superficie architettonica.

 

Tuttavia la proibizione non venne sempre applicata. I Sovrani degli Stati che si sono convertiti alla Religione dell’Islam come per esempio la Turchia, l’Iran e l’India, quest’ultima con una grande e antica tradizione artistica amarono circondarsi di oggetti dipinti o scolpiti e gli artisti godettero di grande considerazione per le loro abilità e non furono perseguitati in questi Stati.

Sotto possiamo vedere una miniatura raffigurante il Ritratto del sultano Ibrahim Adil Sah, della prima metà del XVII secolo.

Arte Islamica Ritratto del Sultano Ibrahim Adil Sah.JPG

 

 

In questa miniatura possiamo notare la fedeltà alla realtà nella descrizione minuziosa del viso del sovrano, delle mani, della spada e dei gioielli che testimoniano l’importanza del personaggio. Tuttavia notiamo anche un atmosfera da favola nel dipinto, infatti la figura sembra quasi sospesa nell’aria e si staglia su uno sfondo verde, nel quale riconosciamo un paesaggio soltanto per la nuvola dipinta in alto e per i piccoli fiori ai piedi del sultano.

Ancora ai giorni nostri vi è il dibattito tra i favorevoli e i contrari alle arti figurative ma gli esempi di miniature islamiche, di ritratti e di scene tratte da testi letterari fanno ormai parte della storia dell’arte.

 

Arte Islamica – breve cenno storicoultima modifica: 2010-01-08T16:11:00+00:00da kigei
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3 Thoughts on “Arte Islamica – breve cenno storico

  1. Perdonami la pignoleria, ma la foto dell’iscrizione con la finestra è sottosopra!

  2. Ciao Giovanni e ciao Giulia e grazie della visitina al blog. Sei sicura Giulia dell’immagine, perché in un libro da dove ho preso spunto è proprio come la vedi qui? Comunque mi informo meglio.
    Grazie e un saluto di cuore!

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